
Trieste è la provincia più piccola d'Italia e, forse, anche la più isolata. E per rendersene conto è sufficiente dare una scorsa a una qualsiasi cartina geografica: il suo territorio è una striscia sottile schiacciata tra il mare e l'altopiano carsico e con alle porte una frontiera difficile - quella con la ex Jugoslavia - con la quale la città sembra non aver ancora imparato a convivere del tutto.
Attorno alla piccola area urbanizzata, concentrata al centro e al sud, c'è una costellazione di seducenti borghi e paesi, come Sgonico, Monrupino, Duino, Basovizza e San Pelagio, abitati prevalentemente dalla minoranza di lingua slovena e dove negli ultimi decenni sono sorte decine di pregiatissime ville e casette.
Questa sorta di isolamento geografico si riflette anche sulla personalità della città: sola, misteriosa, seducente, conservatrice, riflessiva, un po' selvaggia, perennemente stanca, taciturna. Diversa per forza e a ogni costo. Imbottita di sportelli bancari come poche altri capoluoghi italiani, eppure inspiegabilmente priva di spirito imprenditoriale, nonostante la vicinanza con l'operosissimo Friuli del boom; capitale della scienza, della letteratura e dell'operetta, con un'età media sconcertantemente alta e pronta ad accogliere genti di tutte le razze; sottomessa a un governatorato militare a stelle e strisce fino al 1954, amante della bella vita e della spensieratezza, mossa da adagi come "no se pol" (ovvero non si può fare, lascia perdere che è meglio) o "viva là e po' bon". Come dire: va bene così, un bicchiere di vino, una passeggiata in Carso, un buon ristorante ed ecco che la frenesia di ogni giorno scompare d'incanto. Straordinaria, speciale, bella e possibile, ma ancorata a un passato che non vuole - e non può - dimenticare. Trieste, sferzata dalla Bora, il vento gelido e potente da nord-est, piace - e si piace - così. Diversamente, non sarebbe Trieste. Nelle righe che seguono, Wcities ha voluto suddividerla in 11 zone, partendo dalla parte più meridionale della provincia, per aiutare il visitatore a orientarsi. Almeno geograficamente. Un'ultima nota: a Trieste non c'è la metropolitana, ma funziona un buon servizio di trasporto pubblico tramite bus. Tuttavia, se volete raggiungere il Carso o le zone più periferiche, assicuratevi degli orari, oppure noleggiate un'automobile, perche dopo una certa ora - e soprattutto in certe aree - i bus si diradano progressivamente.
Muggia Piccolo comune - uno dei sei - a una decina di chilometri dal centro di Trieste. Affacciato al mare, con forti tradizioni nella pesca, è l'ultimo baluardo prima del confine di Stato. Di recente ristrutturato da cima a fondo, presenta tratti fortemente istroveneti. Si passeggia graziosamente tra le calli e tra i pescherecci ancorati nel suggestivo porticciolo. Pochi e modesti i negozi, ma abitarci è davvero piacevole. Per arrivarci è sufficiente costeggiare il mare nella direzione opposta a Venezia. Qui, dove un tempo sorgevano i gloriosi cantieri navali di San Rocco, sta nascendo a ritmi frenetici un mega complesso turistico con centinaia di posti barca, alberghi, campi sportivi, ristoranti e appartamenti. Comprare casa da queste parti significa investire in maniera intelligente. Alla periferia del paese, e fino alle porte del capoluogo, si estende la zona industriale, che tuttavia non disturba in alcun modo la tranquillità di Muggia.
Val Rosandra Tra Muggia e Trieste, un po' spostata verso est, ecco l'angolo più suggestivo del Carso triestino, la straordinaria valle scavata dal fiume Rosandra. Per chi abita da queste parti è un vero e proprio luogo di ritiro spirituale, meta di molte domeniche d'estate. Passeggiate e panorami incantevoli. Da non perdere.
Valmaura – Servola – Chiarbola Eccoci nell'immediata periferia di Trieste, zona per lo più residenziale. Qui trovate lo Stadio Nereo Rocco, il nuovo Palatrieste e, soprattutto, l'unico campo di concentramento nazista che ci sia in Italia, la Risiera di San Sabba. Vivere da queste parti è senz'altro meno costoso che stare altrove, ma la zona offre veramente poco, pur trovandosi a non più di 10-15 minuti dal centro. Caratteristico è il rione di Servola, oppresso però dai fumi neri e meleodoranti della ferriera, ciclopica e terrifica acciaieria.
Piazza Unità d'Italia - Cittavecchia È il cuore pulsante di Trieste. Piazza dell'Unità d'Italia è la più grande piazza europea affacciata al mare e alle sue spalle monta la suggestiva parte vecchia della città, che arriva fino al colle dove sorgono il castello e la Cattedrale di San Giusto. Qui ci sono il municipio, la prefettura, la questura, la camera di commercio, la Borsa e molti dei più seducenti caffè storici, come il Tergesteo, gli Specchi o il Tommaseo, tanto amati dai triestini. Una passeggiata da queste parti, zona prevalentemente pedonale, può lasciare incantati: le librerie e i numerosi negozi di antiquariato, l'antico Teatro Romano, i resti del foro, i principali musei, le stradine strette di Cittavecchia non si dimenticano facilmente. E dietro la grande piazza c'è anche il bel Teatro Verdi. Abitare qui è un sogno che pochi possono permettersi. Comincerete, tra l'altro, a capire perche Trieste è quasi vietata alle biciclette: i continui e ripidi sali e scendi ucciderebbero di fatica chiunque.
Borgo Teresiano È l'altro centro di Trieste, a ridosso del mare e a due passi dalla stazione ferroviaria. Ci si arriva percorrendo le rive, da Piazza Unità d'Italia, in direzione di Venezia, ma sono poche centinaia di metri. Zona un po' buia, non raccomandabile la notte, frequentatissima da sloveni e croati, che da queste parti acquistano merce e capi di abbigliamento a buon mercato, in negozi modesti ma spesso affollati. Di recente, lungo queste vie, è nato un certo numero di esercizi commerciali gestiti da immigrati cinesi. Scordatevi il parcheggio, se non a pagamento e con una buona dose di fortuna. Da qui si entra anche nel comprensorio del vecchio e glorioso porto triestino.
Corso Italia - Barriera Vecchia - Via Battisti È il centro commerciale della città, a una decina di minuti dal mare. Negozi alla moda, traffico caotico e un via vai frenetico caratterizzano questa zona, dove si concentrano anche moltissimi uffici. Tra Via Carducci, Via Milano, Via Battisti, Via Valdirivo, Via Fabio Severo (dove ci sono anche il tribunale e il carcere) rischiate di perdere ore preziose imbottigliati tra un semaforo e l'altro. Fa eccezione il Viale XX Settembre, una bella passeggiata alberata di qualche chilometro, lungo la quale troverete più della metà delle sale cinematografiche di Trieste e un discreto numero di ottime gelaterie. Alla fine della strada, in direzione del rione di Longera, c'è il centro commerciale Il Giulia, mentre alle sue spalle comincia il cosiddetto Il Boschetto, polmone verde della città.
San Giacomo Sui colli intorno a San Giusto, ecco due dei principali rioni della città. San Giacomo è un vero e proprio mondo indipendente, con i suoi tipici negozi, i suoi locali, le sue osterie. Chi ci vive, lo ama, nonostante la difficoltà di parcheggio e il traffico caotico. Qui c'è anche l'ospedale infantile Burlo Garofolo, considerato uno dei migliori d'Italia.
San Vito San Vito, invece, è una zona tipicamente residenziale, tranquilla e silenziosa. Nelle vicinanze spiccano i bei palazzi del Lloyd Adriatico, sede del gigante delle assicurazioni, e del Lloyd Triestino, la storica compagnia locale di navigazione, acquistata di recente da una multinazionale estera.
Montebello Zona abbastanza anonima e tipicamente residenziale, se non fosse che qui sono situati l'Ippodromo di Montebello e il piccolo comprensorio fieristico di Trieste. Si trova ai margini della città, alla fine di Viale Gabriele D'Annunzio. Non eccessivamente trafficata.
Università Salendo per Via Coroneo, e poi per Via Fabio Severo, si arriva in questa bella zona residenziale consacrata all'ateneo. Qui sono raggruppate molte delle facoltà e dei dipartimenti dell'università di Trieste. Pochi i negozi.
Barcola – Miramare – Sistiana – Grignano - Duino Siamo ormai fuori città, lungo la strada costiera in direzione di Venezia. Il panorama è straordinario, abitare qui è roba da ricchi. Barcola è una bella passeggiata, al termine della quale si trova il Castello di Miramare, la magnifica residenza di Massimiliano d'Asburgo, simbolo di Trieste. E poi Grignano, Sistiana e, ai confini della provincia (nella parte nord), Duino: tre piccole e suggestive località a cavallo del mare e dell'altopiano carsico. Bar raffinati, ristoranti alla moda, buon pesce, passeggiate incantevoli. Attenzione alla strada costiera: pur essendo la principale via di ingresso alla città, è stretta e pericolosa. Qui gli incidenti non si contano più e i limiti di velocità sono bassissimi. Rispettateli.
Opicina & altopiano Alle spalle di Trieste, ecco il Carso, il suggestivo paesaggio fatto di boschi, radure, lande, canyon, doline, rocce a picco sul mare. Niente, forse, è amato dai triestini come questo territorio, costellato di piccoli e caratteristici borghi e paesi, locali tipici, agriturismi, camminate e percorsi per biciclette, pareti da arrampicare. Siamo a ridosso del confine e qui risiede, tra l'altro, gran parte della comunità slovena in Italia. Dal centro città, lo raggiungete in non più di 20-30 minuti. Tra le mille cose da visitare, non perdetevi l'imponente Faro della Vittoria, la Passeggiata Napoleonica e il Tempio Mariano. E anche Opicina, il più grande dei paesi dell'altopiano, un piccolo mondo a se, merita una capatina.
Padriciano A Padriciano, infine, in corrispondenza dell'ultima uscita dell'autostrada, c'è l'Area di Ricerca, uno dei più grandi parchi scientifici e tecnologici d'Europa, sotto la quale corre l'anello di luce di sincrotrone Elettra.
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