
La Lessinia: un altro pianeta. Così vicina a Verona, eppure così diversa, e così varia. C'è davvero di tutto: curiosità naturalistiche, musei, addirittura una popolazione di provenienza tedesca, quella dei Cimbri.
Tanta ricchezza di spunti, in un territorio piuttosto ristretto: l'ideale per il turista che non è frettoloso e cerca conoscenze approfondite, ma anche per chi ha a disposizione solo la giornata o la mezza giornata. A tutti suggeriamo tre itinerari di visita: il primo risale la valle dell'Alpone, il secondo si inerpica in Valpantena, il terzo esplora la Lessinia occidentale.
Per chi avesse la possibilità di tornare a piacimento in Lessionia, il primo passo è però quello che conduce all'Azienda di Promozione Turistica di Bosco Chiesanuova, per raccogliere le abbondanti pubblicazioni che parlano della Lessinia e del suo parco naturale. Avendo in mano questo materiale, ciascuno può scegliere una personale "chiave di lettura" della Lessinia, il più possibile aderente ai propri interessi.
Per esempio il filo conduttore può essere quello dei fenomeni naturali: il Covolo di Camposilvano, il Ponte di Veja, la pesciara di Bolca, e sono solo tre tra i tanti legati alla particolarissima storia geomorfologica della zona.
Oppure si può iniziare dalla visita dei tanti musei: quello della cultura cimbra a Giazza, il paleontologico a Sant'Anna d'Alfaedo, l'etnografico di Boscochiesanuova, il geopaleontologico a Camposilvano, quello dei fossili a Bolca, quello dei trombini (antichi archibugi) a Selva di Progno.
C'è poi l'interessantissimo filone della popolazione dei Cimbri. Oltre ai musei sono interessantissime anche le feste caratteristiche dei paesi, una tra tante è quella di Camposilvano, perche permettono di osservare i costumi tipici, ascoltare la parlata locale e sentire i fragorosi botti dei trombini. Dato che siamo in tema di feste, merita qui ricordare che nei paesi della Lessinia attivissime Pro Loco si adoperano per la conservazione delle tradizioni locali. Ci sono fiere e manifestazioni lungo l'intero arco dell'anno: citando qualche esempio ci sono la festa dei funghi a Roverè, quella delle patate a Cologna Veneta, quella del formaggio Monte Veronese doc a Erbezzo, quelle delle ciliegie a Monteforte d'Alpone (dove si celebra anche la Festa dell'Uva) e Montecchia di Crosara, delle castagne a San Giovanni Ilarione.
Non sono fiere, ma rientrano invece nel novero delle feste annuali il Carnevale di Notte a Monteforte d'Alpone, con i carri allegorici e le maschere che sfilano sotto le stelle, e la Messa di Mezzanotte celebrata nella gigantesca cattedrale naturale che è il Covolo di Camposilvano.
C'è poi un aspetto della cultura locale tanto piacevole quanto indispensabile per conoscere a fondo la "dimensione Lessinia": è quello della gastronomia. La Lessinia è famosa per i tartufi, che si possono assaggiare Alla Ruota di Negrar, ma anche per i funghi che non mancano mai all'Alpone di Montecchia di Crosara. Poi ci sono le preparazioni tipiche della tradizione locale: la mocetta di capra, per esempio, appartiene alla famiglia dei salumi, e si può gustare alla Torre di Cologna Veneta.
Chi cede alle lusinghe della buona tavola, deve anche mettere in conto la necessità di smaltire l'eventuale accumulo di calorie. Con la bella stagione la Lessinia offre numerosi itinerari escursionistici, da affrontare a piedi (informazioni presso il Club Alpino Italiano a Verona) oppure in bicicletta (e gli Amici della Bicicletta, a Verona, sapranno consigliare i percorsi migliori). La speleologia non è invece per tutti: ma chi volesse provare può far riferimento alla sezione speleologica del Cai di Verona.
D'inverno, invece, c'è l'imbarazzo della scelta, tra sci alpino, sci di fondo, snowboard e pattinaggio sul ghiaccio, sulla pista di Bosco Chiesanuova. A chiunque si muova in montagna, oltre alle elementari norme di prudenza, occorre anche ricordare le norme di civiltà: affinche possa durare nel tempo quel mosaico di natura e cultura chiamato Lessinia.
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