Storia
I natali di Bologna risalgono alla lontana età del bronzo. Tremila anni or sono, popolazioni d'incerta origine, si stanziarono lungo le fertili terre preappenniniche lambite di fiumi Aposa e Ravone; popolazioni che, durante l'età del ferro, svilupparono una vera e propria cultura, ora nota come Civiltà Villanoviana. I villaggi villanoviani, abitati da abili vasai e fabbri, intrecciavano frequenti rapporti con Etruschi, Greci, Fenici e non ebbero difficoltà a conquistarsi un ruolo centrale nella rete di traffici commerciali dell'Italia centrosettentrionale.
Intorno al VI secolo p.e.v., l'agglomerato di villaggi fu inglobato dalla cultura etrusca e si trasformò nella florida Felsina. Ciò che è certo è che Felsina, ricordata da Plinio come
princeps Etruriae, ampliò ulteriormente i commerci già avviati dai villanoviani, diventando una sorta di capitale commerciale dell'Etruria padana. Si trattava anche allora di popolazioni molto pacifiche dedite all'artigianato e ai commerci.
Intorno al 350 p.e.v. Felsina non fu in grado opporsi con forza all attacco sconsiderato dei Galli Boi, giunti nella pianura padana. I rozzi, sporchi e bruti Galli Boi non lasciarono tracce importanti tranne, forse, il nome della città: si narra che Bologna derivi da Boi o da bona, che in celtico significava città.
Dopo duecento anni di dominio celtico, a cambiare la situazione giunsero tremila coloni latini. I Galli Boi furono sconfitti in battaglia, da Publio Cornelio Scipione Nasica, e costretti alla fuga. Bononia divenne in questo modo colonia romana; il console Marco Emilio Lepido fece costruire la Via Emilia nel 187 p.e.v., assegnando alla città un ruolo decisivo nella rete viaria della penisola italiana.
Durante il periodo romano Bononia riacquistò lo splendore perduto. Si realizzarono importanti opere architettoniche: il
castrum romano, reticolo stradale, di cui oggi è ancora visibile una parte della pavimentazione in Via Manzoni, in corrispondenza di
Palazzo Fava Ghisilardi e Fava Ghisilieri, il teatro romano, situato in Via Carbonesi.
Il tramonto dell'Impero romano determinò il declino di Bononia. Priva di difesa ed esposta alle scorribande dei barbari, la cittadinanza, corse ai ripari, fortificando la città con alte mura di selenite. A tenere in vita la civitas rupta, all'interno della cerchia di mura, furono i vescovi di Roma che, ottenuta la libertà di culto attraverso l'editto di Costantino emanato nel 313 e.v., poterono costruire chiese e portare ausilio alla cittadinanza prostrata.
Nel 431 e.v., la città riacquistò una certa vitalità, grazie all'operato del vescovo Petronio, che ne rafforzò le mura, restaurò gli edifici pubblici e iniziò la costruzione della
Basilica di Santo Stefano. Egli impresse nella memoria storica di Bologna, la sua opera, a tal punto che, novecento anni dopo, gli fu dedicata la splendida
Basilica di San Petronio edificata in Piazza Maggiore: cuore della vita politica e religiosa della città.
Il periodo di grazia s'interruppe presto, e Bologna fu coinvolta, dal 535 al 553 e.v., nella sanguinosa guerra bizantino-gotica. Fu poi la volta dei Longobardi che, nel 569 e.v., invasero la pianura padana, tentando di sottrarne il dominio ai Bizantini.
Solamente nel 727 il re longobardo Liutprando riuscì a sconfiggere i Bizantini e, insediatosi a Bologna, governò in pace per quasi cinquant'anni. Del dominio longobardo sono rimaste pochissime testimonianze, tra cui vi segnaliamo: il Catino di Pilato, posto nel cortile della Basilica di Santo Stefano. I Longobardi nel 774 cedettero il passo a Carlo Magno che, chiamato da papa Adriano I, assegnò Bologna e l''Esarcato ravennate al papato. Durante il IX secolo, Bologna fu, dunque, governata da duchi di nomina pontificia.
La fine del millennio portò una gran paura ma altrettanta ricchezza. Fu costruita la
Metropolitana di San Pietro, fu allargata la cerchia di mura e si avviò la ristrutturazione della
Basilica di Santo Stefano.
Il pericolo della dominazione bizantina fu definitivamente scongiurato durante la lotta per le investiture, intrapresa dal papa e l'imperatore, e si riconfermò il patronato della Chiesa di Roma sulla città. Gli stretti rapporti tra la Chiesa e la città si protrassero a lungo, e non sempre furono felici.
Nel frattempo, la città si avviò verso la rinascita e comparvero le prime istituzioni comunali, ottenute con il consenso dell''imperatore Enrico V. Nasceva nel 1088 la più importante Università d'Europa, grazie all''opera del maestro di diritto Irnerio. Fu un periodo veramente vivace. Piuttosto appetibile per le grandi potenze, Bologna, entrò presto nelle mire espansionistiche imperiali. Federico Barbarossa, tentò di sottrarle l'autonomia, imponendo al governo della città i propri magistrati, ma i bolognesi non si piegarono mai e anzi, nel 1167 aderendo alla Lega Lombarda, fronteggiarono il pericolo lottando con forza per difendere l'integrità dell''autonomia comunale.
Bologna fu, dunque, fortemente ambita; ambita dalla Chiesa, dagli imperatori, dai ricchi e potenti signori. Era, una città ambita per la posizione strategica sul territorio, per il prestigio economico e culturale dell''Università e per i fiorenti mercati ravvivati dalla fervente attività delle Corporazioni delle Arti. Le botteghe artigiane si diffusero in gran numero e diedero il nome persino alle strade, leggibili oggi nelle vie del
Mercato di Mezzo.
Dell'Arte dei notai si distinsero illustri personaggi cui la cittadinanza offrì i monumenti funebri quali arche dei Glossatori, visibili presso Piazza San Domenico e Piazza Malpighi.
Nel XIII secolo, le ondate di malumore e malcontento della cittadinanza andarono di pari passo con l'alternarsi del dominio guelfo o ghibellino.
L'imperatore Federico Barbarossa non riuscì dunque a sottomettere Bologna e anzi, il nipote, Re Enzo di Sardegna, fu addirittura rapito, durante la battaglia della Fossalta, e fu rinchiuso fino alla fine dei suoi giorni all'interno del palazzo che ancora oggi porta il suo nome:
Palazzo Re Enzo.
La Chiesa ebbe una sorte diversa, ma non meno sofferta. Spesso, quando la cittadinanza giungeva al limite della sopportazione per i soprusi dei legati pontifici, si scagliava contro la Rocca di Galliera. La
Rocca di Galliera, dimora regale del legato pontificio, fatta costruire dal cardinale Bertrando del Progetto, rappresentava il caposaldo della chiesa di Roma a Bologna.
Bologna resistette coraggiosamente anche durante le dure lotte intestine che insanguinarono le pagine della sua storia. Le potenti famiglie dei Geremei, dei Lambertazzi e dei Pepoli, si contesero per anni il dominio della città, schierandosi di volta in volta o con i papi o con gli imperatori.
Solamente la furia del delegato papale era in grado di placare momentaneamente le accese dispute tra fazioni avverse, sino a quando anch'egli riusciva a non farsi cacciare dalla città. Bologna, ogni tanto, si concedeva momenti di gloria. Fu edificata la
Santa Maria dei Servi e fu ultimata la basilica di
San Domenico. Nel 1390 iniziarono i lavori di costruzione di San Petronio.
Nel XV secolo si assistette all''ascesa al potere della famiglia Bentivoglio, alle lotte tra i Visconti di Milano e il papa per il dominio sulla città che si risolsero con la vittoria della chiesa; fu ricostruita la rocca di Galliera e il papa Alessandro V, reputando la città davvero tranquilla decise di stabilircisi, vi morì nel 1410 trovando degna sepoltura nella basilica di
San Francesco.
Il problema, del rapporto di Bologna con la chiesa, rimase aperto sino al XIX secolo. Ogni volta che il papa interveniva per sedare i disordini, la cittadinanza si acquietava, ma appena la convivenza con i legati pontifici si faceva difficile, i bolognesi insorgevano ancora.
Altri nemici di Bologna, i Visconti, approfittarono spesso della mutevolezza degli eventi e minacciarono continuamente la città; avevano maturato il disegno di espandersi in Emilia. I Bentivoglio tentarono ripetutamente di ripristinare la Signoria, e non di meno fecero il re di Francia Luigi XII e Cesare Borgia, nipote di papa Alessandro VI. Nel 1506, la chiesa interveniva ancora e a ristabilire l'ordine fu papa Giulio II che, giunto a Bologna, liberò la città dai Bentivoglio, rideterminò la dominazione pontificia e spinse definitivamente Bologna ad entrare far parte dello Stato pontificio.
Negli anni seguenti accaddero avvenimenti di notevole eco politica: nel 1530, Carlo V fu incoronato imperatore nella Basilica di San Petronio e nel 1542 si tennero a Bologna alcune sessioni del Concilio di Trento. Il dominio pontificio avviò la trasformazione d'alcune importanti istituzioni: l'Università fu raccolta all''interno dell''Archiginnasio, affinche ne fosse limitata l''autonomia.
Fu l'epoca delle grandi opere architettoniche: nel 1565 si costruì Palazzo dei Banchi, nel 1563 si aprì lo slargo di Piazza Galvani e sempre nel 1565 fu edificato l'Ospedale della Morte, oggi sede del
Museo Civico Archeologico. In questo modo Bologna riacquistò un certo prestigio e ritrovata la perduta ricchezza, la nobiltà bolognese si diede alla vita mondana, eccedendo nel malcostume, mentre i legati pontifici facevano sempre più fatica a garantire l'ordine pubblico.
Agli inizi del XVII secolo, la peste, dimezzò la popolazione, ma lo sviluppo della città non si arrestò. Furono costruiti i magnifici palazzi signorili e s'intensificò l'attività delle scuole d'arte.
Nel XVIII secolo, Bologna godette di un certo benessere alimentato dall''agricoltura e dalle industrie tessili; l''Università ritrovò l'antico splendore grazie alla fondazione dell'Istituto delle Scienze che fu allestito a
Palazzo Poggi, grazie a Luigi Ferdinando Marsili.
Seconda città dopo Roma dello Stato pontificio, anche Bologna, nel XIX secolo, fu coinvolta nelle vicende storiche che cambiarono il volto dell'Europa. Con l''ondata napoleonica, dapprima capitale della repubblica Cispadana, aderì poi a quella Cisalpina separandosi dallo Stato Pontificio. Durante il periodo della Restaurazione, restituita alla Chiesa, Bologna partecipò attivamente ai moti risorgimentali, che terminarono nel 1848 con la cacciata degli austriaci e la definitiva rottura del cordone, che per secoli l'aveva tenuta legata al potere pontificio. Nel 1859, accettò l'annessione al Piemonte ed entrò a far parte dell'Italia unita.
Oggi Bologna, scelta come capitale della cultura in Europa, detiene ancora un ruolo decisivo nella maglia della rete viaria italiana e detiene il primato per il prestigio e la fama della sua Università. Bologna è una città d'origine millenaria, famosa per il prezioso patrimonio artistico, lasciatole in eredità dalle scuole pittorica dei Caracca e dei Reni, e per le iniziative culturali d'interesse internazionale. Conosciuta per l'identità forte e per gli scambi interculturali è apprezzata per la preziosa tradizione enogastronomica, per le torri, i portici chilometrici, i magnifici palazzi signorili e per la vivacità del suo popolo.