
Siena o, meglio visitare Siena, è come imparare a suonare la chitarra: per il "giro di do" basta un pomeriggio. Per diventare, se non Segovia, almeno un buon concertista, la vita basta appena. Così Siena: piccola e intima, costruita quasi a raggiera intorno al Campo, ad attraversarla ci si mette un attimo. Per conoscerla bene, studiarla, amarla come merita, gli anni sono tanti. Tanti quanti ce ne sono voluti per farla così. Secoli. Acclarato che il viaggiatore contemporaneo tutto questo tempo non ce l'ha, bisogna operare delle scelte, specie tenendo presente che ci sono anche i dintorni da visitare e apprezzare.
Il Campo è il Campo. Il rovescio di Venezia, dove una sola è la piazza e gli altri sono campi. Qui, uno è il campo e le altre sono piazze. Piazza del Campo, per essere proprio pignoli. Cresce, in discesa, anche se le riprese televisive non lo evidenziano, nel punto in cui si dipanano le tre spine dorsali della città. Ha pianta che ricorda una conchiglia con una decorazione molto semplice al centro, più che una decorazione un simbolo, nove settori di pietra che ricordano come sia stato il governo dei Nove, per l'appunto. Sul Campo si affacciano la Torre del Mangia, trecentesca, e il Palazzo Pubblico, ricco di interessi per più di un motivo. Proseguendo, palazzo Piccolomini e palazzo Sansedoni e la Loggia della Mercanzia.
Dietro la Loggia, il vero cuore della città, dove si incontrano via di Città, Banchi di Sopra e Banchi di Sotto, il baricentro di tutto. Prendendo per via di Città, si giunge nello straordinario complesso che, in poche decine di metri vede insieme il Duomo, lo Spedale Santa Maria Della Scala, il Palazzo del Magnifico, il Museo dell'Opera Metropolitana. Poco discosta, la Pinacoteca Nazionale. Ma Siena ha un valore aggiunto: un eccellente circondario, vario in architettura, arte e proposte alternative.
Chianti Non si può venire qui e non dedicare una giornata alla zona del Chianti, Gaiole e Castellina in testa, per degustare in stagione il vino nella zona di produzione. Lo stesso motivo, con in più ancora maggiori motivazioni culturali, porterà verso sud, verso Montalcino, a ovest e Montepulciano a est. E non si può proprio evitare una visita a Pienza, creata dal nulla dalla volontà di un umanista fatto papa. Ne si può evitare Cetona, borgo medievale di intatta tranquillità e immagine, ne Turrita Siena, ai confini con l'Umbria. Pienza Voluta da Pio II Piccolomini e progettata da Bernardino Rossellino. Si trasforma alla metà del XV secolo dallo sconosciuto Corsignano in quella che sarà una città ideale del Rinascimento, incarnazione di una utopia non solo architettonica.
Montepulciano Un po' in Val di Chiana e un po' in Val d'Orcia, ospita monumenti e palazzi di impronta rinascimentale, la città di Montepulciano. Dà il nome a un vitigno che produce il Nobile di Montepulciano, un'esperienza da fare.
Chiusi Di origine etrusca, ma con probabili anteriori insediamenti osco-umbri, Chiusi visse la sua vita di potenza ai tempi del dominio etrusco su Roma. Da vedere Duomo e Museo Etrusco.
Montalcino Si prende la Cassia per raggiungere questo paese che fu l'ultimo a cedere fino a Cateau Cambresis e a entrare nell'orbita di Cosimo I de' Medici. Aveva addirittura ricostruito la Repubblica Senese in esilio. Ora come ora, meritano una visita i musei Civico e Diocesano e Archeologico. Meritano anche le cantine della zona, produttrici del Brunello di Montalcino, uno dei migliori vini rossi esistenti.
San Gimignano La città delle torri, sulla strada che arriva da Firenze. L'orizzonte turrito è una cosa che bisogna vedere almeno una volta, per capire cosa sia voluto dire abitare qui nei secoli bui. Da vedere il Duomo, Musei Civici e Pinacoteca Civica.
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