Guida Napoli

Visita

Spaccanapoli A Napoli c'è una strada che ne attraversa tutto il centro storico in direzione est ovest, anche se in realtà si tratta di più strade che susseguendosi in maniera rettilinea lungo il loro percorso incrociano importanti arterie della città e monumentali piazze. Questa lunga e stretta fenditura, Spaccanapoli appunto, è molto ben visibile dall alto della collina del Vomero là dove da San Martino ci si affaccia su quel dedalo di palazzi, tetti, chiese, cupole, guglie, strade, vicoli che da oltre due millenni sono il cuore pulsante della città.

Questo itinerario può cominciare in Via Maddaloni dove il Palazzo Carafa, costruito nel 1582 con un magnifico portale del XVII secolo, fa angolo con Via Toledo. Proseguendo lungo Via Domenico Capitelli, giungiamo in Piazza del Gesù Nuovo che rappresenta il punto di incontro fra l'antica Neapolis greco-romana, la Napoli medioevale e quella spagnola. La piazza prende il nome dalla Chiesa del Gesù Nuovo che conserva la facciata quattrocentesca del precedente palazzo dei principi Sanseverino sulla cui area è sorta. L'interno è un mirabile esempio di arte barocca riccamente ornato da marmi policromi e preziosi dipinti fra cui spicca la Cacciata di Eliodoro dal Tempio di Francesco Solimena. Di fronte, pochi metri più oltre, si innalza il Complesso Conventuale di Santa Chiara voluto da Roberto d'Angiò e dalla moglie per ospitare, fatto piuttosto singolare, un doppio convento di Clarisse e Frati Minori. Affiancata dall'imponente Campanile trecentesco, la Chiesa, in stile gotico provenzale, custodisce il Sepolcro di Roberto d'Angiò e i monumenti funebri della nobiltà napoletana del tempo. Alle spalle dell altare maggiore il Coro delle Clarisse conserva resti di affreschi di Giotto e della sua scuola. Dal coro si accede all ampia area del Chiostro che, meravigliosamente decorato con mattonelle di maiolica, è un vero gioiello dell arte napoletana del settecento. Il perimetro della piazza si completa con il Palazzo Morisani e il Palazzo Pignatelli di Monteleone arricchito da un artistico portale. Al centro della piazza svetta la Guglia dell Immacolata eretta nella prima metà del 1700. Riprendendo il cammino lungo Spaccanapoli, si entra in Via Benedetto Croce ricca di palazzi monumentali fra cui il Palazzo Filomarino del XIV secolo e poi ristrutturato in forme barocche, il Palazzo Venezia del 1400 e anch esso più volte ristrutturato, il Palazzo Carafa della Spina riconoscibile per i leoni a fauci aperte che ne ornano il portone.

Percorsa Via B. Croce, in Piazza San Domenico Maggiore lo sguardo è colpito dalla Guglia dedicata al Santo intorno alla quale ruota tutto lo scenario della piazza che deve la sua sistemazione attuale al periodo Aragonese, XV secolo, quando diventò uno dei centri nevralgici della città. L'abside della Basilica di San Domenico Maggiore caratterizza la piazza con la sua architettura da torre merlata medioevale ingentilita, però, da un grande rosone centrale e da un portale di marmo del cinquecento. Costruita nel 1283 su una precedente chiesa romanica di cui conserva strutture nella navata di destra, l'interno ospita i sepolcri di sovrani e nobili aragonesi. L'ingresso principale della Basilica, che conserva ancora il portone ligneo del trecento, è situato in un cortile al quale si accede percorrendo Vico San Domenico. La piazza è circondata da palazzi che conservano ancora alcune strutture originarie come il Palazzo Casacalenda, oggi noto soprattutto perche ospita una famosa pasticceria, il Palazzo Petrucci del XV secolo, il Palazzo Corigliano sede alcuni dipartimenti dell Università Orientale e il Palazzo Sangro di Sansevero della prima metà del XVI secolo di cui si può ammirare l'imponente portale del settecento. La Cappella di Sansevero, che si trova sulla sinistra del palazzo in Via de Sanctis, al suo interno conserva mirabili sculture tra cui il Cristo Velato, vero capolavoro dell'arte settecentesca. In un sotterraneo della cappella sono conservati due corpi umani frutto degli esperimenti condotti dal misterioso principe Raimondo de Sangro. Grazie ad una piccola deviazione, percorrendo la storica Via Mezzocannone, si arriva a Largo San Giovanni Maggiore dov 'è possibile ammirare il ricamo dello stupendo portale gotico della Cappella di San Giovanni di Pappacoda, la Chiesa di San Giovanni Maggiore, costruita nel IV secolo sui resti di un tempio dedicato ad Ercole ed e il Palazzo Giusso del Galdo sede dell Istituto Universitario Orientale. Tornando indietro a Piazzetta Nilo si entra nella zona che fu abitata dai mercanti alessandrini i quali, circa duemila anni fa, vi eressero per devozione la Statua del Nilo che nella tradizione popolare è diventata il Corpo di Napoli. Da visitare la Chiesa di Sant Angelo a Nilo che conserva notevoli esempi di arte rinascimentale. Superata la piazzetta inizia Via San Biagio dei Librai animato e angusto concentrato di tesori artistici. La via è un susseguirsi di rinascimentali palazzi fra cui il Palazzo Carafa Santangelo che nel cortile conserva una testa di cavallo in terracotta, il Palazzo Carafa di Montorio dove nacque Papa Paolo IV, il palazzo del Monte di Pietà con l'annessa splendida Cappella e il Palazzo Marigliano. Fra le Chiese notevoli sono quella dei Santi Filippo e Giacomo, quella di San Nicola al Nilo, riconoscibile della merce di un rigattiere che da anni ne usa i locali ai lati della scalinata come deposito, e la piccola Chiesa di San Biagio Maggiore sorta su quella che doveva essere la casa di San Gennaro. Fra le tante botteghe della via, dove nacque Giambattista Vico, non bisogna lasciarsi sfuggire l'Ospedale delle bambole. Percorrendo il decumano inferiore si incrocia una delle vie più amate dai napoletani, l'antichissima Via San Gregorio Armeno, dove valenti artigiani creano i pastori dei presepi. La strada prende il nome dalla Chiesa di San Gregorio Armeno che, sorta su di un tempio greco nell'VIII, ha subito negli anni molte modifiche. Tornando in Via San Biagio si sbuca in Via Duomo dove, in Piazza Crocelle ai Mannesi si vede la Chiesa di San Giorgio Maggiore. Non distante dalla chiesa, il Palazzo Cuomo del XV secolo, ospita il Museo Civico Filangieri. Risalendo Via Duomo, da vedere il Complesso Archeologico Carminiello ai Mannesi. Spaccanapoli prosegue il suo cammino, fra bancarelle e venditori, su Via Vicaria Vecchia addentrandosi in quello che era l'antico quartiere ebreo, Via Giudecca Vecchia, fino a Forcella dove in Piazza Calenda è visibile parte delle Mura Greche.

Il Decumano Maggiore Il secondo itinerario parte dal Duomo e giunge fino a Port Alba percorrendo, in senso contrario al primo, il centro antico della città. I due itinerari sono collegati da numerosi vicoli che ricalcano i percorsi degli antichi cardines di cui Via Duomo è uno dei principali. Il Duomo, edificato negli ultimi anni del XIII secolo, conserva nella imponente e bella facciata i tre portali quattrocenteschi. Al suo interno, fra i ricchi decori del settecento e le ancora visibili le tracce delle epoche precedenti merita attenzione la Cappella del Tesoro di San Gennaro. Parte integrante del Duomo è la Basilica di Santa Restituta costruita nel IV secolo e in esso inglobata in epoca angioina. Dalla navata di destra della Basilica si accede al Battistero di San Giovanni Fonte del V secolo. Negli anni '60 nel sottosuolo della Cattedrale è stato scoperto un complesso archeologico dove sono visibili stratificazioni di diverse epoche storiche, dalla greca alla medioevale. Da Via Duomo, andando verso Corso Umberto, si incrocia Via dei Tribunali, l'antico decumano maggiore. Svoltando a destra, dopo un breve tratto, si giunge in Piazza dei Gerolomini, caratterizzata dalla presenza della Chiesa dei Gerolomini che conserva la tomba di Giambattista Vico. Poco oltre si entra in quello che fu prima l'Agorà greco e poi il Forum romano dell antica Neapolis: Piazza San Gaetano. Qui sorgevano i principali edifici civili e religiosi della città e sui loro resti sono state edificate la Basilica di San Paolo Maggiore e quella di San Lorenzo Maggiore. La prima, sorta nel 778 sui resti del tempio dei Dioscuri, conserva nella facciata due colonne corinzie del tempio e preziosi affreschi; la seconda, edificata nel XIII secolo su di una Basilica paleocristiana del VI secolo a sua volta costruita sull area del macellum, offre la possibilità di un'interessante visita agli scavi archeologici sottostanti la Basilica. L'itinerario lungo Via Tribunali, fra costruzioni rinascimentali come il Palazzo Spinelli di Laurino o il Palazzo di Filippo d'Angiò, prosegue e porta in Piazza Miraglia dove confluisce Via del Sole che conduce là dove sorgeva l'Acropoli greca. Nella piazza, ad angolo con Via del Sole, la Cappella Pontano è una delle massime espressioni del rinascimento napoletano; alla sua destra la Chiesa di Santa Maria Maggiore, costruita su una precedente Basilica, conserva di quest ultima l'antico Campanile Romanico e resti di un mosaico romano. Sulla piccola piazza si prospetta ciò che resta di un monastero demolito per far posto al vecchio Policlinico: la Chiesa della Croce di Lucca. La Chiesa in stile gotico di San Pietro a Maiella, eretta nel 300, chiude l'orizzonte della piazza. Superato il vicino Conservatorio c'è Piazza Bellini dove in una piccola area verde si eleva la statua dedicata al grande musicista posta non distante dai resti delle Mura Greche che qui riaffiorano. Dalla piazza si raggiunge la vicina Port'Alba oltrepassata la quale ci si trova in Piazza Dante, da dove potrebbe iniziare un nuovo itinerario.

Da Pizzofalcone a Piazza Dante Per meglio comprendere l'evoluzione storica della città, dalle sue origini più remote al periodo spagnolo, è consigliabile un terzo itinerario che permetterà di individuare anche il sito dell antica Partenope. L'itinerario comincia alle spalle della notissima Piazza del Plebiscito dove le strade salgono verso quello che fu il monte Echia, l'attuale Pizzofalcone. Dal terrazzo presso Via dell Egiziaca a Pizzofalcone è possibile avere un idea di quello che doveva essere il primo nucleo abitativo di Napoli, intorno al VII secolo a.C., quando coloni greci della vicina Cuma vi fondarono Partenope. Dall alto si scorge lo Scoglio di Magaride dove la legenda vuole che dal mare siano giunte le spoglie mortali della sirena Partenope, qui sepolta e venerata dai primi napoletani. Oggi di Partenope, che con la fondazione di Neapolis (città nuova) prese il nome di Palepolis (città vecchia), non è rimasto nulla, e le uniche testimonianze sono quelle giunteci dalla necropoli scoperta in Via Nicotera. Nel piazzale antistante il cinquecentesco Palazzo Carafa Sanseverino sono ancora visibili i resti di una costruzione del I secolo a.C. che potrebbero essere quello che resta della Villa di Lucullo che si estendeva fin sull'isolotto di Megaride e sui cui resti sorse nel VII secolo un convento di benedettini poi trasformato nel primo nucleo del Castel dell Ovo nei primi anni del 1100 dai normanni. In Via Monte di Dio si trova il Palazzo Serra di Cassano del 1700, interessante per lo spettacolare scalone di accesso al piano nobile. Interessanti sono le chiese di Santa Maria degli Angeli a Pizzofalcone e quella di Santa Maria Egiziaca a Pizzofalcone. Ai piedi di Pizzofalcone si estende la splendida Piazza del Plebiscito cinta sul lato occidentale dal grandioso portico della Basilica di San Francesco di Paola costruita in stile neoclassico nei primi anni dell 800. Di fronte si estende la seicentesca facciata del Palazzo Reale. Il perimetro della piazza è completato dal Palazzo Salerno e da quello della Prefettura. Al centro della piazza si stagliano i due monumenti equestri dedicati ai re Borboni Ferdinando I e Carlo III. Attigua a Piazza del Plebiscito si apre Piazza Trieste e Trento, caratterizzata dalla fontana del Carciofo e dalla presenza di uno degli storici caffè della città: il Gambrinus. Nella piazza si erge la barocca Chiesa di San Ferdinando di fronte alla quale c'è il Palazzo Vicereale. Da Via San Carlo si accede all entrata principale della Galleria Umberto I e al Teatro San Carlo. Dalla piazza inizia anche Via Toledo, ancora oggi la più importante della città, fatta costruire dal vicerè Pedro da Toledo nel 1536. Lungo la strada sorsero i palazzi della nobiltà cittadina e molte chiese di chiara impronta barocca. Una di queste, Santa Brigida, conserva preziosi dipinti di Luca Giordano. Proseguendo fra monumentali palazzi, sedi di banche e vetrine eleganti, si giunge dove, all'angolo con Via Diaz, si trova la Madonna delle Grazie del XVII secolo. Non lontano, nella zona di Montecalvario, si trovano le Chiese di Santa Maria della Concezione del seicento e quella di Montecalvario del cinquecento. Superata Piazza Carità, si giunge presso la Chiesa di San Nicola che conserva veri tesori della pittura del seicento napoletano fra cui opere di Francesco Solimena. Da Piazza Carità, deviando su Via Morgantini, si giunge in Piazza Monteoliveto, ornata da una delle più importanti fontane della città eretta nel 1668 in onore del re bambino Carlo II di Spagna. Nella piazza è la Chiesa di Sant Anna dei Lombardi costruita a partire dal 1411, il cui interno custodisce eleganti sepolcri ed è un mirabile esempio di arte rinascimentale, fra cui spiccano il rilievo dell Altare della Cappella Correale di Benedetto da Maiano e il Gruppo della Pietà di Guido Mazzoni. Notevole anche l'organo del XVII secolo. La piazza si completa con il famoso Palazzo Gravina del 500, oggi sede universitaria. Tornando in Via Toledo e risalendo Via Sant Anna dei Lombardi, si incontra la Chiesa dello Spirito Santo e, proseguendo per Piazza Dante, uno dei punti più vitali della città dove oltre al monumento del grande poeta, sono di notevole importanza la facciata del Foro Carolino disegnata da Luigi Vanvitelli nel 1757 e ornata dalle 26 statue attestanti le virtù del re Carlo di Borbone, Palazzo Bagnara e la più volte citata Port Alba. Lasciata la piazza e procedendo lungo Via Pessina, si giunge al cospetto dell imponente facciata del Museo Archeologico Nazionale cui è obbligo fare visita data l'importanza internazionale delle sue collezioni d'arte, provenienti in primo luogo dagli scavi di Pompei ed Ercolano; notevole anche la sezione egizia. Se si ha ancora voglia di conoscere la città, si può proseguire lungo Piazza Cavour e Via Foria, fin a Piazza Carlo III, in un percorso che permetterà di vedere, facendo piccole deviazioni, altri importanti luoghi e monumenti della città come Via Costantinopoli sede di importanti chiese monumentali e dell Accademia di Belle Arti, Porta San Gennaro, Porta Capuana e il vicino Castel Capuano, l'Orto Botanico e il Palazzo Fuga.

Napoli Sotterranea Napoli si è sviluppata in una zona dove vulcani primordiali hanno depositato sedimenti che poi si sono solidificati in una roccia leggera, duttile, ma resistente, ottima per l'edilizia e facile da scavare. Per questo i suoi abitanti, dai greci in poi, l'hanno sempre usata in maniera intensiva e hanno scavato in essa i più antichi acquedotti dell occidente, grotte e catacombe grandi come basiliche sotterranee. Sotto i palazzi del centro storico, le antiche cisterne e gli stretti canali dell Acquedotto della Bolla, nel tempo sono stati allargati e approfonditi per ricavarne il tufo necessario all innalzamento dei palazzi sovrastanti. E così che la Napoli di superficie ha lasciato nel suo ventre il suo negativo. Oggi è possibile visitare la Napoli sotterranea accompagnati da gruppi di speleologi in facili, ma suggestive escursioni fra le gallerie e i cunicoli dei vecchi acquedotti che collegavano la città alle sorgenti. Uno degli ingressi è posto sotto la Basilica di San Paolo da dove è possibile visitare la città sotterranea che si estende fin sotto San Gregorio Armeno. L'altro ingresso è da Sant'Anna di Palazzo, nei Quartieri Spagnoli, dove una profonda scala a chiocciola introduce in un itinerario che si snoda fin sotto il quartiere Chiaia, a spasso, nel buio più assoluto, rotto solo dalle lampade delle guide, fra stretti cunicoli, ampie cisterne ed enormi cave adibite, durante il secondo conflitto mondiale, a sicuri rifugi antiaerei.

Il Lungomare e Posillipo Da Piazza del Plebiscito, svoltando a destra dopo Palazzo Salerno, si imbocca Via Cesario Console che scende in direzione del mare e incrocia dopo un breve tratto Via S. Lucia. L'arteria, anticamente affiancata dalle modeste abitazioni dei pescatori, fu rimodernata e ampliata già nel XVII secolo per divenire poi una delle vie più frequentate e piacevoli di Napoli. Percorrendola sulla sinistra si incontra quasi subito la piccola Chiesa di S. Lucia a Mare, perche nel passato sorgeva sulla riva. Al suo interno conserva la venerata statua lignea settecentesca della Santa. La via si conclude con la Fontana dell'Immacolatella collocata in uno dei punti più panoramici della città e risalente all'inizio del XVII secolo. Oltre la fontana inizia Via Partenope che incrocia il molo del Borgo Marinaro, con la massiccia mole del Castel dell'Ovo, che è ancora oggi uno dei luoghi caratteristici della città. Da Santa Lucia si raggiunge anche Via Chiatamone, anticamente disseminata di grotte preistoriche, dalla quale si giunge in Piazza dei Martiri, una delle più eleganti della città caratterizzata dal Monumento ai Martiri di tutte le Guerre. Tornando verso il mare si raggiunge Piazza della Vittoria dov'è possibile visitare la seicentesca Chiesa di Santa Maria della Vittoria. Dalla piazza il lungomare è dominato per quasi metà del suo percorso dalla Villa Comunale e dal suo parco ricco di alberi secolari, monumenti e fontane di varia epoca. La villa ospita inoltre, edifici ottocenteschi tra cui il Chiosco della Musica, il Palazzetto del Circolo della Stampa e la Stazione Zoologica fondata nel 1872 dal naturalista Antonio Dohrn che comprende l'Acquario più antico d'Europa. La Villa si conclude in Piazza della Repubblica, al cui centro è posto il Monumento allo Scugnizzo. Lungo l'elegante Riviera di Chiaia, immersa in un bel parco, sorge la neoclassica Villa Pignatelli che ospita il Museo Principe di Aragona Pignatelli Cortes. Da Piazza della Repubblica ci inoltriamo a Mergellina, porto turistico della città, dove in Piazza Sannazzaro è posta la bella Fontana della Sirena che rievoca il mito di Partenope. Da Piazza Sannazzaro si raggiunge la Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta centro della notissima festa popolare. Alle spalle della Chiesa in un parco ai piedi della collina di Posillipo nei pressi della Cripta Neapolitana, in un antico colombario di epoca romana si presume che vi sia la Tomba di Virgilio. Nello stesso parco è situato il Sepolcro di Leopardi. Ritornando verso il mare oltrepassando la fontana del Leone, nell'omonima piazzetta, raggiungiamo la Chiesa di Santa Maria del Parto che, costruita nel 1499, si caratterizza per l'insolita decorazione pittorica voluta dal Sannazzaro di cui conserva il sepolcro, fatta di soggetti pagani. Alla fine di Via Caracciolo in Largo Sermoneta si erge la seicentesca Fontana del Sebeto.

Il cammino prosegue salendo per la panoramica Via Posillipo, al cui termine si raggiunge la piccola Via Marechiaro che ci conduce all'omonimo borgo dove è stata cantata la famosa “fenestella” e dove finisce il nostro itinerario.

La Napoli fine '800 Il turista che giunge a Napoli in treno si trova subito in Piazza Garibaldi, grande e movimentata, con gente di varia nazionalità affaccendata in mille occupazioni. La piazza, che è frutto del Risanamento del centro storico avvenuto dopo il colera del 1884, si caratterizza soprattutto per la presenza di discreti alberghi, del frequentatissimo Bar Messico, vero tempio della "tazzulella 'e cafè" e per il monumento a Garibaldi che, dall'alto del suo piedistallo, osserva lo svolgersi della caotica vita cittadina. Lasciata la piazza ci immettiamo in Corso Umberto I, ricco di negozi e palazzi piuttosto eleganti, che conserva qualche testimonianza del passato tra cui l'antichissima Chiesa di San Pietro ad Aram. Superata Piazza Nicola Amore, caratterizzata dalle facciate semicircolari dei quattro palazzi che la racchiudono, giungiamo di fronte alla monumentale facciata neoclassica del Palazzo dell'Università con la scalinata caratterizzata da due sfingi alate. Non lontano dalla sede universitaria entriamo in Piazza Bovio in cui spicca per bellezza la fontana del Nettuno opera del XVII secolo. Sul lato destro della piazza il Palazzo della Borsa si fa notare per i due leoni in bronzo cavalcati da due geni alati che ne ornano la facciata. Il palazzo ingloba l'antichissima cappella di S.Aspreno sotto la quale vi sono resti di terme romane. Imboccata Via Depretis, sul cui sfondo si staglia la mole del Castel Nuovo, giungiamo in Piazza Municipio che offre allo sguardo numerose visioni prospettiche che la rendono interessantissima. Il monumento equestre a Vittorio Emanuele II campeggia al centro della piazza sui giardini e le fontane di Palazzo San Giacomo, sede del municipio che ingloba l'omonima chiesa spagnola e conserva, sullo scalone principale, la testa marmorea, "'a capa 'e Napule", rinvenuta nella zona dell'acropoli greca e che forse raffigura la sirena Partenope.

La Napoli "bene" - La zona alto borghese della città Da Piazza Trieste e Trento, uno dei principali crocevia del centro cittadino, può cominciare la nostra passeggiata nella Napoli elegante e salottiera. La piazza, caratterizzata dalla fontana detta "del Carciofo", è delimitata da alcuni dei monumenti più rappresentativi della città: il Palazzo Reale, il Teatro San Carlo, la Galleria Umberto I, la chiesa di S.Ferdinando, il Palazzo Vicereale e non lontana la Biblioteca Nazionale. La piazza è anche la sede di uno dei caffè storici della città il Gambrinus i cui tavolini hanno ospitato artisti e letterati di primissimo ordine. La piazza è attigua a quello che da qualche anno è tornato nel pieno del suo splendore ad essere il "salotto buono" della città: Piazza del Plebiscito. La piazza è diventata il simbolo della rinascita culturale e morale della città, centro di eventi spettacolari e manifestazioni artistiche di risonanza mondiale. La piazza è caratterizzata soprattutto dalla presenza della splendida Basilica di San Francesco di Paola le cui cupole e il colonnato semicircolare fronteggiano la facciata principale del Palazzo Reale con le statue dei capostipiti della dinastie che nel tempo si sono avvicendati alla guida del Regno di Napoli. Tornati a Piazza Trieste e Trento imbocchiamo l'elegante Via Chiaia che ci introduce in quella che è definita la "Napoli-bene" che vede il suo centro in Piazza dei Martiri, certamente una delle più eleganti della città. La piazza, che al centro presenta il Monumento ai Martiri delle rivoluzioni napoletane, è chiusa fra monumentali palazzi settecenteschi e ottocenteschi fra cui spicca per grandiosità il Palazzo del Duca di Calabritto. La piazza accoglie raffinate pasticcerie e caffetterie cui è difficile resistere. La nostra passeggiata nella "Napoli-bene" prosegue scendendo lungo Via Calabritto verso il mare e la Riviera di Chiaia, o tornando indietro per raggiungere le raffinate Via Filangieri e Via dei Mille costeggiate da palazzi dalla ricca architettura, fino a Piazza Amedeo dove le stazioni della metropolitana e della funicolare ci permetteranno di raggiungere altri luoghi della città. Il "ventre" di Napoli - Alla scoperta dei vicoli Non si può dire di conoscere Napoli se non se ne conoscono i vicoli. Il "vicolo" è un mondo a parte, con i suoi bassi, con la sua economia, le sue tradizioni, i suoi santi esposti e venerati in curatissime edicole, i suoi personaggi, le sue storie. La cultura del vicolo è stata sviscerata negli scritti di Matilde Serao, Marotta, Malaparte, Croce: intellettuali che nei vicoli hanno trascorso parte della loro esistenza e che del vicolo hanno vissuto gli umori, le tragedie, la povertà materiale e la ricchezza di una vita vissuta alla giornata. Vita messa in scena dai grandi attori ed autori del teatro napoletano: su tutti il genio di Eduardo De Filippo e la maschera di Totò. Ogni zona della vecchia Napoli ha i suoi vicoli: Santa Lucia, Forcella, La Sanità, i Vergini, i Cristallini, la Duchesca, i Quartieri Spagnoli, la Pignasecca, e quelli dei quartieri Mercato, Pendino, San Giuseppe Porto spezzati dal “Rettifilo” creato dal risanamento del 1884. Ognuna di queste zone ha le sue caratteristiche, il suo gergo, i suoi mestieri e, purtroppo, la sua criminalità organizzata in famiglie che ne detengono il controllo delle attività illecite. Una passeggiata per i vicoli è un esperienza non priva di fascino; prendiamo per esempio la Metropolitana o la Cumana e scendiamo a Montesanto: risaliti in superficie ci troveremo a percorrere Via Portamedina che ci condurrà in Piazza Pignasecca da cui si diramano pittoreschi vicoli. La piazza la mattina è sommersa dalle voci dei venditori che dalle loro variopinte bancarelle richiamano l'attenzione dei clienti elencando le virtù della loro merce: frutta, verdura e pesci. Non mancano i banchetti dei venditori di sigarette di contrabbando, di panini imbottiti di ricotta di fuscelle, di pizze fritte e di trippa, musso e "père 'e puòrco". Costiera Amalfitana Celebrata in tutto il mondo per il suo splendore, la costiera si incunea nel Mar Tirreno separando il golfo di Napoli da quello di Salerno con contrafforti rocciosi che si snodano da Punta Campanella a Vietri sul Mare. Lungo la strada che a fatica supera pittoreschi valloni ed insenature che mostrano splendidi tratti di mare ed incantevoli spiaggette, si snodano piccoli ma attrezzati centri balneari, ma anche cittadine ricche di storia, arte e cultura. Il modo più rapido per raggiungere la costiera da Napoli è prendere l'autostrada A3 in direzione Salerno e uscire, dopo circa 45 Km., al casello di Vietri sul Mare, caratteristica località sul mare nota soprattutto per la produzione di maioliche artistiche. Percorrendo la costiera verso Sorrento incontriamo Cetara pittorescamente adagiata fra due gole rocciose e il mare, poi la strada prosegue tortuosa per Erchie da cui la costiera si svela in tutta la sua bellezza. La strada seguendo il ciglio della scogliera ci porta a Maiori che ha la più ampia spiaggia della costiera, e subito dopo a Minori piccolo centro tra Amalfi e Capo d'Orso. In alto, in collina è situata Ravello meta nel passato di illustri personaggi ed oggi centro turistico interessantissimo per i suoi monumenti come il Duomo del 1086, Villa Rufolo del XIII la cui architettura rivela influenze arabe, villa Cimbrone abbellita da uno splendido giardino, la chiesa di S. Giovanni del Toro. Amalfi è il centro più importante della costiera, le sue origini si perdono nella leggenda, ma è soprattutto nel medioevo che la città assume connotazioni di portata internazionale diventando la prima della repubbliche marinare italiane, padrona dei traffici nel Mediterraneo e promulgatrice dei primi codici di navigazione. Bellissimo il Duomo che conserva l'originario portone fatto fondere a Costantinopoli nel 1066, dal duomo si accede al Chiostro del Paradiso. Alle spalle di Amalfi si trova la Valle dei Mulini sede delle più antiche cartiere d'Europa con il Museo della Carta. Nel Museo Civico è conservata la Tabula Amalphitana che è il più antico codice di navigazione del mondo. Nei pressi di Amalfi, Atrani conserva la chiesa di S. Salvatore de Bireto dove venivano proclamati i dogi di Amalfi. Proseguendo si incontrano i borghi pescherecci di Conca dei Marini e Praiano nei cui pressi si trova la Grotta di Smeraldo, superati i quali si giunge a Positano piccolo ma famosissimo centro turistico di livello internazionale ricco di bellezze naturali e di un'attrezzatura alberghiera di primissimo livello.

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