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La chiesa è stata costruita nel 1283 dal re Carlo II d'Angiò e rappresenta uno dei più vasti e ricchi complessi conventuali della città.
Un bel portale del trecento, con stipiti polistili impreziositi da tasselli marmorei policromi, due cappelle rinascimentali, un pronao settecentesco sovrastato da una bifora dell'ottocento, denunciano i vari stili stratificatisi nelle successive fasi storiche e costruttive.
L'interno della chiesa rispecchia la tipologia di altre chiese gotiche del periodo angioino a Napoli, tre navate con transetto ed abside poligonale. Si segnala lungo la navata destra la terza cappella detta Brancaccio. Dalla navata destra si accede alla sagrestia, che conserva 45 arche sepolcrali rivestite con tessuti preziosi, contenenti le spoglie di personaggi legati alla corte aragonese. Dal braccio destro del transetto si accede all'antica chiesa di San Michele Arcangelo a Morfisa, con numerosi monumenti sepolcrali del XV, XVI e XVII secolo.
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