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Nel 1778 il re di Napoli Carlo di Borbone, erede della più grande raccolta d'arte d'Italia, la collezione Farnese d'eredità materna, decise di allestire nell'antico Palazzo degli Studi, un Museo che raccogliesse l'intero patrimonio artistico.
Nel 1860 il Museo diveniva proprietà dello Stato. Il favoloso patrimonio artistico del sovrano intanto si arricchiva della più grande raccolta archeologica del tempo: i preziosi rinvenimenti delle città e ville sepolte dal Vesuvio durante l'eruzione del 79 d.C., a cui si aggiungevano i non meno preziosi reperti delle civiltà etrusca e romana provenienti dalla storia antica di città come Capua, Nola, Pozzuoli, Baia, Miseno, Capri e tanti altri.
Dalla seconda metà dell'ottocento molte delle funzioni che i Borbone avevano inserito nel Museo, in un disegno culturale enciclopedico tipicamente settecentesco, hanno trovato nuove e più idonee sedi: la Biblioteca Nazionale, l'Accademia di Scienze, Lettere e Arti, la Pinacoteca di Capodimonte, l'Accademia di Belle Arti. Ingresso: EUR 9.
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