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La chiesa fu costruita nel 1270 per volere di Carlo I d'Angiò, che donò il suolo su cui sorge la chiesa ad una confraternita laica di napoletani e francesi che vi avrebbero dovuto costruire un ospedale per poveri ed infermi. Sullo stesso suolo fu costruita anche la chiesa che fu dedicata al Santo Vescovo Eligio, protettore degli orafi e dei fabbri.
La costruzione dell'ospedale e della chiesa fu finanziata oltre che dai nobili, anche da molte categorie di artigiani. Per tale motivo all'interno della chiesa alcune cappelle sono dedicate ai protettori di categorie di artigiani: S. Eligio dei Ferrai, S. Ciriaco dei Macellai, S. Mauro dei Pollieri.
L'interno, dalla pianta molto allungata, è definito da tre navate. Il transetto e le navate si trovano a livelli diversi, probabilmente per creare un intenso effetto scenico durante le Sacre Rappresentazioni.
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