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Fra tutte le colonie elleniche della Magna Grecia, Cuma fu la più antica e la più lontana dalla madre patria, sede della mitica Sibilla consultata da Enea in fuga da Troia.
Fondata intorno al 740 a.C., alla potente città si deve la diffusione dell'alfabeto greco nel bacino del Mediterraneo occidentale. Durante la dominazione romana cominciò l'inarrestabile declino della città che fu abbandonata nel medioevo in seguito alle incursioni saracene.
L'antica città greca sorgeva sul promontorio che oggi comprende il bel parco archeologico che offre la possibilità di addentrarsi in luoghi del mito come lo straordinario antro della Sibilla: una lunga galleria scavata nel tufo dalla caratteristica forma a trapezio che termina in una camera rettangolare dove la Sibilla vaticinava. Percorrendo la strada lastricata che sale lungo la collina verso l'acropoli, si incontrano i resti dei tempi di Apollo e di Giove, e non distante si erge l'Arco Felice di epoca romana, che sovrasta un tratto dell'antica via Domiziana che univa Pozzuoli a Roma.
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