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L'Istituto di Belle Arti ha trovato sede provvisoria in un'ala del Palazzo degli Studi, trasformato poi in Museo Archeologico. La realizzazione della nuova sede fu decisa nel 1863 e rientrava nel programma di bonifica delle Fosse del Grano.
Il palazzo rientra nella corrente architettonica neorinascimentale di quel periodo, pur introducendo significative innovazioni rappresentate dall'esibizione del tufo nelle superfici degli esterni che creano un'elegante cortina di prospetti, interrotti da ampie vetrate funzionali alle esigenze della scuola.
L'Accademia ospita al suo interno una cospicua collezione d'arte moderna, dovuta per gran parte alle donazioni degli artisti che hanno insegnato nell'Istituto, da citare Domenico Morelli e Filippo Palizzi.
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