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Nasce nel XIV secolo, insieme all'annessa Chiesa, come istituzione assistenziale per la cura dell'infanzia abbandonata. Ricostruito una prima volta nel XVI secolo in forme rinascimentali e nel XVIII secolo dopo un incendio, da Luigi e Carlo Vanvitelli.
Attraverso il raffinato portale marmoreo, realizzato nel '500 dall'artista lombardo Tommaso Malvito e dal figlio Giovanni Tommaso, con i battenti lignei intagliati da Pietro Belverte e da Giovanni da Nola nel XVI secolo, si accede al monumentale cortile della Casa ed alla "Ruota" lignea.
I bambini abbandonati venivano introdotti in una specie di tamburo di legno, di forma cilindrica e raccolti all'interno da balie pronte ad intervenire ad ogni chiamata. All'esterno, al di sopra della ruota, vi era un puttino di marmo con la scritta: "O padre e madre che qui ne gettate, alle vostre Limosine siamo raccomandati".
Gli ospiti dell'istituzione venivano chiamati "Figli della Madonna", "Figli d'Annunziata", o "Esposti" e godevano di particolari privilegi. Alcuni venivano trovati con al collo un foglio di carta con il nome dei genitori, o portavano con se qualche pezzo d'oro o d'argento. Tutto quello che indossavano e qualsiasi segno particolare, veniva annotato in un libro, in modo da rendere più facile un eventuale riconoscimento da parte dei genitori.
La "Ruota" con il suo triste fascino, era una delle più note d'Italia e non venne più utilizzata dal 22 giugno 1875.
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