L'Iraq ha una lunga storia: in passato era noto come Mesopotamia, la terra tra i due fiumi, il Tigri e l'Eufrate. Gi à nel 4000 a.C. in queste regioni esisteva un'avanzata civilt à e intorno al 2000 a.C. vi fiorirono gli imperi assiro e babilonese. I giardini pensili di Babilonia sono sopravvissuti nella memoria degli storici e testimoniano ancora oggi il livello di raffinatezza raggiunto da quegli antichi popoli. Nel 538 a.C. Ciro il Grande di Persia prese possesso della Mesopotamia e due secoli dopo, nel 331 a.C., fu la volta di Alessandro il Macedone, che giunse nella terra tra i due fiumi nella sua avanzata alla conquista dell'oriente. Bisogn ò attendere fino al 637-640 d.C. per vedere Baghdad alla guida di un nuovo regno, quello dei califfi arabi.
La serie dei conquistatori continua: nel 1258 i mongoli misero queste terre a ferro e fuoco, mentre tra il XVI e il XIX secoli furono i turchi e i persiani a contendersi il possesso del territorio.
Durante la prima guerra mondiale, la Gran Bretagna occup ò gran parte della Mesopotamia e la tenne sotto la propria tutela fino al 1922, quando al regno locale, al quale gli inglesi avevano dato il nome di Iraq, fu concessa una relativa autonomia. Nel 1932, dopo secoli di sottomissione, il paese divenne indipendente.
Il 14 luglio 1958 la monarchia fu rovesciata con un colpo militare e l'Iraq adott ò l'ordinamento repubblicano. Per tutti gli anni '60 continu ò un periodo di instabilit à, caratterizzato da una serie di colpi di stato. Il conflitto arabo-israeliano del 1967 spinse l'Iraq a cercare l'appoggio dell'Unione Sovietica. Il 17 luglio 1968 un colpo di stato guidato dal partito laico di ispirazione socialista Ba'ath, fondato in Siria nel 1942, port ò al potere il generale Ahmad Hassan al-Bakr.
Malgrado alcuni scontri al confine con l'Iran per la questione della sovranit à sul fiume navigabile Shatt al-Arab, gli anni '70 furono un periodo di relativa stabilit à per il paese. Nel 1975 i due rivali decisero di porre fine alle controversie: nel bel mezzo del fiume, che l'Iraq controllava dal 1937, fu tracciata una linea di confine. L'Iran si impegn ò nella promessa di non fornire pi ù aiuti ai curdi iracheni. Le speranze di una pace durevole fra la minoranza curda e le autorit à irachene crebbero nel 1977, quando il curdo divenne, insieme all'arabo, la lingua ufficiale e ai curdi fu concessa maggiore autonomia, dopo un lungo periodo di conflitti iniziato nel 1961. L'Iraq sembrava essere diventato un paese pi ù stabile, mentre i proventi della vendita del petrolio consentivano uno sviluppo economico mai visto.
Nel 1979 divenne presidente Saddam Hussein. La rivoluzione scoppiata in Iran caus ò un rapido deterioramento nei rapporti tra i due paesi. L'Iraq ridiscusse il patto sullo Shatt al-Arab, rivendicando il controllo assoluto sul fiume. Il governo iracheno era sempre stato dominato dai sunniti, anche se gli sciiti rappresentavano la maggioranza della popolazione. Saddam Hussein temeva una rivoluzione sciita nel paese, fomentata dagli iraniani. Nel 1980 si inizi ò con scontri lungo il confine e il 22 settembre, quando le forze irachene penetrarono in territorio iraniano con un fronte di 500 chilometri, inizi ò la guerra. Seguirono otto anni di conflitto, segnati da attacchi di fanteria, bombardamenti di aree abitate e distruzioni di navi nel Golfo Persico.
Nel 1988 la guerriglia curda occup ò il territorio sotto il controllo governativo nel Kurdistan iracheno. Il governo rispose uccidendo migliaia di civili e costringendo molti curdi a rifugiarsi in Iran e in Turchia. Si dice che siano state usate armi chimiche, un'accusa che l'Iraq di Saddam ha sempre negato. Nell'agosto del 1988 le Nazioni Unite negoziarono il cessate il fuoco, ma l'Iraq, fiaccato dalla guerra, cominci ò a premere sui confini del vicino e ricco Kuwait. Nel luglio del 1990 Hussein accus ò il Kuwait (non del tutto a torto) di condurre una “guerra economica ” contro l'Iraq, abbassando ad arte il prezzo del petrolio e rubando il greggio iracheno estratto nei pressi del confine. I tentativi arabi di negoziare una conclusione pacifica fallirono e il 2 agosto 1990 l'Iraq invase il Kuwait con truppe e carri armati. L'ONU vot ò rapidamente una serie di risoluzioni per convincere l'Iraq a ritirarsi. L'8 agosto l'Iraq dichiar ò l'annessione del Kuwait.
I paesi occidentali, guidati dagli Stati Uniti di George Bush, imposero all'Iraq un embargo commerciale. Dopo una serie di negoziati falliti, l'ONU autorizz ò l'uso della forza. Dopo cinque settimane di bombardamenti aerei, gli Stati Uniti sferrarono un'offensiva via terra che dur ò soltanto cento ore. Il 28 febbraio 1991 gli Usa annunciarono il cessate il fuoco, e l'ONU stabil ì che l'embargo sarebbe stato revocato solo dopo la distruzione di tutte le armi possedute dall'Iraq. Il paese fu suddiviso in zone poste sotto il controllo internazionale, vietate al traffico aereo e al transito militare iracheno.
La recente guerra in Afghanistan e gli interessi statunitensi in Medio Oriente hanno riacceso la tensione di un conflitto mai sopito. Il presidente americano George W. Bush (figlio del precedente) ha minacciato a lungo di attaccare l'Iraq, mentre l'Onu temporeggiava, inviando ispettori incaricati di censire gli arsenali militari e di trovare prove dell'esistenza di armi di distruzione di massa. L'attacco terroristico dell'11 settembre 2001 non ha contribuito di certo a placare gli animi e molti americani, guidati dal loro presidente, non hanno avuto difficolt à a vedere nel regime di Saddam Hussein un prezioso alleato del terrorismo islamico. Dopo un periodo di forte tensione e il lancio di un ultimatum, il 20 marzo 2003 gli Stati Uniti hanno attaccato l'Iraq, iniziando quella che George W. Bush ha definito guerra di liberazione. Il conflitto è durato meno di un mese e il 20 aprile successivo le ostilit à tra i due schieramenti potevano dirsi concluse. In un paese piegato dalla guerra, con una popolazione civile esasperata dal lungo embargo e dal conflitto, gli atti di violenza sono durati ben pi ù a lungo. Il 13 dicembre 2003, l'ex dittatore Saddam è stato catturato dagli americani: si nascondeva in una cantina a Tikrit e da allora, per lui, è cominciato il processo.
A quasi un anno dalla cattura del despota iracheno, mentre molte delle prove addotte dal governo americano (e da quello inglese, suo alleato) per provare le colpe di Saddam sembrano vacillare, l 'Iraq è un paese ancora senza pace e tranquillit à. I continui attentati nei quartieri di Baghdad, contro gli americani e i loro alleati, i numerosi rapimenti di stranieri innocenti, fanno del paese medio-orientale il simbolo di un periodo davvero poco felice per la pace nel mondo. Nel novembre del 2003 due veicoli carichi di esplosivo sono esplosi vicino alla base dei carabinieri a Nassiriya, provocando venti morti e ferendo molte persone.
La fase di transizione, che dovrebbe il popolo iracheno dall'occupazione americana ad un governo autonomo e indipendente, ha fatto un notevole passo avanti nel luglio del 2004, quando Iyad Allawi, ex dissidente del partito Baath di Saddam Hussein e per questo esiliato per molti anni all 'estero, è divenuto il nuovo primo ministro. Nominato dalla coalizione e non eletto dal popolo iracheno, Allawi ha il difficile compito di guidare il paese verso la democrazia e le elezioni del gennaio 2005. La questione dell'autonomia curda e le continue pressioni della maggiornaza Sciita sono solo due delle difficolt à che minacciano il futuro iracheno.
Intanto, il sangue continua a scorrere: nell'ottobre 2004 si è verificato uno degli attacchi pi ù violenti dall'inizio delle ostilit à in Iraq: i ribelli hanno attaccato un convoglio che trasportava nuove reclute dell'esercito iracheno, uccidento 49 soldati ancora in fase di addestramento. Il massacro è stato rivendicato dal gruppo di Abu Mussab al Zarqawi. La violenza non colpisce solo le truppe americane di stanza in Iraq, ma le stesse forze irachene impegnate nel controllo del paese e nel mantenimento della pace. Il primo ministro iracheno Iyad Allawi ha accusato le truppe straniere di 'negligenza' in riferimento alla strage e ha annunciato l'apertura di un'inchiesta.
Dal mese di novembre 2004, violenti scontri tra le truppe americane e i ribelli iracheni sono in corso nella citt à di Falluja, che gli americani considerano l'ultima roccaforte nemica nel paese. Falluja si trova 50 km a ovest di Baghdad; al momento della redazione di questa guida, i combattimenti erano ancora in corso.
All'inizio del 2005 le tensioni nel paese erano ancora deste. Nel mese di aprile, Jalal Talabani è divenuto il nuovo presidente e ha nominato Ibrahim al-Jaafari come primo ministro. Nel mese di giugno 2005 si è assistito ad un acuirsi della tensione. Almeno 40 persone sono morte a seguito di attentati, il pi ù grave dei quali si è verificato a Kirkuk, nel nord del paese: almeno 22 individui sono morti e 80 sono rimasti feriti, allorch É un kamikaze si è fatto esplodere in una banca. L'attacco è stato rivendicato da Ansar al Sunna, un gruppo che gli osservatori considerano vicino ad al Qaeda.
Nel luglio 2005 grande indignazione ha suscitato l'uccisione dell'ambasciatore egiziano Ihab al Sharif, rapito a Baghdad.
Nel gennaio 2006, dopo un lungo dibattito parlamentare, i deputati sciiti del parlamento iracheno (che come maggioranza hanno il diritto di sceglire il primo ministro) hanno confermato Ibrahim al Jaafari alla guida del governo.
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