La famiglia austriaca dei Liechtenstein acquistò rispettivamente nel 1699 e nel 1713 i feudi di Vaduz e di Schellenberg, trasformati poi nel 1719 in principato indipendente nell'ambito del Sacro Romano Impero con il nome di Liechtenstein. All'epoca di Napoleone i francesi s'impossessarono del piccolo principato e vi rimasero per alcuni anni, ma nel 1815 il Liechtenstein riacquistò la sua indipendenza all'interno della nuova Confederazione degli Stati Germanici. Sciolta la Confederazione, nel 1868 il Liechtenstein smobilitò il suo esercito (composto da 80 uomini!) e dichiarò la sua neutralità permanente, una condizione poi rispettata anche nel corso dei due conflitti mondiali.
Nel 1919 il Liechtenstein affidò la gestione delle sue relazioni esterne alla Svizzera; dalla fine della seconda guerra mondiale in poi l'importanza del paese come centro finanziario continuò a crescere, insieme alla sua prosperità. Il tasso di disoccupazione dell'1,4% (311 persone) registrato nel 1998 è indicativo della ricchezza del paese. Nel 1989 il principe Hans Adam II succedette a suo padre al trono del principato e nel 1996 la Russia restituì gli archivi della famiglia Liechtenstein, ponendo fine a una disputa tra i due paesi che durava da tempo.
Con il 64,3% delle preferenze il principe Hans Adam II ha vinto il referendum del 16 marzo 2003, proponente la bozza della nuova Costituzione che gli riconosce maggiori poteri. Le riforme accettate dalla popolazione concedono al monarca il diritto di licenziare il governo, porre il veto sulla legislazione e nominare giudici.
Nel 2004 il principe Hans-Adam ha trasferito parte dei poteri al figlio trentaseienne Alois, ma ha mantenuto la carica di capo di stato.
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