Storia

La storia di Monaco coincide praticamente con le vicende della famiglia Grimaldi, raison d'etre stessa del principato: un accordo stipulato con la Francia nel 1918 stabilisce che, se dovesse esaurirsi la linea dinastica locale, Monaco diventerebbe uno stato autonomo in seno alla Francia.
La zona che oggi forma il principato di Monaco è abitata dall’età della pietra. Narra la leggenda che in epoca romana una giovane corsa cristiana di nome Dévote venne giustiziata e poi il suo corpo fu imbarcato verso l’Africa. La barca, invece, deviò verso le coste dell’odierna Monaco, dove venne fondato uno stato in onore della martire.
Il primo insediamento importante della zona – corrispondente al perimetro dell’attuale Palazzo del Principe – fu avviato dai Liguri, una dinastia ghibellina di origine genovese che regnò su Monaco nel XIII secolo. Ma l’8 gennaio 1297 il primo dei Grimaldi, François, riuscì a impadronirsi della cittadella e garantì in questo modo sette secoli di agi ai propri eredi.
Nel 1489 re Carlo VIII di Francia riconobbe l’indipendenza di Monaco. Nonostante le ben distinte vicissitudini storiche, e un breve flirt di Monaco con gli invasori spagnoli tra il 1524 e il 1641, la Francia e Monaco sono sempre state molto legate. La natura possessiva della Francia ebbe tuttavia il sopravvento nel 1793, quando l’allora nuovo regime rivoluzionario decise di annettere il principato. Il trattato del 1861 ne garantì nuovamente l’indipendenza, e negli ultimi anni i dissensi tra i due stati si sono limitati a questioni fiscali - Monaco rifiuta di tassare i francesi che risiedono nel principato o le aziende francesi con sede nel paese.
Il matrimonio da favola del principe Ranieri III con la star cinematografica Grace Kelly nel 1956 donò ulteriore smalto all’immagine di Monaco, e al confronto con questa famiglia reale la democrazia rappresentativa sembra assai più prosaica. Nel 1962 il principe Ranieri ha istituito un Consiglio Nazionale eletto dai monegaschi di nascita (categoria alla quale appartiene soltanto il 16% della popolazione locale). Dal momento che tutte le leggi devono essere approvate dal principe, il Consiglio è in realtà un organismo poco rappresentativo; senza contare il fatto che, in un paese dove non esiste il prelievo fiscale, gli argomenti di discussione sono ben pochi. E infine, con i suoi 300 giorni di sole all’anno, per Monaco votare sarebbe una criminale sottrazione di tempo all’abbronzatura.
Negli ultimi anni, il Principato ha avviato alcuni provvedimenti di riforma costituzionale, oltre ad alcune opere pubbliche volte a sviluppare l'area del porto. Nel 2002 sono state approvate alcune leggi finalizzate ad assicurare la continuazione della dinastia Grimaldi, anche se il Principe Alberto, che nel 2005 è stato investito della carica di Capo di Stato alla morte del padre, non dovesse avere eredi diretti.

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