i viaggiatori di nazionalità italiana, così come tutti i visitatori stranieri, hanno bisogno di un visto d'ingresso che occorre richiedere prima dell'arrivo attraverso uno degli uffici governativi d'oltremare. Ai fini del rilascio occorre presentare, fra gli altri documenti, una copia del passaporto in corso di validità, una copia del biglietto aereo di andata e ritorno o di proseguimento del viaggio, la conferma della prenotazione alberghiera. Per maggiori dettagli inoltrate una email al seguente indirizzo: immigration.nauru@dfat.gov.au.
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Poiché Nauru deve importare la maggior parte dei generi di necessità di base, inclusa l'acqua, il costo della vita è ovviamente alto. Se starete nelle stanze più economiche di uno dei due alberghi dell'isola e farete la spesa nei supermercati come fa la popolazione locale, potrete andare avanti con circa US$60 al giorno. Spostarsi in stanze più confortevoli e mangiare nei ristoranti vi costerà US$80 o più, mentre prendere una suite e mangiare nei ristoranti più cari vi costerà US$200 o più. Noleggiate una nave da pesca potrà facilmente raddoppiare questa cifra in un giorno o due di pesca.
Non vi sono bancomat sull'isola. Potrete cambiare denaro o travellers' cheque in ciascuno degli alberghi dell'isola, i quali accettano carte di credito Diners Club ed American Express.
I nauruani sono più o meno indifferenti ai forestieri e non hanno sviluppato una cultura per trattare con i viaggiatori. Non vi è l'abitudine di dare la mancia o di contrattare e la tassa alla partenza è di US$12.
Non recatevi a Nauru da novembre a febbraio: questa è la stagione dei cicloni e, se anche non subirete un grande nubifragio, il tempo sarà comunque sicuramente sgradevolmente umido. Andate in qualsiasi altro periodo dell'anno, quando il clima è mitigato dagli alisei orientali.
Le tre feste che si celebrano sull'isola sono: il Giorno dell'Indipendenza (il 31 Gennaio), il Giorno della Costituzione (il 17 Maggio) e il Giorno dell'Angam (il 26 Ottobre). In quest'ultima festa (Angam significa "ritorno a casa") si commemorano i vari periodi nella storia di Nauru in cui la popolazione toccò quota 1500, ritenuto il numero minimo necessario per la sopravvivenza. I nauruani celebrano inoltre Natale e Pasqua.
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