Non si conosce molto della vita tradizionale dei nauruani, e ancora meno della storia dell'isola prima che il Capitano John Fearn la incontrasse per caso nel 1798, mentre navigava dalla Nuova Zelanda verso la Cina. Egli, dopo aver notato alcune abitazioni dal suo favorevole punto di vista lontano dalla costa, probabilmente pens ò che qui fosse tutto perfetto, dal momento che la chiam ò Isola Piacevole (Pleasant Island). I soliti europei (libertini, balenieri, cacciatori, taglialegna e filibustieri) iniziarono ad arrivare nei seguenti 30 o 40 anni.
L'introduzione delle armi da fuoco e dell'alcol distrusse la relativa coesistenza pacifica delle 12 trib ù che vivevano sull'isola, portando a una guerra che dur ò 10 anni. Nel 1870 erano stati introdotti cos ì tanti fucili sull'isola che i commercianti tedeschi stabilitisi l ì chiesero al loro governo di essere protetti. Lo stato di guerra e le malattie importate in poco pi ù di 40 anni ridussero la popolazione a un terzo, e un censimento approssimativo mostr ò che le donne erano il 30% in pi ù rispetto agli uomini. La Germania aveva invaso il paese nel 1888 e, fino al 1914, Nauru venne incorporato nelle Isole Marshall tedesche.
Nel 1899 una compagnia di ricerca inglese scopr ì che l'isola di Nauru era costituita da fosfato solido, un prodotto prezioso, dal momento che il suolo europeo era stato ampiamente sfruttato e quello australiano non si era dimostrato fertile. L'estrazione mineraria inizi ò, e la prima azione australiana della prima guerra mondiale fu di strappare Nauru alla Germania, cosa che una nave da guerra fece senza difficolt à. Dopo la guerra l'isola divenne un territorio amministrato dall'Australia sotto il mandato britannico e il fosfato continu ò a essere pesantemente sfruttato. Nel dicembre 1940 i tedeschi reclamarono vendetta per la perdita della colonia, bombardando e affondando diversi velieri australiani e britannici che proteggevano l'isola. I giapponesi invasero il paese nel 1942 e deportarono circa la met à della popolazione (1200 persone) nell'isola di Truk, nelle Caroline, costringendole ai lavori forzati. Quasi 500 persone morirono e nel 1946, quando i 737 sopravvissuti ritornarono, la popolazione che era rimasta in patria era diminuita a meno di mille unit à. Dopo la guerra Nauru rimase sotto l'amministrazione australiana come Territorio delle Nazioni Unite.
La Commissione Britannica del Fosfato offr ì di stabilire altrove gli isolani, suggerendo l'isola di Curtis nel freddo Bass Strait del sud Australia. Inutile dirlo, i nauruani rifiutarono l'offerta. Dal 1951 venne istituito il Concilio del Governo Locale, che garantiva una piccola misura di auto-determinazione per gli isolani. Nauru guadagn ò l'indipendenza nel 1968, quando venne inserito come membro speciale all'interno del Commonwealth. Nel 1970 Australia, Nuova Zelanda e Gran Bretagna riconsegnarono il controllo congiunto delle operazioni riguardanti il fosfato alla Corporazione del Fosfato di Nauru.
Inizialmente la compagnia pagava ai nauruani possessori delle terre in cui avveniva l'estrazione mezzo penny per ogni tonnellata di fosfato imbarcato. Ogni anno venivano imbarcate due milioni di tonnellate di prodotto. Sebbene la percentuale pagata sugli utili aumentasse, nel 1989 Nauru reclam ò all'Australia di compensare i danni causati dall'estrazione ancor prima dell'indipendenza. Nel 1993 l'Australia e Nauru firmarono in via amichevole un accordo per US$66 milioni, e la Nuova Zelanda e la Gran Bretagna furono d'accordo nel contribuire con somme simboliche. Il sindacato che calcola le percentuali sugli utili derivati dal fosfato di Nauru (Nauru Phosphate Royalties Trust, investe in Australia, alle Hawaii e in altri paesi, il denaro proveniente dalla vendita del fosfato e lo gestisce sotto forma di assicurazione a compensazione del giorno in cui l'estrazione del fosfato subir à una brusca frenata.
La Costituzione di Nauru sancisce che il sindacato debba versare una percentuale, calcolata in base ai diritti sul fosfato, in un fondo che finanzia la bonifica del territorio sfruttato. Si stima che questo lavoro coster à US$230 milioni e ci vorranno pi ù di 20 anni per ultimarlo. Nauru affronter à enormi difficolt à finanziarie quando il fosfato verr à esaurito. Il governo ha annunciato piani per bonificare l'isola durante la Conferenza sullo sviluppo sostenibile che ha coinvolto molte piccole isole del Pacifico nel 1994; tuttavia nessuna linea guida è stata decisa. Con la nazione sull'orlo della rovina economica, il governo si è trovato ad affrontare instabilit à e accuse di cattiva gestione finanziaria; dal novembre 1995 a oggi a Nauru si sono succeduti dodici governi, e spesso i cambiamenti sono stati causati da voti di sfiducia. Alcune delle perdite su larga scala furono indennizzate nel 1996, quando il governo sollecit ò con successo i suoi consiglieri legali.
Nel 2001 Nauru ha ricevuto dal governo australiano dieci milioni di dollari per accogliere sull'isola 237 profughi che l'Australia non intendeva ospitare.
Nel 2004, la situazione non è migliorata, perch É l'Australia, di fronte all'impossibilit à di Nauru di restituire il prestito, è stata costretta ad imporre il controllo di un curatore fallimentare. Nel mese di settembre è stato dichiarato lo stato di emergenza finanziario.
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