Il Sahara è oggetto da qualche anno di un rinnovato interesse da parte degli amanti delle camminate. Il sud algerino diventa così l'avamposto della riconquista dell'Algeria da parte del turismo.
I percorsi di trekking nel Sud algerino non sono riservati ai grandi escursionisti. Richiedono tuttavia una buona condizione fisica. L'inverno è la stagione migliore per effettuarli, quando la temperatura non va oltre i 20° e 25°C durante il giorno. Può fare però molto freddo durante la notte. Munitevi di protezioni contro il sole e il freddo (lana, capi in pile, sacco a pelo se dormite nei bivacchi).
Sono inoltre indispensabili delle buone scarpe da trekking. Per camminare sulle rocce, prediligete calzature da escursionismo leggere, munite di una suola robusta. Le scarpe alte di tela sono le più adatte per le camminate sulla sabbia. Ma soprattutto, portate con voi delle scarpe in cui vi sentite comodi e che avete già indossato. La sabbia prima o poi si infila nelle scarpe e rende particolarmente fastidiosa anche la minima irritazione.
Detto questo, il trekking non è il solo mezzo per avventurarsi alla scoperta del Sahara. Gli operatori specializzati, infatti, propongono circuiti a dorso di cammello (méharée) o in fuoristrada, oppure formule che abbinano trekking, méharée e fuoristrada.
Tutti i viaggiatori non accompagnati da una guida sono a rischio nell'immensa distesa sahariana, soprattutto in Algeria. Il consiglio è di ricorrere per lo meno ad un guida tuareg. La maggior parte dei visitatori fanno ricorso alle agenzie specializzate con sede in Francia, che assicurano il trasporto e i servizi in loco.
La regione di Tamanrasset ('Tam' per gli iniziati) rivela tutte le caratteristiche dei paesaggi sahariani del sud dell’Algeria. L’imponente Massiccio dell’Atakor costituisce il cuore dell’Hoggar. Famoso per i suoi paesaggi di pietra e roccia, vanta diverse cime che superano i 2500 m. L’eremo dove visse padre Charles de Foucauld, abitato ancora oggi, si trova sulla sommità di una di queste vette: l’Assekrem (2728 m). Colate basaltiche e picchi dalle tonalità ocra, rivolti verso il cielo, punteggiano il paesaggio di questa regione dall’aspetto lunare. Il grande assente, sembrerà strano, è la sabbia. Le mitiche dune sahariane si estendono nel Tassili dell’Hoggar, più a sud, e qui le onde di sabbia si lanciano all’assalto dei Tassili, altopiani arenosi dalle forme sorprendenti. Con le sue case cubiche e le strade di sabbia, la tranquilla Tamnarasset è il punto d’incontro di un gran numero di immigrati provenienti dal nord dell’Algeria, dal Mali e dal Niger e dalle popolazioni tuareg. La visita della città offre l’opportunità di incontrare gli 'uomini blu', molti dei quali oggi non praticano più il nomadismo. Meritano una visita anche i villaggi situati nei dintorni della città, così come le dune che si estendono a nord di Tamanrasset, in direzione d’In Salah.
Dintorni di Djanet: il Sahara nel Tassili n’Ajjer e la TadrartTra uadi e canyon, tra dune e acacie dall’ombra rarefatta, il bel palmeto di Djanet è la località più vicina all’altopiano del Tassili n’Ajjer. Questo eccezionale santuario archeologico che sorge dalla sabbia deve la sua fama alle testimonianze di arte rupestre ivi rinvenute. Portate alla luce nel 1934, le pitture del Tassili n’Ajjer rappresentano uomini e animali, e secondo alcuni risalgono a 4000 anni fa. Vale la pena di andarle a vedere sia per la toccante testimonianza di un’epoca in cui il Sahara era più verde di oggi, sia per l’eccezionale paesaggio offerto dalle gole, dai canyon e dalle dune del Tassili n’Ajjer. A sud dell’altopiano, la regione della Tadrart ha visto crescere la sua popolarità da quando gli organizzatori dei circuiti hanno scoperto la bellezza delle sue dune dalle tonalità rosso e arancio. L’oasi di Essendilène, a nord di Djanet, è una delle tappe irrinunciabili di una visita della regione sud-orientale del Sahara algerino.
Timimoun e il Grande Erg occidentaleL’oasi di Timimoun è il punto di partenza principale dei circuiti che percorrono l’immensa distesa delle dune del Grande Erg occidentale. Situata alla convergenza dei due uadi, la città si distingue per il suo grande palmeto e per l’onnipresente rosso ocra delle case in stile sudanese, costruite in toub, un tipo di argilla rossa. L’oasi si apre sul vasto panorama di antichi laghi salati, che annunciano il mare di sabbia dell’Erg. Questo si estende per diverse centinaia di chilometri ed è punteggiato da numerose oasi seminascoste nella sabbia. Sono in molti a considerare Timimoun, talvolta chiamata “la regina del deserto”, la più bella oasi del sud algerino.
Algeri, Tlemcen, Ghardaïa, El-Oued, BatnaDa un decennio a questa parte le notizie di cronaca hanno tenuto lontani i visitatori da queste città una volta meta di afflusso turistico. Algeri è celebre per la sua medina, Tlemcen per le moschee. Ghardaïa è rinomata per i tappeti, e le bellezze architettoniche di El-Oued le hanno valso il soprannome di 'città dalle mille cupole'. Batna, nel cuore delle montagne dell’Aurès, sorge in prossimità delle rovine romane di Timgad. Da Djemila, nei pressi di Sétif, si accede al sito antico di Cuicul. Béni-Abbès e El-Goléa sono oasi situate ai margini del grande Erg occidentale. Al momento in cui scriviamo, queste località restano comunque sconsigliate ai viaggiatori.
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