Importanti testimonianze di arte rupestre sono state rinvenute nella regione sahariana del Tassil n’Ajjer, all’estremità sud-orientale del paese. Portate alla luce per la prima volta nel 1934, queste opere risalenti al neolitico, raffiguranti numerosi animali, testimoniano la ricchezza dell’ecosistema sahariano nelle epoche passate. Le pitture compaiono nell’elenco del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.
In tempi più recenti, le tradizioni artistiche del paese sono continuate dalle opere di un ricco e originale artigianato. L’arte tessile, che testimonia l’apporto della tradizione berbera alla cultura algerina, presenta un’ampia varietà di realizzazioni. Ogni regione è caratterizzata da una produzione specifica, riconoscibile da motivi e colori. La lavorazione della ceramica, altro punto d’onore della produzione algerina, ha tratto beneficio da apporti romani e andalusi, e si è arricchita di influenze turche.
Se l’artigianato rimane appannaggio delle donne, la musica è invece un’arte prettamente maschile. Le sottili variazioni del liuto tipiche della musica arabo-andalusa legano il repertorio musicale algerino alla tradizione, il rai moderno ne simboleggia il rinnovamento. Questo genere, che ha fatto la sua comparsa negli anni 70 del XX secolo nei dintorni di Orano, abbina strumenti della tradizione a sintetizzatori e chitarre elettriche. I principali esponenti sono Safi Boutella, Cheb Mami e Cheb Khaled, oggi famosi in tutto il mondo. La musica châabi è invece una variante popolare della musica classica arabo-andalusa. Negli ultimi decenni la notorietà della canzone kabyl ha varcato i confini del paese, grazie ad artisti come Ait Menguelet e Idir.
Il cinema algerino si esprime soprattutto grazie alle opere spesso impegnate di alcuni cineasti kabyl. Fra questi vanno citati innanzitutto Azzedine Meddour (La montagne de Baya, 1997) e Abderrahmane Bouguermouh, autore de La colline oubliée (1997), il primo film girato in lingua tamazight.
I principali esponenti della letteratura algerina contemporanea sono Rachid Boudjedra (La répudiation), Rachid Mimouni (Le fleuve détourné), Mohammed Moulessehoul (A quoi rêvent les loups, scritto con lo pseudonimo di ‘Commissaire Llob’, e L’automne des chimères, con lo pseudonimo di Yasmina Khadra), e più di recente Salim Bachi (Le chien d’Ulysse). Tra i grandi classici, si possono citare i romanzi del premio Nobel per la letteratura del 1957, Albert Camus. In opere quali Lo straniero e La peste, entrambe ambientate in Algeria, lo scrittore francese (nato a Mondovì, in Algeria) approfondisce temi legati all'assurdo e alla libertà possibile in un mondo oppresso dalla dittatura e dall'isolamento.
L’arabo parlato in Algeria presenta numerose differenze regionali. Ha accenti più dolci verso il confine tunisino, e più gutturali all’approssimarsi della frontiera marocchina. Lingue di origine berbera, come il tuareg (tamachek) e il kabyl (tamazigh), sono entrambe diffuse nel paese. Il tamazight è stato ufficialmente riconosciuto come seconda lingua nazionale algerina nel 2002.
L’islam, religione di stato in Algeria, attinge alle stesse fonti delle altre religioni monoteiste. Il libro sacro dell’islamismo, il Corano, fa spesso riferimento a personaggi presenti anche nella Bibbia o nella Torah.
La religione islamica si fonda su cinque principi, o “pilastri”: la professione di fede (“non c’è altro Dio se non Allah e Maometto è il suo profeta”), le cinque preghiere quotidiane rivolti verso la Mecca, l’elemosina ai poveri, il digiuno del ramadan e il pellegrinaggio alla Mecca (hajj).
Ai suoi inizi, l'Islam fu segnato uno scisma importante che divise i credenti in due correnti distinte: i sunniti e gli sciiti. Questa frattura ebbe origine dalla lotta per il potere che vide contrapposti Ali, cugino e genero di Maometto, e la dinastia dominante a Damasco, gli Omayyadi. Il capo di questi ultimi fu riconosciuto come legittimo successore della tradizione (sunna). È per l’appunto questo islam sunnita (considerato ortodosso) a essere praticato in Algeria come nei paesi arabi vicini.
L’islam vieta ai praticanti di mangiare carne di maiale e di bere alcolici. Durante il mese del ramadan i fedeli non possono bere, mangiare e fumare (nulla deve passare tra le labbra) dall’alba al tramonto, né avere rapporti sessuali.
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