La ricchezza culturale e architettonica dell 'Andalusia, con i suoi palazzi, il flamenco, l 'arte e la letteratura, è immensa. Gli edifici sopravvissuti al Cristianesimo sono pochi, ma quelli rimasti (la Mezquita a C órdoba, l 'Alhambra a Granada e la Giralda a Siviglia) sono tra i pi ù belli del mondo.
L 'Andalusia non sarebbe tale senza il flamenco. Questa espressione di musica e danza originaria della regione cominci ò a essere suonata dai gitanos alla fine del XVIII secolo ed esprime la loro condizione di emarginazione. L'Andalusia ha ispirato molti compositori (Manuel de Falla, nato a C ádiz, Alb Éniz e Granados) e artisti (Zurbaran, Velasquez, Goya, a Picasso).
Due illustri letterati della Roma antica, Seneca e suo nipote Lucano, nacquero a C órdoba. Nel VI secolo si affermarono diversi celebri poeti arabi ed ebrei, mentre durante l 'et à dell 'oro spagnola (dalla met à del XVI alla met à del XVII secolo) a Siviglia nacquero diversi scrittori di teatro, tra i quali Lope de Vega, Gongora e Cervantes. Federico Garc ía Lorca è vissuto a Granada.
Il cattolicesimo è penetrato profondamente nel tessuto sociale spagnolo. La sua presenza in terra andalusa si avverte negli edifici religiosi e nelle grandi festivit à che si tengono durante l'anno. Circa l '80% degli spagnoli è cattolico, ma solo il 40% è praticante: ancora oggi permane, almeno in parte, il sentimento anticattolico nato in momenti della storia in cui il comportamento della ricca chiesa contrastava con i bisogni di una popolazione in stato di grande indigenza.
Gli ingredienti principali della cucina andalusa, semplice e rustica, sono l 'olio di oliva, l 'aglio, le cipolle, i pomodori e i peperoni con pesce, frutti di mare o carne. I tipici tapas andalusi (bocconcini aperitivo) comprendono frattaglie quali sesos (cervella), callos (trippa), rinones (rognoni) e criadillas (testicoli di toro o agnello). L 'orario dei pasti è flessibile e il pomeriggio inizia verso le 16.
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