The Loft
Salite al Loft e scoprite il suo fresco mondo di musica jazz, techno e house, gli originali schermi TV e i suoi pezzi d’arte. Nel weekend si riempie di gente di tutti i generi, dai tipi dall’aria artisticamente impegnata agli studenti fino agli uomini d’affari. Lo stile dell’ambiente combina quello tradizionale dei mobili cinesi in legno e la freschezza delle sedie e degli sgabelli in acciaio.
Neo Lounge
Questo raffinato bar è uno dei più sofisticati della città se siete tipi che badano all’immagine. Sporadici numeri dal vivo di musica jazz e DJ che propongono in-house music creano un’atmosfera intellettuale studiata per attirare giovani e impeccabili professionisti in grande spolvero. Gratuite le tapas offerte insieme alle consumazioni tutte le sere dalle 18 alle20.
The World of Suzie Wong
Elegante lounge bar, è meta di fascinosi clienti che si sdraiano su tradizionali letti di legno disseminati di cuscini di seta sorseggiando daiquiri. Il servizio è attento, ottimi i cocktail, variegate le proposte musicali; house, chill-out, techno, pop e rock.
Zhengyici Theatre
Ricavato da un antico tempio, questo edificio dalle ricche decorazioni è il teatro dalla struttura in legno più antico della Cina, oltre che il la cornice più autorevole dove assistere all’opera di Pechino. Il teatro è stato restaurato grazie alle sovvenzioni di un uomo d’affari col pallino della riscoperta delle arti dimenticate ed è stato riaperto nel 1995 dopo aver versato per un lungo periodo in pessime condizioni.
Hidden Tree
Avete voglia di una Chimay prodotta dai monaci trappisti, di una Leffe, o magari di una Duvel per sciacquare via l’amaro sapore della birra locale? Bene, allora fermatevi qui. L’Hidden Tree vi aspetta con la sua cantina di birre belghe, l’ambiente raccolto, il menu mediterraneo e, di sera, la morbida atmosfera a lume di candela. Il beer garden è aperto dalla tarda primavera in poi.
Charlie’s Bar
Potenziale ambientazione del tipico film d’azione dove la fascinosa spia seduce il diplomatico stordito dall’alcol per procurarsi le sue impronte digitali, questo bar, nell’austero Jianguo Hotel, ha un’atmosfera un po’ retrò apprezzata da comitive di dipendenti d’ambasciata che sbevazzano in compagnia. Completano il quadro i velluti alle pareti, la vista oltre un piccolo corso d’acqua, ciotole di arachidi, pinte di birra e la voce di qualche cantante filippina che riempie il locale dopo il tramonto.
On Off Bar
Luci soffuse, sedute confortevoli e musica jazz d’ambiente sono le carte vincenti di questo bel localino, perfetto per un drink. Meta di una clientela omosessuale, riserva il giovedì sera esclusivamente alle lesbiche.
John Bull Pub
Pub in stile inglese, durante l’happy hour offre pasticcio di manzo e rognone con due pinte di Fosters al prezzo di una. C’è un’accogliente atmosfera da serata feriale (spesso sembra quasi di essere in biblioteca), da passare tra le comode sedute, il tavolo da biliardo e la TV che trasmette sport. Inglese anche lo stile della prima colazione, cortese il personale.
Jazz-ya
Veterano tra i bar (è nato nel 1995) e meta di molti stranieri residenti, il Jazz-ya è un interessante bar ristorante in stile giapponese nascosto in una viuzza di fronte alla China Industrial and Commercial Bank. Si anima solo dopo le 20 ed è perfetto se siete una comitiva che ha voglia di farsi un giro di bar per bere sakè.
Palace View
Probabilmente è il bar più panoramico della città. Tranne che in inverno, i tavoli all’aperto nella cornice di una fila di palme lo rendono una splendida oasi dove sfuggire al trambusto del traffico, godendosi la vista sulla Città Proibita e su Piazza Tiananmen.
Beijing International SOS Clinic
Centro medico d’emergenza.
Bank of China
Ambasciata italiana
Beijing Union Hospital
Plaza Business Centre
Posta centrale di Pechino
Universal Bicycle Rental Outlet
Gli alberghi economici sono convenienti per il noleggio delle biciclette; negli alberghi di categoria superiore le tariffe sono molto più alte. Di recente sono sorti alcuni noleggi orientati alla clientela turistica, tra cui lo Universal Bicycle Rental Outlet. Se noleggiate una bicicletta vi conviene utilizzare un lucchetto per non farvela rubare, un’eventualità tutt’altro che rara a Pechino.
Centro Informazioni Turistiche
Grand Hotel Beijing
L’aggettivo ‘grand’ si riferisce sicuramente al panorama che è senza dubbio il più straordinario di Pechino e regala una veduta a volo d’uccello sull’intera Città Proibita. Non tutte le camere godono di questa vista; il prezzo di quelle più fortunate non è comunque molto più elevato.
Oltre al panorama, le camere con vista vantano anche tocchi di generosa eleganza, come televisioni a scomparsa, raffinati bagni in marmo e ampi guardaroba. Il design si può dire moderno e funzionale più che di classe, ma lo stesso vale per tutte le altre camere di questa categoria. L’albergo in sé non è proprio all’altezza del nome e gli interni avrebbero bisogno di una bella ripassata per raggiungere gli standard della categoria, ma non si può certo dire che sia in disarmo. L’atrio è imponente e luminoso, oltre che molto gradevole per sedersi e ordinare un drink o un pasto. Una cornice magnifica dove sorseggiare un cocktail è anche il balcone del Palace View Bar. Nel complesso, considerando la recente diminuzione dei prezzi atta a riflettere il valore dell’albergo, il Grand Hotel è un’alternativa che ci sentiamo di consigliare.
Friendship Hotel
Il termine ‘friendship’ (‘amicizia’) identifica un periodo del passato comunista in cui questo esteso albergo con giardino veniva utilizzato per ospitare personale esperto proveniente dall’estero. Oggi l’austero complesso in mattoni grigi vede un flusso costante ed eterogeneo di visitatori provenienti da ogni angolo del mondo.
Definendolo ‘esteso albergo con giardino’ teniamo a sottolineare l’aggettivo esteso. I giardini dell’albergo coprono infatti una superficie di 335 km quadrati, in gran parte occupati da aree fiorite circondate dal bosco, padiglioni nascosti, caffè all’aperto e beer garden, oltre a strutture ricreative come campi da tennis, centro fitness e piscine (due). In ciascuno dei quattro edifici principali ci sono il check-in, ristoranti, caffè e negozi. Poche camere, però, godono di una bella veduta sul verde, o vantano uno stile particolare. I prezzi bassi vi consentono comunque di accedere a un maggior numero di servizi, che solo gli alberghi a cinque stelle potrebbero assicurarvi. Il Friendship è piuttosto distante dal centro, ma vicino al Palazzo d’Estate.
Jianguo Hotel Beijing
Nel cuore del quartiere degli affari di Pechino, lo Jianguo è un albergo di 23 anni ormai da tempo sulla cresta dell’onda. In alcuni punti mostra i segni dell’età e il design un po’ retrò avrebbe bisogno di una seria ripassata, ma è ben attrezzato per la clientela d’affari e si fa apprezzare anche dal punto di vista della ristorazione.
Quanto alle camere, le ‘superior’ del primo piano ci sono sembrate le più accoglienti. Design e arredamento non sono memorabili (moquette pastello, carta da parati semilucida, letti semplici, tavolo), ma le annesse verande con vista su un giardino con tanto di laghetto sono un tocco assai gradevole. Le camere dei piani ‘business’ variano in termini di qualità e ci è parso che l’arredamento non fosse sufficientemente elegante da giustificarne il prezzo. L’edificio non sta invecchiando in modo uniforme, quindi esigete sempre di vedere la camera prima di accettarla e non dimenticate di chiedere un sconto sul listino ufficiale. L’albergo offre inoltre il servizio di babysitting, la connessione a internet wireless e il noleggio gratuito di film in videocassetta. Justine’s, un’apprezzato ristorante francese, e Charlie’s, un popolare bar, fanno entrambi parte del complesso.
Red Capital Residence
Cosa sarebbe Pechino senza il turismo occidentale? Beh, certamente non avrebbe un posto come il Red Capital: la gente del posto non ci penserebbe neppure a mantenere una splendida residenza Qing che è stata trasformata in un tempio di cimeli e propaganda comunista; questa è la Cina del nuovi barbari.
Non che vi sia nulla di male in questo, né disapproviamo la notorietà del Red. Anche a noi piace l’idea di un albergo a cinque stelle dall’atmosfera accogliente e ci piacciono le sue camere eleganti e personalizzate. È vero, forse la Chairman’s Romm (Stanza del presidente) è esagerata (ci sono persino alcuni oggetti personali di Mao), ma comunque incantevole e questo è l’importante. L’atmosfera nostalgica e lo stile kitsch del Red Capital invecchierebbero molto in fretta se l’ambiente, gli arredi e le chincaglierie varie non fossero tutti autentici e dotati di un loro fascino. Date un’occhiata al bar-rifugio antiaereo e capirete cosa intendiamo. Il posto è zeppo di strumenti di propaganda, come poster, libri e i mobili di famosi leader comunisti, ma il fatto è che l’insieme di tutto ciò risulta grandioso. Di gusto assai più dubbio è la possibilità di noleggiare la limousine della moglie di Mao per fare il giro della città.
Bamboo Garden Hotel (Zhúyuán Binguan)
Gli eunuchi, loro sì che sapevano vivere! Per toccare con mano quanto piacevole fosse la loro esistenza, esplorate questo raffinato albergo dai bei giardini decorativi, che un tempo apparteneva all’eunuco di una famosa dinastia Qing. E dire che la gente visita musei che non sono neppure lontanamente interessanti quanto questo luogo storico.
Naturalmente non verrete ospitati gratis (anche se i prezzi sono del tutto moderati), ma da qualche parte dovrete pur dormire e allora perché non farlo in un posto come questo? Le camere sono molto diverse in termini di design e ovviamente quelle più cariche di significato storico sono le più costose. Le piccole singole risultano piuttosto anonime e prive di gusto; decisamente migliori le ampie doppie e le suite, sebbene solo queste ultime, con i loro letti a baldacchino e le lunghe balconate, possono dirsi davvero eleganti. Le doppie più costose e le suite hanno entrambe la vista sul giardino. Uno gli angoli più apprezzati dell’albergo è il patio del caffè all’aperto, affacciato su una distesa di magnifici pini, verdi macchie di bambù, fontane e giardini di roccia: è forse la cornice più bella di tutta Pechino dove pranzare o godersi un tè pomeridiano.
St Regis
La sua straordinaria eleganza, la professionalità del servizio e la posizione insuperabile, fanno del St Regis un meraviglioso microcosmo di benessere, reso ancora più invitante da uno splendido foyer e da vari ristoranti. Nella Club Wing trovate una pista da bowling, campi da squash, sale adibite a fumerie ed enoteche e l’Astor Grill. L’ingresso è da Ritan Lu.
Kempinski Hotel
Considerato uno dei migliori alberghi di Pechino, offre camere ampie e raffinate con vista sulla strada o verso il fiume. Ottimo il servizio e, poiché l’albergo è adiacente allo Youyi Lufthansa Centre, le possibilità di svago sono infinite. La vicinanza al Lufthansa Center Youyi Shopping City può rivelarsi comoda per lo shopping più sfrenato, ma questo angolo di Pechino va apprezzato anche per le sue piccole, preziose testimonianze storiche. Se volete scarpe lucide e sfavillanti, fermatevi dal lustrascarpe nella lobby e issatevi sulla sua meravigliosa sedia d’ottone scintillante (è in servizio dalle 7 alle 22). Troverete un’ampia gamma di negozi, tra cui rivendite di tappeti e gallerie d’arte. Ci sono inoltre una palestra e una panetteria che vende anche latticini.
Lusongyuan Hotel
Costruito per un generale mongolo e rimesso a nuovo per il turismo occidentale (ovvero dotato di letti confortevoli, corrente elettrica e moderne stanze da bagno), questo delizioso albergo d’epoca in mattoni grigi, che si sviluppa attorno a un cortile tradizionale, batte qualsiasi altro anonimo albergo a tre stelle nella stessa categoria di prezzo.
Molta gente viene a Pechino per il gusto di sedersi all’aperto in un cortile di mattoni grigi dalla morbida illuminazione. Notevole il fascino della posizione centrale presso il Lusongyuan. Le camere potrebbero forse avere un tocco in più di magia: i pavimenti in legno al posto della moquette e qualche nota decorativa non guasterebbero. Se pensate di chiedere una camera con vista su uno dei cortili, sappiate che queste stanze non si aprono direttamente su questi spazi e che il cortile principale è utilizzato come zona ristorante (piatti appetitosi e a prezzi contenuti) e per i cocktail serali. L’albergo è situato lungo un anticohutong (stretto vicolo) in una parte tradizionale della città e anche molti caffè e ristoranti di questa zona occupano edifici d’epoca. Il personale parla inglese, non vi sentirete perduti.
Fangyuan Hotel
Non è un albergo grande o famoso, né è particolarmente elegante. Il Presidente Mao non vi ha mai alloggiato e chi l’ha progettato non è certo I.M. Pei. Non è che un semplice posticino senza pretese con camere pulite e confortevoli e un personale di servizio superefficiente. La posizione poi è imbattibile.
Per posizione imbattibile s’intende avere la Città Proibita appena pochi minuti più a ovest, il Wangfujing Dajie qualche minuto a est e un labirinto di storici hutong (stretti vicoli) in tutte le direzioni. Potrete dunque trattenervi una settimana in questa zona e andarvene ovunque a piedi direttamente dall’albergo. L’hotel è stato rinnovato a novembre 2005. Apettatevi quindi un arredamento rimodernato, ma comunque senza fronzoli, e l’eccellente servizio di sempre
Haoyuan Binguan (Hao Yuan Guesthouse)
A Pechino ci sono molti alberghi costruiti attorno a cortili o giardini, ma questo riesce davvero a conquistare gli animi. Magnifico edificio tradizionale, ha un giardino sul retro che interpreta in modo eccezionale la semplicità zen. Ma il suo vero asso nella manica è il personale, che lo distingue da molti altri alberghi e sembra nutrire un vero e proprio affetto per questo posto.
Lo dimostra tra l’altro nella cura dei particolari: nel periodo del Capodanno Cinese, per esempio, vi troverete in camera piccole sagome di carta tradizionali. Mentre le camere sul davanti, le meno costose, sono accoglienti con tocchi tradizionali cinesi, le suite sul retro sono raffinati ambienti con splendidi arredi d’epoca, come i letti a baldacchino. La camera padronale della suite è preceduta da un salottino cinese, completo di opere di calligrafia alle pareti, vasi, tappeti e lanterne. Sorprendenti le moderne stanze da bagno delle suite più grandi, complete di sauna e doccia idromassaggio. Ma come sempre, gli alberghi di questo tipo, pur nella loro veste tipica, sono studiati per immergervi in un mondo dorato e non nella realtà della vita tradizionale, che era fatta di gabinetti esterni e mancanza di acqua corrente. La guesthouse ha un ristorante con prezzi contenuti, un travel centre e biciclette a noleggio. Il personale parla inglese.
Kosmo
Elegante caffè dall’atmosfera rilassante, serve tè preparati con miscele biologiche, spremute di frutta e una varietà di caffè (anch’essi biologici), il tutto sui due piani di un edificio a vetrate affacciato sul lago Qianhai. Potrete acquistare vari tipi di caffè provenienti da coltivazioni biologiche di tutto il mondo, tra cui il peruviano Montealto e il colombiano Supremo Condor de la Sierra.
Liqun Roast Duck
Il Liqun Roast Duck Restaurant si nasconde in un dedalo di hutong nella parte est di Qia Me. Di dimensioni assai ridotte, è molto apprezzato e sempre percorso da un gran via vai: cuochi che sgambettano, camerieri che sfrecciano con sacchi di aglio e ceste di Erguotou; non particolarmente efficiente il servizio. I camerieri suggeriscono di prenotare con una telefonata, diversamente presentatevi fuori dalle ore di punta.
Beijing Dadong Roast Duck Restaurant
Da tempo uno dei ristoranti più apprezzati di Pechino dagli appassionati di carne d’anatra, è noto per le sue tante e succulente versioni del volatile. Piatto forte del menu è una croccante carne d’anatra magra priva del solito alto contenuto in grassi, servita con salsa di prugne (o aglio), scalogno e frittelle dolci. Deliziosa la pelle dell’anatra allo zucchero, un’antica squisitezza imperiale.
Fangshan Restaurant
Con una cucina degna di un’imperatore, il Fangshan serve elaborate specialità di tradizione imperiale nella cornice semplice e superba di un padiglione affacciato su lago nel Parco Behai. Ogni piatto è frutto di lunghe preparazioni, dai cetrioli di mare con tendine di cervo e la piccante zuppa di uova di seppia, alla zuppa di nidi di rondine e abalone. Essenziale la prenotazione.
Gongdelin Vegetarian Restaurant
Uno dei ristoranti più sereni ed eterei di Pechino, ristora il vostro kharma con piatti di carne sintetica ancora più buona di quella vera. Il poetico menu (‘il fuoco brucia le montagne incappucciate di neve’) maschera un servizio lento e decorazioni spartane. La cucina merita comunque tutta la vostra attenzione, anche se siete convinti carnivori.
Bianyifang
Con una tradizione che si rifà al regno dell’imperatore Qing Xianfeng, il Bianyifang offre un comfort di media categoria che ricorda un’appassito albergo cinese a tre stelle con scarne decorazioni. Cucinata arrosto nello stile menlu, la mezza anatra costa da Y44 a Y69 (più Y2 per il contorno di frittelle, scalogno e salsa), mentre il volatile preparato nel più costoso stile di Huaxiangsu si paga Y84 (metà) o Y168 (intero). L’anatra entra nella preparazione di molte altre specialità, come la zuppa calda con sangue d’anatra bollito (Y22) e i cuori d’anatra in versione chilli (Y28). Una bottiglia di Maotai vi costerà Y430, ma potreste accontentarvi del più rustico Erguotou (Y12) prodotto nelle distillerie locali. Per Y10 potete invece ordinare del tè jasmine. Fate attenzione: i camerieri cercheranno di consigliarvi l’anatra ‘special’ (ovvero ‘la più costosa’).
Xinjiang Red Rose Restaurant
Semplice e schietto, lo Xinjiang Red Rose potrà anche sembrare sottotono (tranne quando suonano gli Uyghur), ma la sua cucina halal è gustosa e conveniente. Sorvolate sull’arrosto di agnello intero, sempre che non abbiate appetito per dieci, limitatevi alla cosciotto, economico e sostanzioso. Succulenti e a buon prezzo anche i kebab di carne d’agnello.
Be There or Be Square
Appartenente a una raffinata catena ma con prezzi comunque moderati, serve piatti tipici cantonesi, tra cui cha siu (tranci di maiale alla brace), siu Ngap (anatra), cha siu bao (focacce dolci con carne di maiale), chun kuen (involtini primavera) e noodle. Potreste trovare anche qualche piatto occidentale, ma il livello non è dei migliori. L’efficiente e rapido personale di sala serve le ordinazioni a tavoli bardati di fronzoli.
Duyichu
All’angolo con Dashalan Xijie, il Duyichu serve deliziosibaozi al vapore da oltre un secolo. Ottima alternativa per uno spuntino a base di ravioli e focacce vegetariane.
Berena’s Bistro
Il Berena’s Bistro ha un aspetto piacevole (nonostante i falsi Chen Yifei alle pareti) e propone piatti cinesi di prima qualità ispirati alla tradizione del Sichuan. Il suanla tang (una calda zuppa acidula), denso, abbondante e arricchito da una buona dose di chilli, è sufficiente per due; l’heijiao niuliu (manzo alla pistra al pepe nero) è superbo.
Friendship Store
Non molto tempo fa, il Friendship Store era il tempio per eccellenza dello shopping a Pechino, un ambiente talmente esclusivo dove solo stranieri e dirigenti potevano avventurarsi. L’ampio settore che tratta libri e periodici in inglese piacerà ai viaggiatori che sono in cerca di qualche notizia dall’estero o semplicemente a digiuno di carta stampata.
Beijing Curio City
Con un’interessante assortimento di oggetti dall’aspetto indecifrabile, Curio City, a sud diPanjiayuan, è composto da quattro piani di articoli da regalo, pergamene, ceramiche, tappeti, articoli duty-free e mobili. Il mercato è sorvegliato da un organo di controllo nazionale che verifica l’autenticità degli oggetti e tutti i manufatti cinesi di epoca precedente al 1795 sono considerati fuori commercio. Conservate la ricevuta, che dovrebbe riportare l’età del vostro acquisto.
Ruifuxiang
Forse non v’interessano i tessuti, ma vale la pena curiosare tra gli scaffali di Ruifuxiang, un negozio con cent’anni di attività alle spalle che vanta un’incredibile assortimento di sete di Shandong, broccati, satin e tanti altri tessuti. I broccati di seta sfoggiano motivi cinesi tradizionali, come draghi, bambù e il simbolo dello shou (lunga vita).
Per acquistare seta a Pechino andate da Qianmen. Se non siete attirati dal settore tessuti, curiosate tra gli scaffali di Ruifuxiang, un negozio con cent’anni di attività alle spalle che vanta un’incredibile assortimento di sete di Shandong, broccati, satin e tanti altri tessuti. I broccati di seta sfoggiano motivi cinesi tradizionali come draghi, bambù e il simbolo del shou (lunga vita).
Qianmen Carpet Company
A Pechino si possono concludere ottimi affari nel settore tappeti (ditan), antichi e non. Ovviamente, gli antichi tappeti fatti a mano sono i migliori e in questo negozio trovate un buon assortimento di modelli tibetani e dello Xinjiang. Il suo magazzino, dove potrete farvi un’idea dell’assortimento disponibile, è più grande e meglio organizzato di molti altri, ma i prezzi sono anche più elevati.
Mercato di Panjiayuan
Il posto migliore di Pechino dove acquistare yìshu (opere d’arte), gongyi (artigianato) e guwan (antiquariato) è il mercato di Panjiayuan (o ‘della domenica’). Si svolge solo durante il weekend e vende un po’ di tutto: opere di calligrafia, cimeli della rivoluzione culturale, pubblicità di sigarette, teste del Buddha, ceramiche, tappeti tibetani.
Ogni giorno è visitato da 50.000 persone che vanno a caccia dei suoi tesori. I primi ad arrivare sono i collezionisti più seri, che si presentano all’alba per assicurarsi quei preziosi reperti che qualcun’altro potrebbe inconsapevolmente acquistare scambiandoli per chincaglieria. Se volete unirvi a loro fatelo la domenica mattina, il momento migliore; forse non troverete quel raro calice a stelo doucai di Qianlong o il vaso qinghua di epoca tardo yuan che potrebbero farvi felici, ma la merce esposta è un vero compendio di curiosità cinesi e chincagliere del Regno di Mezzo. Partite consapevoli di tuffarvi in mezzo al caos più completo, soprattutto se vi spaventano le grandi folle o il dover continuamente contrattare. Ignorate la regola del ‘non pagare più della metà’: alcuni ambulanti partono da prezzi 10 volte superiori a quelli reali. Prima di aprire il portafogli fate qualche indagine e paragonate i prezzi.
Mercato dell’abbigliamento di Sanlitun Yashou
Un assortimento di tutto ciò che potrebbe servirvi distribuito su cinque piani. Interrato: calzature, borse e valige. Primo piano: giacche. Secondo piano: attrezzatura per escursioni a piedi, abiti da uomo e abbigliamento per signora. Terzo piano: seta, seta e ancora seta - abiti, tessuti e tappeti. Quarto piano: giada, perle, souvenir, gioielli etnici e giocattoli. Quinto piano: il necessario per rifocillarsi e recuperare le energie.
Ten Fu’s Tea
Con punti vendita in tutta la città, vende tè sfuso di prima qualità proveniente da ogni parte del mondo. Nel rispetto della tradizione, ad ogni cliente che mette piede nel negozio viene offerta una tazza di tè; nella succursale di Dazhalan, gli esperti commessi offrono dimostrazioni della cerimonia del tè (gratuite) al piano di sopra.
Can Cam
Can Cam propone la moda del momento importata da Parigi, dall’Italia e da Hong Kong. Jeans strappati, calzature stampate e canotte con intarsi, insomma, uno stile shabby-chic alla Paris Hilton.
Mercato di Zhaojia Chaowai
Con una sterminata esposizione su quattro piano, è zeppo di mobili cinesi tradizionali, dai letti per fumatori d’oppio agli sgabelli a forma di botte fino ai comodini ornati da elaborate incisioni. I prezzi non sono alti, ma occorre aggiungere i costi di spedizione (della quale si possono occupare i rivenditori). Quasi tutti vi diranno che i loro sono pezzi Ming o Qing autentici, ma non contateci troppo.
Tongrentang
Tongrentang vende pillole e pozioni curative dal 1669. Era un dispensario reale della dinastia qing e i suoi medicinali si basano su ricette segrete in uso presso la corte; le più antiche contengono ingredienti come corno di rinoceronte e osso di tigre. Sono disponibili medici tradizionali per consulenze in loco.
Tempio dei Lama
Il tempio più grande di Pechino è un luogo di grande fascino, ornato da suggestive statue, straordinari affreschi, arazzi, incredibili opere di ebanisteria e da una formidabile coppia di leoni cinesi. L’elemento più sorprendente è forse la statua in legno di sandalo alta 18 m che rappresenta il Maitreya (futuro) Buddha nel Padiglione Wanfu: è stata scolpita da un unico albero.
Il Tempio dei Lama (o Tempio tibetano), con i suoi bellissimi giardini, è un luogo di memorabile suggestione. Il primo elemento che si nota sono le tibie del dio (ve le troverete all’altezza dello sguardo), poi l’occhio sale fino al soffitto, visto che la statua arriva fin oltre le gallerie. Intorno alla testa del Buddha, a prima vista, sembrano esserci delle ruote di preghiera tibetane, da cui proviene un suono dolce e armonioso. Osservandole da vicino, invece, si tratta di piccioni con dei fischietti attaccati alle zampe. Guardandoli, non potrete fare a meno di pensare che i poverini si trovano al livello più basso del samsara, o Ruota della Vita: è un lavoro umiliante anche per un piccione!
Il tempio è un monastero tibetano tuttora attivo, quindi al mattino presto è chiuso per la preghiera. C’è chi si chiede se i monaci in scarpe da tennis siano veri monaci o figuranti al servizio del governo; naturalmente, la maggior parte delle guide turistiche vi dirà che si tratta di monaci tibetani doc, che la supposta oppressione del Tibet da parte della Cina è propaganda messa in atto dal Dalai Lama, che i tibetani amano i cinesi e che l’esistenza stessa del tempio dimostra le buone intenzioni del governo cinese. Prendete tutto ciò con le pinze.
Red Gate Gallery
Sotto l’enorme travetto di legno dell’antica Torre di avvistamento di Dongbianmen, in una sala con ampi e raffinati pavimenti di ardesia, è esposta una collezione d’arte d’avanguardia. Fondata da uno storico dell’arte australiano, la Red Gate Gallery presenta le opere d’arte moderna più innovative di Pechino.
Dopo anni di divieti e limitazioni che hanno confinato ai margini l’arte contemporanea, i 15 artisti permanenti della galleria possono riprendere in mano il pennello per esprimere idee e sentimenti in chiave moderna.
Con una raccolta di quadri, sculture, origami, fotografie, litografie, serigrafie e strumenti multimediali, il contrasto tra l’opera moderna e la cornice antica è a dir poco spettacolare. Con un programma di otto diverse mostre ogni anno, potrebbe capitarvi di vedere anche esposizioni itineranti provenienti da altre parti della Cina e dall’estero.
La Città Sotterranea
Verso la fine degli anni ‘60, temendo un invasione sovietica i cittadini di Pechino cominciarono a rifugiarsi sottoterra. Ne risultò una città ombra che venne costruita da gruppi di volontari e commessi di negozio. Nel giro di 10 anni, una legione di 2000 persone armata di semplici attrezzi creò questa rete sotterranea, che oggi è occupata da magazzini, alberghi e ristoranti.
Esistono all’incirca 90 diversi punti d’ingresso, tutti nascosti all’interno di qualche negozio lungo le vie principali di Qianmen. Una cartina a muro fosforescente mostra il percorso dell’intero sistema di tunnel; potete visitarne una parte, anche se in realtà non c’è granché da vedere.
Palazzo d’Estate
Oggi preso d’assalto da gruppi di turisti provenienti da ogni parte della Cina e oltre, questo complesso di palazzi, giardini, padiglioni, laghi e vialetti, un tempo era una sorta di parco dei divertimenti della corte imperiale, che si trasferiva in questi luoghi per sfuggire all’insostenibile calura estiva che arrostiva la Città Proibita.
Circondato da acqua, giardini e collinette, il Palazzo d’Estate era una meta prediletta di imperatori e imperatrici. Durante la seconda guerra dell’oppio (1860) fu gravemente danneggiato dalle truppe anglo-francesi e il progetto di restaurarlo fu caldeggiato con entusiasmo dall’imperatrice madre Cixi, ultima testa coronata della dinastia Qing. A questo scopo furono utilizzati i fondi destinati alla realizzazione di una moderna flotta navale, ma, ironia della sorte, l’unico intervento che andò a buon fine fu la restaurazione di una scultura in marmo a forma di nave. Oggi questa nave riposa sulle rive del lago in tutta la sua immobile e non belligerante austerità. Il progetto di restauro del complesso fu interrotto dalla disgregazione della dinastia Qing e l’inizio della rivolta dei boxer.
Nei mesi più caldi il Palazzo d’Estate è strapieno di gente; in questo periodo gli abitanti di Pechino approfittano della frescura del lago Kunming, che da solo occupa tre quarti del parco. L’edificio principale è poeticamente chiamato Palazzo della Benevolenza e della Longevità, mentre lungo la sponda settentrionale sorge il Lungo Corridoio, così chiamato semplicemente in virtù della sua lunghezza. Si estende per oltre 700 m, zeppo di quadri e scene mitologiche. Se vi sembra che alcune raffigurazioni siano velate da una patina di ‘nuovo’, ciò è dovuto al fatto che molti murali furono realizzati durante la rivoluzione culturale.
Città Proibita
La Città Proibita, così chiamata perché ne fu vietato l’accesso al mondo esterno per 500 anni, è il complesso di edifici antichi meglio conservati della Cina. L’antico mondo di bellissime concubine e leggendari imperatori, di eunuchi e di enormi ricchezze è ancora vivo tra i giardini lussureggianti, i cortili, i padiglioni e le grandi sale del palazzo.
La maggior parte degli edifici è posteriore al XVIII secolo; periodicamente, infatti, si sono verificate perdite dovute a un’infelice combinazione di incendi, vento del Gobi, invasioni dalla Manciuria e, in questo secolo, saccheggi e razzie da parte sia delle forze giapponesi sia del Kuomintang. Una squadra permanente di addetti al restauro impiega circa 10 anni per restaurate i suoi 720.000 mq, gli 800 edifici e le 9000 stanze: quando ha finito, è ora di ricominciare da capo.
Piazza Tiananmen
Macchiata per sempre dalla memoria del massacro di cui è stata teatro, Piazza Tiananmen è un vasto deserto lastricato, punteggiato di gente che passeggia o fa volare gli aquiloni. Questo era un luogo di aggregazione già in epoca imperiale, ma la sua esistenza come Piazza Tiananmen si deve a Mao. Nei giorni della rivoluzione culturale, Mao vi organizzava parate che riunivano fino a un milione di persone.
Nel 1976, un altro milione di persone si radunò nella piazza per porgergli l’estremo saluto. Nel 1989, su questa piazza i soldati dell’esercito abbatterono con i loro carri armati la folla che dimostrava in favore della democrazia. Oggi Piazza Tiananmen ha riacquistato il suo ruolo di luogo ricreativo e d’aggregazione, dove l’immagine più comune è quella dei genitori che comprano palloncini ai bambini. Attorno al suo perimetro campeggia una mescolanza di monumenti passati e presenti: la Porta della Pace Celeste, il Museo della Storia Cinese e il Museo della Rivoluzione Cinese, il Palazzo dell’Assemblea del Popolo, la Porta Anteriore, il Mausoleo del Presidente Mao (dove è possibile acquistare souvenir e vedere la salma imbalsamata - sempre che in quel momento non sia in restauro) e il Monumento agli Eroi del Popolo.
Wan Fung Art Gallery
Questa galleria occupa un magnifico edificio con cortile annesso al palazzo imperiale e fa parte dei vecchi magazzini dove venivano conservati registri imperiali, decreti e il ‘Libro di Giada’ (con l’albero genealogico imperiale). La Wan Fung Art Gallery ha dato nuovo impulso all’arte contemporanea, operando un’efficace transizione estetica tra la Cina di ieri e quella di oggi.
Tempio Celeste
Più simile a un parco che non a un tempio e straripante di gruppi in viaggio organizzato, il Tempio Celeste (Tiantan) merita di essere visto per i suoi eccezionali edifici Ming. Assurto a simbolo di Pechino, questo luogo è citato in tutte le pubblicazioni turistiche e presta il proprio nome a una varietà di prodotti, dal balsamo tigre ai componenti idraulici.
Il tempio fu costruito nel 1420 per ospitare i riti solenni celebrati dal Figlio del Cielo (cioè l’imperatore), che qui pregava per il buon raccolto, per ricevere l’approvazione divina e fare ammenda per i peccati del suo popolo. Cerimonie simili venivano celebrate già nel 2600 a.C. e costituirono un aspetto importante della vita imperiale fino al XX secolo.
Nella parte meridionale del parco, l’architettura dell’Altare Rotondo è fondata sul numero nove, il numero imperiale, e sui multipli di nove. Poco a nord-est di qui, il Muro dell’Eco è un semicerchio perfetto, tale che un sussurro emesso a una delle sue estremità si propaga fino ad essere avvertito all’estremità opposta. Tuttavia, viste le centinaia di turisti che tentano di verificare il fenomeno, le vostre possibilità di sperimentare l’eco sono molto scarse.
Sempre in questo cortile si trovano le Pietre dal Triplo Suono; salitevi sopra e battete le mani: ne sentirete l’eco una sola volta dalla prima pietra, due volte dalla seconda e tre dalla terza.
Acquario di Pechino
Se proprio dovete andate allo zoo, ammirate i panda e sfrecciate appena possibile verso l’acquario, la vera attrazione. È l’acquario in località non marina più grande del mondo, completo di una fantasiosa foresta pluviale amazzonica (piranha inclusi), barriere coralline, vasca degli squali, balene, delfini e padiglione dei mammiferi marini.
Torre del Tamburo
Costruita nel 1273 al centro geografico dell’antica capitale mongola di Dadu, nel corso della storia la torre è stata distrutta e restaurata a più riprese. Affrontate i gradini incredibilmente ripidi che salgono alla cima per godere degli ampi panorami che si aprono sui tetti di Pechino. I tamburi della torre, che in questo caso risale alla tarda dinastia Ming, venivano suonati per indicare l’ora esatta - proprio come una sorta di Big Ben pechinese.
Questo e gli altri edifici simili ad esso rischiarono di andare in rovina durante la rivoluzione culturale, perché considerati opere appartenenti a un passato feudale. Ma la Torre del Tamburo è sopravvissuta sia alla tecnologia svizzera sia al disprezzo maoista e oggi è un tesoro protetto.
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