La variet à culturale di Bonaire si manifesta in modo evidente nella lingua creola locale. Il papiamento ha una struttura basata sul portoghese con influenze spagnole, olandesi e della lingua indigena arawak. Basta impararne poche frasi per identificare le varie lingue d'origine e per far piacere ai locali. Bon bini vuol dire benvenuti, bon dia buongiorno e masha danky grazie mille.
La mescolanza di musiche e danze dell'isola ha origini ancora pi ù varie: dal bari africano alla polka europea, dal joropo latino al merengue delle Indie occidentali fino alle canzoni simadan che celebrano il raccolto. Tra gli strumenti tradizionali ci sono ossa di animali e zucche in parte riempiti d'acqua, e anche battere le mani a tempo è comune nella musica di Bonaire, a differenza della gran parte dei Caraibi.
Tra le arti figurative predominano il legno intagliato e i tessuti, ma nel museo di Kralendijk non mancano alcuni dipinti recenti che narrano la storia degli indigeni. La Galleria d'Arte di Bonaire, sempre a Kralendijk, è un'impresa privata che funge sia da cooperativa di artisti sia da punto vendita di oggetti d'arte e offre inoltre un servizio di incorniciatura: è il posto ideale per chi cerca quadri, sculture e prodotti d'oreficeria. Pi ù del 90% degli oggetti esposti sono prodotti sull'isola e c' è anche una sezione dedicata ai bambini.
Gli abitanti dell'isola professano perlopi ù la religione cattolica. Non si tratta di un posto puritano, ma i locali guardano un po' di traverso i turisti che passeggiano in citt à indossando il costume da bagno. Indossare una maglietta e un paio di pantaloncini è sufficiente per non essere considerati irrispettosi.
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