Storia Recente
Per quanto legata al proprio passato, Boston ha sempre guardato avanti. Il nuovo millennio ha portato una ventata di rinascita grazie anche al completamento del ‘Big Dig’ - un ambizioso progetto nell’ambito dei lavori pubblici che ha trasferito sottoterra la trafficata Central Expressway. Giovani professionisti benestanti stanno rientrando in massa nella loro città e, dopo l’abolizione dell’equo canone a metà degli anni ‘90, sono forse gli unici a potersi permettere di vivere qui! Nelle sue vesti di città ricca e agiata, Boston resta al centro della vita intellettuale di tutti gli Stati Uniti.
Storia Moderna
Sul finire del XIX secolo, il ruolo preminente di Boston fu oscurato dalla crescita di altre città portuali e dall’espansione verso ovest dei confini nazionali; il boom economico del New England subì una brusca battuta d’arresto quando gli stabilimenti tessili e i calzaturifici furono trasferiti verso i più economici mercati del lavoro del Sud.
Il XX secolo fu testimone di una diversificazione culturale che mai prima di allora aveva investito la città. Il profilo etnico ed economico di Boston era già stato irrimediabilmente alterato nel XIX secolo dall’arrivo di migliaia di immigranti irlandesi, che abbandonarono la loro patria dopo la carestia provocata dalla perdita del raccolto di patate. Questo mix culturale divenne ancor più eterogeno nel XX secolo con l’arrivo di nuove ondate di immigranti, provenienti dall’Italia, dall’Impero Ottomano e dal Portogallo.
Dal punto di vista economico, Boston è diventata più una città satellite che un vero e proprio centro delle attività, tuttavia ha conservato un ruolo preminente nella formazione, la terapia e la ricerca medica ed è ancora sede della più importante università degli Stati Uniti. Dopo la laurea, molti proseguono la loro carriera nella zona di Boston, una scelta che ha contribuito a far progredire un settore locale in espansione come quello legato alla ricerca e allo sviluppo informatico, oltre che alla fabbricazione di computer.
Stroria ante 20mo Secolo
Chiamata in origine Trimountain (in virtù dei suoi tre colli), Boston ebbe il nome definitivo dall’omonima città inglese. Il primo gruppo di coloni inglesi, guidati dal reverendo William Blaxton, arrivò nel 1624, meno di quattro anni dopo l’arrivo dei Pellegrini nella vicina Plymouth.
La colonia di Massachusetts Bay venne fondata sei anni più tardi, nel 1630, quando vi si stabilì il vecchio John Winthrop, il rappresentante ufficiale della Massachusetts Bay Company. Sin dall’inizio questo fu il centro della vita e della cultura puritane del Nuovo Mondo.
Il Puritanesimo aveva un carattere intellettuale e teocratico, così gli uomini e le donne che guidarono i primi passi della società di Boston furono coloro che comprendevano la legge biblica e ne mettevano in atto gli insegnamenti, spiegando con efficace retorica i motivi della loro scelta di fede. Non sorprende quindi la fondazione nel 1635 della Boston Public Latin School, ancora oggi un liceo privato d’élite. Un anno più tardi, nella vicina Cambridge venne fondato l’Harvard College (l’odierna Harvard University). Nel 1635 Boston si dotò di una biblioteca e nel 1704 fu pubblicato il primo giornale delle Tredici Colonie, il News-Letter.
Sebbene la costa del New England avesse molti eccellenti porti naturali (Essex, Plymouth, Providence, Salem), quello di Boston vantava la posizione geografica migliore. All’inizio del ‘700 la città era già ben avviata a diventare quella che è oggi: la città più grande e importante del New England.
Quale città principale della regione, non mancò di attirare su di sé le attenzioni di Londra. Dopo la decisione di re Giorgio III e dei membri del parlamento di tassare le colonie senza concedere loro il diritto di rappresentanza, Boston fu la prima città cui fu applicato il nuovo regolamento. E quando la resistenza cominciò a far sentire la propria voce, fu sempre a Boston che avvennero i primi scontri. Il massacro di Boston e il Tea Party furono segni evidenti del diffondersi di una coscienza rivoluzionaria e la battaglia di Bunker Hill fu determinante nel rinsaldare la volontà delle colonie di dichiarare la propria indipendenza dalla corona britannica.
Dopo la guerra d’Indipendenza, l’economia di Boston risentì negativamente della decisione del governo britannico di impedire alle navi americane l’accesso agli porti dell’impero. Ma grazie allo sviluppo di nuovi rapporti mercantili, Boston fu protagonista di un boom commerciale e industriale che durò dalla fine del ‘700 fino alla metà del XIX secolo. Il rinnovato benessere economico della città fu dovuto allo sviluppo dei cantieri navali, al commercio marittimo e alle industrie manifatturiere del settore tessile e calzaturiero. Dopo la proclamazione ufficiale dello status di città nel 1822, le famiglie più in vista di Boston cominciarono a costruire magnifiche residenze sulle alture di Beacon Hill, mentre Back Bay venne bonificata per far posto ad altre costruzioni.
Queste stesse importanti famiglie cominciarono a promuovere con grande entusiasmo l’arte e la cultura. Pur mantenendosi conservatori e tradizionalisti, i bostoniani credevano fermamente negli ideali americani di libertà e sostennero con grande determinazione l’abolizione della schiavitù e l’attività dell’Underground Railroad (la Ferrovia Sotterranea).
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