Sulle isole non è rimasta alcuna traccia della popolazione indiana originaria. Gli abitanti odierni sono per la maggior parte discendenti degli schiavi o dei loro padroni. La cultura caraibica ibrida è evidente nel cibo, nella musica e nelle piccole imbarcazioni costruite a mano che molti abitanti delle isole usano per andare a pesca. Gli abitanti riflettono un misto di influenze britanniche e delle Indie Occidentali quando si dedicano al loro impetuoso stile di cricket e quando innaffiano un piatto di frittelle di molluschi con una pinta di birra.
Gli abitanti delle Isole Vergini adorano il ritmo. Gruppi di fungi suonano strumenti improvvisati come zucche vuote e assi per lavare e cantano canzoni che spesso commentano questioni politiche e sociali locali. Il calypso, conosciuto originariamente come kaiso, fu introdotto dagli schiavi africani e inizialmente utilizzato come forma di comunicazione e ribellione. Oggi è ancora parte integrante del Carnevale delle isole, iniziato proprio per commemorare la liberazione degli schiavi.
Molti abitanti delle isole, di discendenza africana, conservano ancora oggi forti credenze nel mondo degli spiriti: ai fantasmi (jumbis) viene spesso data la colpa di eventi negativi oppure il merito per le cose positive. Le storie dei jumbis erano una parte importante della cultura degli schiavi e venivano utilizzate non soltanto come intrattenimento 'macabro' nelle notti di luna piena, ma anche come forma di ammonimento per i bambini. Le buffonate spirituali di Bru Nansi, un uomo astuto e simile a un ragno che aveva sempre la meglio nelle circostanze pi ù avverse, erano parte integrante della cultura degli schiavi dell'Africa occidentale. La tradizione orale è viva ancora oggi. Essa è, per ò, diffusa in ambienti pi ù strutturati, come le sale della comunit à o le feste popolari.
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