La Bulgaria si trova all'incrocio tra Europa e Asia, proprio nel cuore dei Balcani. Qualsiasi viaggio di una certa lunghezza permette di apprezzare la sorprendente varietà morfologica del paese: dalle sponde del Danubio una ventosa pianura risale fino alle vette arrotondate della Stara Planina, una catena che taglia la metà settentrionale del paese da est a ovest, dal Mar Nero alla Yugoslavia. La Bulgaria meridionale è ancora più montagnosa. Il picco Musala (2925 m) nei monti Rila a sud di Sofia è la vetta più alta tra le Alpi e la Transcaucasia. Di poco più basso è il picco Vihren (2915 m), nel massiccio del Pirin ancora più a sud. I monti Rodopi si estendono a est dei monti Rila lungo il confine greco, separando il Mar Egeo dalla pianura della Bulgaria centrale, che sbocca sulla costa del Mar Nero formando splendide baie e laghi costieri a Burgas e Varna.
Come in molti paesi ex comunisti, il fascino del guadagno facile supera quello dello sviluppo economicamente sostenibile. L'abbattimento delle foreste e la caccia di frodo avvengono anche all'interno di aree protette, mettendo a repentaglio la vita di uccelli come la cicogna bianca e l'avvoltoio nero. La popolazione di orsi, temporaneamente aumentata da 'orsi profughi' provenienti dalla Yugoslavia, sta nuovamente diminuendo. Cervi e conigli sono tra i pochi animali che si riescono ad avvistare mentre si cammina nelle foreste.
L'impianto nucleare di Kozloduj, 200 km a nord di Sofia, è uno dei più pericolosi del mondo. Da quando ha aperto ci sono stati incidenti di entità contenuta e problemi di sicurezza ambientale che hanno costretto a una parziale chiusura e hanno provocato interruzioni elettriche in tutto il paese. Malgrado i finanziamenti occidentali per l'abbattimento dell'impianto, non sono ancora state fatte mosse concrete.
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