Con oltre 100 lingue diverse, tre confessioni principali, tre zone climatiche e una storia che affonda le radici nell'antichità, la cultura del Ciad è ricca, varia e complessa. Tale complessità rende estremamente difficile qualsiasi considerazione di carattere generale sulla cultura della nazione, in quanto ciò che è importante per un determinato gruppo etnico o una determinata regione può non esserlo per altri.
Nella parte settentrionale del paese, nel cuore del Sahara, l'etnia predominante è quella dei toubou, un popolo di nomadi e allevatori. I toubou discendono da immigrati berberi e sono di religione musulmana. Sono fortemente indipendenti, valorosi in battaglia e hanno un marcato senso di appartenenza al proprio clan. Ogni clan ha l'accesso a pozzi, oasi e pascoli specifici. Benché siano solo 150.000, i toubou controllano il Ciad dal 1982.
Un ampio raggruppamento con una propria identità culturale è quello degli arabi, che sono concentrati nella parte centrale del paese e rappresentano un terzo della popolazione del Ciad. Gli arabi del Ciad sono per lo più seminomadi e portano le proprie mandrie a pascolare nel Sahel. Nel gruppo degli 'arabi' rientrano svariate etnie. Il popolo dei Maba ha una particolare struttura sociale originatasi in tempi preislamici e basata su quattro fasce d'età. Nella capitale, con un po' di fortuna, riuscirete a sentire i musicisti arabi che suonano la loro musica tradizionale. Di solito si tratta di musicisti di professione appartenenti alla casta dei griot. Con le loro canzoni e le narrazioni epiche, questi artisti rappresentano la memoria vivente delle tradizioni del popolo arabo.
Nell'estremo sud domina un complesso di pratiche culturali differente. Qui la popolazione è costituita in prevalenza da africani neri e non musulmani. Un sesto di essi sono cattolici; gli altri seguono le fedi tradizionali. I sara, originari di questa regione, rappresentano il 30% della popolazione totale del Ciad. Negli ultimi 500 anni questo popolo, ancor più di altri in Africa, è stato sottoposto a vessazioni disumane. Dopo secoli di schiavitù, sfruttamento nelle piantagioni di cotone e imposizioni fiscali ai danni dei capi del villaggio, molti sistemi culturali tradizionali sono andati distrutti. I sara, però, hanno dimostrato di avere ottime capacità di sopravvivenza - le donne usavano allungarsi artificialmente le labbra per apparire brutte ai predoni in cerca di schiavi e i sara, in generale, hanno saputo sfruttare al meglio la possibilità di studiare offerta loro dai francesi - e oggi occupano gran parte dei posti di lavoro nell'amministrazione pubblica.
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