Gli abitanti delle Comore hanno un ibridismo etnico tipico delle nazioni insulari; discendono da mercanti arabi e persiani di Shiraz meticciati con africani della terraferma e malesi-polinesiani (o malgasci). Tra le varie minoranze figurano gli Antalote, i Sakalava e i creoli, ma il gruppo religioso predominante, quello dei musulmani sunniti, discende dai persiani di Shiraz. Benché l'alcol sia vietato e vi siano moltissime moschee, i richiami quotidiani alla preghiera non sono così sentiti come negli altri paesi islamici e alcune tracce dell'animismo si possono ancora scorgere nella credenza nei geni malvagi. Le donne vestono in modo modesto, ma il tradizionale purdah è stato ampiamente abbandonato a favore di sari o chiromani variopinti. Le donne delle Comore amano truccarsi con un impasto giallognolo di legno di sandalo e corallo (m'sidzanou) che viene applicato sul viso come una maschera completa o come fard.
Varrebbe la pena di visitare le Comore anche solo per le sue opere architettoniche. Nel vecchio quartiere arabo, o medina, si manifestano le origini swahili dei nativi delle Comore, con edifici a due piani pieni di arcate, balaustre, imposte e porte di legno meticolosamente intagliate. Questi elaborati edifici sono in contrasto con le bangas, particolarmente diffuse a Mayotte. Le bangas sono fatiscenti baracche costruite dai ragazzini lontano dagli occhi e dalle orecchie dei genitori; ogni banga è decorata in modo diverso, con graffiti e poster, nello stile tipico che contraddistingue gli incompresi e ribelli teenager di tutto il mondo.
Una tradizione prettamente comoreana è il grande mariage, che si traduce proprio con 'grande matrimonio'. E non stiamo parlando solo di metri di fruscio e taffetà, ma di una cerimonia in grande. Di solito si tratta di un matrimonio combinato tra un uomo più vecchio e una donna più giovane e per tradizione i festeggiamenti pubblici (toirab), che durano da due a nove giorni e ai quali partecipa l'intero villaggio, devono essere pagati dall'uomo. Quest'ultimo deve inoltre comprare alla sposa una costosa dote, che può comprendere oro, gioielli e abiti preziosi. Spesso il matrimonio lascia lo sposo sul lastrico per il resto della vita, ma gli abitanti del villaggio, alquanto ironicamente, ne riconoscono la saggezza e lo status. Per compensare il resto della vita trascorsa in povertà, allo sposo viene fatta indossare una fusciacca che attesta il suo status di wandruwadzima o grand notable. Il grande mariage è riservato ai membri più altolocati della società e ne esalta l'importanza sociale e politica.
La cucina delle Comore è un connubio di tradizioni gastronomiche indiane, arabe, francesi e africane. La maggior parte dei piatti tipici comprende un miscuglio di riso e carne, insaporito con una qualsiasi delle spezie prodotte in loco, come la vaniglia, il coriandolo, i chiodi di garofano, la noce moscata e la cannella. I frutti di mare e il pesce, come il tonno, la cernia e il polpo, vengono utilizzati per la preparazione di numerosi piatti, così come il pollo, la capra e il montone. L'unione tra cucina francese e prodotti locali freschi ed economici fa delle Comore un paradiso per i buongustai, in particolare per i turisti francesi. Se non avete un budget limitato, non badate a spese e provate almeno una volta la ghiottoneria locale: la langouste à la vanille, ossia l'aragosta cucinata nella salsa di vaniglia.
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