Windsurf, sci nautico, snorkelling, immersioni e nuoto sono le attività che si praticano durante il giorno nelle chiare e azzurre acque del Mar Egeo. Lo sport più praticato in tutta la Grecia è il windsurf. Potrete affittare sulle isole tutta l'attrezzatura necessaria e per i principianti la maggior parte dei negozi organizza anche corsi e lezioni. Rodi, Karpathos e Kos sono le isole migliori per il windsurf, mentre i patiti dello sci nautico andranno piuttosto a Rodi o a Kos. Ricordatevi di stipulare un'assicurazione contro gli infortuni prima di partire.
Lo snorkelling, invece, si può praticare dappertutto e il Dodecanneso offre alcuni dei migliori siti delle isole greche. Non indugiate a indossare maschera e pinne: da non perdere sono i siti sottomarini di Amopi a Karpathos, l'isoletta di Telendos vicino a Kalymnos, Lipsi, e qualunque zona lungo la costa di Kastelorizo. Per quanto riguarda le immersioni, la questione è un po' più complessa: per proteggere i siti archeologici subacquei ogni attività di immersione che preveda autorespiratori è rigidamente regolamentata ed è permessa solo con la supervisione di un diving centre convenzionato. Troverete uno di questi centri a Rodi. Durante le stagioni meno calde, se potete fare a meno della spiaggia per qualche ora vi sono diverse belle escursioni o semplici passeggiate sui sentieri delle isole. I mesi ideali per le escursioni sono in genere aprile e maggio mentre è inutile ricordare che durante i mesi di luglio e agosto è meglio evitarle. La vela è una delle attività più praticate – infatti le condizioni ottimali di navigazione del Mar Egeo non hanno nulla da invidiare a quelle dei Caraibi. Tra le attività è quasi superfluo citare gli sport favoriti da molti: tintarella, pennichella e dolce far niente.
La bellissima isola di Rodi è una tappa d'obbligo e più di tutte le isole greche porta il visitatore a viaggiare nel tempo. Oltre alle sue meravigliose spiagge l’isola è nota per i suoi bei villaggi tradizionali e per la più grande città medievale abitata d’Europa, la città di Rodi, che compare nella lista del patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. Le origini della città di Rodi fanno parte della storia dell’umanità: l’antica città fu progettata nel 408 a.C. dall’architetto Ippodamo da Mileto, considerato il fondatore dell’urbanistica. Oggi, il centro storico della città è un labirinto di vicoli e piazzette formicolanti di vita su cui si affacciano edifici bizantini, turchi e latini ed è circondato da mura possenti. La città è divisa nel Quartiere dei Cavalieri, un tempo riservato alle abitazioni dei cavalieri di San Giovanni, e la Hora. Per evitare le resse e le code conviene visitare la città molto preso al mattino: la visita ripagherà ampiamente la levataccia. La via Ippoton ('via dei cavalieri') è un’imponente strada lastricata, fiancheggiata da palazzi e locande e avvolta dalla nobile e severa atmosfera delle crociate. Per capire meglio la storia di Rodi e dei suoi edifici storici vale la pena dedicare un po’ di tempo ai musei della zona, essi stessi ospitati in edifici antichi. Il quartiere della Hora accoglie diverse testimonianze ottomane e particolarmente la Moschea di Solimano il Magnifico, dalla caratteristica cupola rosa, costruita nel XVI secolo e ristrutturata di recente. La città nuova è ricca di meraviglie antiche e moderne: qui sorge l’acropoli di Rodi, che accoglie uno stadio restaurato del II secolo e il Tempio di Apollo Pizio. Inoltre i visitatori godranno dell’intensa vita notturna di più di 600 bar e discoteche, rappresentazioni moderne dell’antico spirito dionisiaco greco. Un po’ fuori dalla città sorgono moltissimi altri siti interessanti, tra cui una località turistica di richiamo, Lindos, situata a 47 km da Rodi città. L’acropoli di Lindos, arroccata su un picco roccioso a un’altitudine di 116 m sul livello del mare, è la più famosa delle città antiche del Dodecanneso e accoglie ogni anno 500.000 visitatori. Le rovine più importanti del sito sono quelle del Tempio di Atena, del IV secolo. Il paese di Lindos vanta un’estesa zona pedonale e ottime strutture turistiche, banche, ristoranti e alcuni alberghi (piuttosto costosi). In centro troverete il capolinea da cui partono gli asinelli che trasportano i visitatori da e per l’acropoli. Per evitare le ore di punta e la ressa dei turisti cercate di recarvi all’acropoli molto presto al mattino o nel tardo pomeriggio. In seguito, se i grandi alberghi e l’odore del fast food di Lindos cominciano a darvi sui nervi, potete dirigervi verso la spiaggia più vicina a Rodi, chiamata Faliraki. Oltre alle belle spiagge, nella zona occidentale dell’isola potrete visitare alcuni siti archeologici e villaggi tipici. Vicino alla città di Rodi, si trova Ialyssos, che nel XVI secolo servì da base a Solimano il Magnifico durante il suo assedio a Rodi. Sul sito si sovrappongono rovine del periodo dorico, bizantino e medievale. Più a ovest, potrete visitare le estese rovine della città dorica di Kamiros. Continuando verso Monolithos, incontrerete le rovine del Castello di Kastellos del XVI secolo, e il grazioso villaggio di Siana, molto noto per il miele e la souma, una sorta di acquavite locale. La stessa Monolithos, oltre alla bella spiaggia di Fourni, accoglie alcuni monumenti di grande effetto come il Castello e la Moni Georgiou. Percorrendo la costa occidentale verso sud potete tralasciare senza rimpianti le ventose spiagge meridionali per sdraiarvi sulla sabbia della lunghissima spiaggia (11 km) che si trova tra Genadi e Plimmyri, a sud della costa orientale. Genadi, pur essendo diventata una località turistica di richiamo, mantiene il suo charme di villaggio greco con casette imbiancate e stradine strette e sinuose dove potrete visitare un ex frantoio ora trasformato in museo. Approfittando delle ore troppo calde, in cui è sempre meglio evitare l’esposizione al sole, vale una visita il vicino Moni Tari del IX secolo, con affreschi del XIII secolo, il monastero più antico dell'isola da poco nuovamente occupato da una comunità monastica. All'estremità meridionale dell’isola, Capo Prasonisi (Isola Verde) è un sito ideale per fare windsurf. Se disponete di un mezzo di trasporto, non perdetevi i panorami suggestivi dell’entroterra dell’isola, le cui strade tranquille conducono a diversi graziosi villaggi tradizionali. Una delle escursioni più belle, che si effettua in giornata, è quella che segue la strada che porta al Monte Profitis Ilias e a Salakos, sull’altopiano centro-settentrionale. Viceversa, sarebbe meglio evitare la famosa escursione a Petaloudes (Valle delle Farfalle), luogo ecologicamente a rischio a causa del numero sempre più elevato di turisti che provoca una costante diminuzione delle farfalle (in realtà una varietà di falene dai colori straordinari). Lasciate dunque in pace le graziose falene e andate invece a visitare i numerosi villaggi tradizionali dell’entroterra dell’isola.
KosMadrepatria di Ippocrate, il padre della medicina, per l’importanza dei suoi siti archeologici l’isola di Kos è seconda solo a Rodi. E’ un’isola di grande richiamo turistico e le sue spiagge sono in genere molto affollate dai classici bagnanti con parasole e sedie sdraio. Se proprio tenete alla tintarella e alle giornate sulla spiaggia, aspettate di essere su isole più tranquille; a Kos, l’alternativa alla spiaggia può essere una visita istruttiva alla storica capitale, Kos città, e alla sua vivace vita mondana. Le innumerevoli testimonianze archeologiche di epoca classica, ellenistica e romana ritrovate durante gli scavi sono sparse per tutta la città. Oltre al Museo Archeologico, interessanti da visitare sono l’antica agora, le rovine del Tempio di Afrodite, il Tempio di Ercole e una basilica cristiana del V secolo. Ma il monumento più significativo di Kos è il castello dei Cavalieri, che domina la città dall’alto. Un vero must è rappresentato dalle bellissime rovine di Asklepion, che sorgono non lontano dalla città di Kos, un tempio dedicato ad Asclepio (che i romani chiamarono Esculapio), il dio greco della medicina. In questo luogo sorgevano un centro medico e una scuola di medicina dove professava Ippocrate. Qui si erge il famoso Platano di Ippocrate, sotto il quale, secondo la leggenda, insegnava il grande medico. Anche se l'albero è di sicuro uno dei più antichi d'Europa, è difficile che risalga al tempo di Ippocrate. Fuori dalla capitale vi sono numerosi villaggi e belle spiagge, ma dovrete fare attenzione a dove andate. Un esempio di ciò che dovete assolutamente evitare è il trasandato e sovraffollato sito turistico di Kardamena. L’isola di Kos è ben servita da traghetti che la collegano alle altre isole del Dodecanneso.
NisyrosL’isola vulcanica di Nisyros è una delle più strane e affascinanti isole greche, un'insolita mescolanza di vegetazione lussureggiante e di estesi paesaggi vulcanici, lunari e brulli. Mandraki, il centro principale dell’isola, è una bella cittadina dalle case ocra e turchesi, con un bel monastero del XIV secolo, il Moni Panagias Spilianis (Monastero della Vergine della Grotta) costruito in cima alla scogliera in cui sono custoditi diversi antichi oggetti sacri. Ma l’isola è interessante soprattutto per il vulcano che la originò, una montagna che misurava in origine 850 m di altitudine, il cui centro crollò circa 30/40.000 anni fa in seguito a tre violente eruzioni. I villaggi di Emboreios e Nikea sorgono al margine della caldera e da essi si aprono straordinarie vedute dell’interno del cratere. Mentre Emboreios si presenta come un semplice villaggio con pochi abitanti, Nikea è invece un paesino molto grazioso e nonostante conti solo 50 abitanti è molto attivo e vivace. Le sue case di un bianco abbagliante si aprono su bellissimi giardini e la piazza principale è pavimentata da un bel mosaico di ciottoli. Un sentiero porta da Plateia Nikolaou Hartofili, a Nikea, fino a Stefanos, il vasto cratere della caldera. Questa passeggiata di circa 45 minuti (solo andata) è il modo migliore per vedere il vulcano (gli autobus di turisti non si fermano a lungo in questo luogo) e nell’anticamera del dio Vulcano potrete osservare da vicino le fumarole multicolori, ascoltarne il sibilo e sentire l’odore dei vapori sulfurei. Da Rodi potete raggiungere l’isola con un aliscafo.
PatmosSe il vostro viaggio alle isole risponde a un'esigenza di tipo spirituale dovete visitare Patmos. Su quest’isola San Giovanni scrisse l’Apocalisse, l’ultimo libro del nuovo testamento. Oggi Patmos è un importante luogo di pellegrinaggio per i cristiani ortodossi e cattolici, oltre che una meta turistica. È un’isola che piace al primo sguardo e che induce a restare, o comunque a ritornare. Per pernottare scegliete Skala, porto e centro principale dell’isola, mentre a Hora, vicino ai monasteri, sono aperti diversi ottimi ristoranti. La possente mole del Monastero di San Giovanni il Teologo, con mura rinforzate da contrafforti, incombe sull’isola. Per salire al monastero vi è un servizio di autobus ma se volete ritornare indietro nel tempo potete, con una bella passeggiata che parte da Skala, percorrere il sentiero tracciato dai bizantini. Nel monastero sono custoditi affreschi, icone, arredi sacri, ricami e ciondoli di pietre preziose. Salendo al monastero, una deviazione giunge al Monastero dell’Apocalisse, edificato intorno alla grotta dove San Giovanni fu raggiunto dalla rivelazione divina, in cui potrete vedere la roccia su cui il santo poggiava la testa per dormire. Ammirerete anche la tripla fessura del soffitto, da dove penetrò la voce di Dio, che simboleggia la Trinità. Da Lipsi potete raggiungere Patmos tramite traghetto o aliscafo, oppure partecipando a una delle numerose escursioni organizzate.
LipsiApprezzata da chi non ama la folla, Lipsi è un’isola idilliaca con belle spiagge e relativamente pochi turisti. Situata pochi km a est di Patmos e a nord di Leros, l’isola si raggiunge facilmente in traghetto, in aliscafo o con escursioni organizzate. Lipsi città è ideale per riposarsi e adottare un ritmo tranquillo. Oltre a visitare i luoghi storici e culturali, potrete raggiungere con escursioni in giornata le diverse spiagge presenti sull’isola. Molte di esse sono raggiungibili in autobus, ma è molto meglio arrivarci a piedi percorrendo i sentieri che attraversano la bella campagna dell’isola, ricca di ulivi e cipressi, passando davanti a piccole proprietà e fattorie tradizionali. Platys Gialos è probabilmente la più bella spiaggia dell’isola, una distesa sabbiosa al margine della quale sorge una taverna di qualità media. Da segnalare sono anche la spiaggia di Katsadia, di sabbia e ciottoli, ombreggiata dai tamarindi, e quella di Kohlakoura, a est di Katsadia, vicina alla Chiesa di Panagia Harou. In una vigna poco lontano è in vendita la specialità dell’isola: il vino nero di Lipsi. Un po’ più a nord, Monodendri ('un albero') è la spiaggia per nudisti non ufficiale dell’isola e si estende su una penisola rocciosa. Qui non vi sono strutture turistiche, perciò portatevi tutto ciò di cui avete bisogno.
Kastelorizo (Megisti)Per fuggire dai luoghi turistici e dalla folla, se il vostro sogno è emulare Robinson Crusoe, puntate senza indugio su Kastelorizo. Questo isolotto roccioso, situato a 118 km a est di Rodi e distante solo 2,5 km dalla costa turca, è la più orientale delle isole greche. Kastelorizo, oltre ad avere un carattere tutto suo, non è molto frequentata dai turisti: non ci sono spiagge ma insenature rocciose nelle cui acque cristalline si può nuotare e fare snorkelling. Il film Mediterraneo, girato nel 1991, vi dà una idea abbastanza precisa di ciò che vi aspetta. Kastelorizo città è l’unico centro abitato dell’isola, ma si tratta più di una città fantasma che di un centro vero e proprio: durante il XX secolo molti isolani emigrarono per sfuggire alla guerra e alla povertà. Dietro a un vivace lungomare vi è una realtà di stradine con case abbandonate e invase dall’edera, scale pericolanti e sentieri sassosi. Il possente Castello dei Cavalieri di San Giovanni, il monumento più imponente della città, domina la banchina dall’alto. Il castello ospita un museo ben allestito e dalla cima della collina si apre un bellissimo panorama sul mare e sulle coste turche. Tra gli altri monumenti di interesse citiamo una tomba licia con facciata dorica – unico esemplare in Grecia – e i monasteri Moni Agiou Georgiou e Moni Agiou Stefanou. L’antica capitale dell’isola Paleokastro si trova poco lontano. Potete raggiungere l’isola con i traghetti che fanno servizio da Rodi.
TilosSituata a ovest di Rodi, Tilos è un’altra isola tranquilla lontana dalle rotte turistiche. Le sue spiagge poco affollate, i suggestivi villaggi abbandonati e i paesaggi da cartolina fanno di Tilos l’isola greca per antonomasia. Se avete un animo poetico dovete visitare il luogo dove, nel IV secolo a.C., visse Irinna, considerata una delle più grandi poetesse della Grecia antica. Tilos è il paradiso degli escursionisti, dai sentieri sulle scogliere si aprono scorci fantastici sul mare e sulle insenature rocciose, sulle valli di cipressi, noci e mandorli e sui prati bucolici di mucche al pascolo. Livadia la città principale dell'isola, con una lunga spiaggia di ciottoli, è la più turisticamente attrezzata dell’isola. Qui si trovano la maggior parte delle strutture ricettive, dei negozi e dei servizi. Dal paese si possono raggiungere a piedi la Spiaggia Lethra e i villaggi abbandonati di Mikro Horio e Gera. Un po’ più a nord, Megalo Horio è un villaggio sereno, dominato dalle rovine del Castello del Cavaliere, con case imbiancate a calce e una piccola cappella affrescata. Tra le spiagge più belle citiamo Eristos e Plaka, ombreggiata da tamarindi ed altri alberi. In genere, i traghetti e gli aliscafi fanno scalo sull’isola.
KarpathosLa piccola isola di Karpathos sorge a metà strada tra Rodi e Creta. È un’isola di rara bellezza che, oltre ad avere alcune tra le più belle spiagge dell’Egeo, un selvaggio entroterra montuoso e villaggi tradizionali ancora intatti, è rimasta per ora al riparo dai peggiori eccessi di cui è capace il turismo di massa. Per centinaia di anni il nord e il sud dell’isola si svilupparono indipendentemente l’uno dall’altro, con il risultato che oggi le due parti dell’isola sono molto diverse tra loro. La più interessante è quella settentrionale, in cui sorge il minuscolo villaggio di Olymbos (340 abitanti), un piccolo gioiello greco. Olymbos ha mantenuto intatte gran parte delle sue tradizioni: mentre in isole come Rodi si sono persi molti dei valori del passato, questo villaggio si è aggrappato con forza alla sua storia; a Olymbos gli interni delle case sono decorati con tessuti ricamati e le facciate sono dipinte in colori vivaci e ornate da rilievi in gesso. Proprio come nei tempi antichi, gli abitanti del villaggio parlano un dialetto in cui si ritrovano parole doriche e le case hanno lucchetti in legno simili a quelli descritti da Omero. Le donne del villaggio indossano i costumi tradizionali, mentre si continua a macinare il grano con l’uso di mulini a vento e a cuocere il pane in forni comuni esterni. Purtroppo Olymbos è stata scoperta dai turisti: per la gente del posto è difficile mantenere vive le tradizioni e i prezzi delle strutture ricettive sono alti, ma il luogo continua a esercitare il suo fascino. Si raggiunge l’isola in aereo da Atene, da Rodi o da Kassos; in traghetto la compagnia LANE Lines di Creta effettua tre servizi settimanali per Rodi e per il Pireo. A Kassos fanno scalo tre traghetti alla settimana. Per recarsi a Olymbos vi è un servizio di autobus che parte da Diafani, il porto settentrionale dell’isola, in corrispondenza con l'arrivo delle imbarcazioni turistiche da Pigadia.
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