Nonostante il lungo dominio inglese e il sistema di misurazione britannico ancora in uso a Dominica, i francesi hanno avuto la maggiore influenza sulla popolazione. Basti pensare alla predominanza dei cattolici sull ’isola, alla diffusione del creolo (basato sulla lingua francese) e alla frequenza di toponimi francesi. Inoltre, non bisogna sottovalutare l'influsso che le tradizioni africane, amerindie e indigene ebbero sulla cultura dei creoli. La commistione di queste tradizioni contribuì a formare le caratteristiche linguistiche, culinarie, artistiche e culturali dell ’isola, dove comunemente si vedono tipiche canoe caribiche ricavate da un tronco d ’albero, case su palafitte, acconciature con ‘dreadlocks ’ (tipici dei seguaci del movimento politico-religioso dei Rastafariani) e abiti africani verdi, rossi e gialli. Il panorama musicale dominicano è ricco e vario, principalmente composto da ritmi reggae, calypso e zouk. Gli sport più diffusi sono il cricket e il calcio.
La scrittrice più nota dell ’isola è Jean Rhys, che nacque a Roseau nel 1890, si trasferì in Inghilterra all ’età di 16 anni e non tornò in Dominica che per un brevissimo periodo. Molti dei suoi scritti parlano delle esperienze e dell'infanzia nei Caraibi, come il libro 'Voyage in the dark' (1934) e l ’autobiografia 'Smile Please' (1979).
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