Storia Recente
I primi anni '80 furono caratterizzati da nuove difficoltà economiche. Negli anni '90, tuttavia, l'Irlanda registrò una netta inversione di tendenza. I tassi d'interesse cominciarono a scendere, incoraggiando così la nascita di nuove imprese; l'economia nazionale si rafforzò e gli investimenti esteri, stimolati e incoraggiati da generosi incentivi fiscali, cominciarono a far sentire i loro benefici influssi, con l'aumento dell'occupazione e del flusso di finanziamenti. I segnali di forza della cosiddetta 'Tigre celtica' in campo economico erano ovunque, dalle gru che si stagliavano all'orizzonte alle auto di lusso per le strade. La ripresa portò con sé un esplosione del turismo e un'inversione nel flusso di emigrazione. Dal 1993 al 1997 l'economia del paese crebbe del 40%, con un record occupazionale, alti standard di vita e bassi tassi d'interesse. Nel nuovo millennio la crescita si è notevolmente ridimensionata e gli economisti hanno espresso timori per la crescita dell'inflazione e il boom dei prezzi degli immobili.
Storia Moderna
L'ingresso dell'Irlanda nel XX secolo fu segnato dalla nascita del movimento politico repubblicano Sinn Fein (Noi stessi). Nel frattempo, nelle contee settentrionali a maggioranza protestante montava sempre più l'opposizione contro ogni forma di autogoverno, mentre le autorità chiudevano un occhio di fronte all'arrivo in Irlanda di armi dirette alle forze protestanti irregolari. Nel 1914, tuttavia, fu intercettata nel porto di Howth una nave chiamata Asgard carica di fucili indirizzati al movimento nazionalista irlandese. In quello stesso anno fu approvata la legge sull'autogoverno, ma la sua applicazione si rese impossibile per lo scoppio della prima guerra mondiale. Migliaia di volontari irlandesi partirono per il fronte, inclusi i nazionalisti che pensavano che tutti i loro sforzi sarebbero stati premiati con il rispetto dei patti stabiliti con la Gran Bretagna.
In Irlanda il malcontento contro gli inglesi continuò a crescere, fino a che non si arrivò, nel 1916, allo scoppio di un'insurrezione, ancora una volta mal concepita e maldestramente attuata, che prese il nome di Easter Rising. L'ufficio postale in O'Connel St, che fungeva da quartier generale della rivolta, nonché altri punti chiave della città, caddero nelle mani dei ribelli. Le truppe inglesi di stanza a Dublino furono prese di sorpresa, ma passarono velocemente all'azione disarmando e scompaginando le forze irlandesi. Dopo settimane di lotta i ribelli dovettero arrendersi e i loro leader furono imprigionati. In totale furono decise 77 condanne a morte e, sebbene gran parte di queste non furono mai attuate, alla quindicesima e ultima esecuzione i capi della rivolta si erano già trasformati da agitatori a eroi nazionali. Le elezioni politiche del 1918 decretarono l'assegnazione di circa i tre terzi del parlamento irlandese ai rappresentanti repubblicani dello Sinn Fein. Invece di partecipare alle sedute di Westminster, i neo eletti dichiararono l'indipendenza dell'Irlanda e formarono la Dáil Éireann - l'assemblea irlandese. Al contempo, il movimento terrorista, guidato dall'Irish Republican Army (IRA), il braccio armato dello Sinn Fein, colpiva i simboli del potere britannico. Per cercare di frenare l'ondata di violenza Londra costituì un feroce corpo di volontari chiamati Black and Tans (cioè Neri e Marroni, dal colore delle divise) i quali, con la loro aggressività, non fecero altro che esacerbare i sentimenti antibritannici. L'11 novembre 1920 il primo 'Bloody Sunday' dell'Irlanda segnò l'escalation del conflitto. La violenza continuò fino a quando non venne stabilita una tregua, l'11 luglio 1921, seguita dall'accordo anglo-irlandese, che condusse alla creazione del tuttora esistente Stato Libero d'Irlanda (ma con legami di sudditanza nei confronti di Londra), il 6 dicembre 1921. Le sei contee dell'Ulster che costitusicono l'Irlanda del Nord si tennero fuori dal nuovo stato. Erano stati sparsi i semi di un problema che continua a generare disordini e sofferenza.
Sebbene il Dáil ratificasse di misura il trattato (e la gente facesse lo stesso, ma in modo più ampio), la guerra civile scoppiò nel giugno del 1922. Il 22 agosto il leader rivoluzionario Michael Collins fu ucciso in un'imboscata nei pressi di Cork. L'omicida fu poi identificato in un membro dell'IRA in possesso di una pistola. Dal maggio del 1923, si susseguirono 77 esecuzioni e il presidente del Sinn Fein ordinò all'IRA di deporre del armi. La guerra civile sembrava conclusa, con un accordo tra il Sinn Fein, in qualità di partito politico, e l'IRA, il gruppo terroristico. Nel 1932 il precedente leader del Sinn Fein, de Valera, e il suo nuovo partito, il Fianna Fáil (Guerrieri d'Irlanda), vinsero le elezioni, tornando al successo con più ampio margine nel 1933. Le forze uscite sconfitte dalla guerra civile nel 1922 avevano avuto la meglio nella tornata elettorale di 10 anni dopo. Il giuramento di fedeltà alla corona britannica fu rotto, il governatore generale inglese lasciò il paese e, allo scoppio della seconda guerra mondiale, l'Irlanda era già una repubblica a tutti gli effetti. Il governo dichiarò il paese repubblica e l'Irlanda abbandonò il Commonwealth britannico nel 1949.
Stroria ante 20mo Secolo
Il nome irlandese del primo abitato celtico, sorto accanto al fiume Liffey, era Baile Atha Cliath (Città del Guado di Hurdle), dal nome di un antico guado, ancor oggi facilmente individuabile. Nel IX secolo le incursioni provenienti dal nord erano ormai diventate all'ordine del giorno, tanto che alcuni danesi decisero di stabilirsi in queste terre piuttosto che violentare, saccheggiare e ripartire. Costoro si sposarono con donne irlandesi e crearono un fiorente porto commerciale nel punto in cui le acque del fiume Poddle, confluendo nel Liffey, formavano un laghetto nero, dubh linn, appunto. Durante la battaglia di Clontarf, nel 1014, gli irlandesi guidati da Brian Boru sconfissero i vichinghi annientandone l'egemonia militare. In seguito a ciò, molti altri danesi scelsero di rimanere, si sposarono con la popolazione locale, abbracciarono la fede cristiana e costruirono numerose chiese. Con la vittoria del 1066, che portò al definitivo consolidamento del loro potere in Inghilterra, i normanni si spostarono verso ovest e, nel XII secolo, si stabilirono qui, preferendo mischiarsi agli irlandesi piuttosto che conquistarli. Dublino divenne così il centro del potere anglo-normanno. Fino all'ascesa al trono di Elisabetta I (1558-1603) il controllo inglese sull'Irlanda era circoscritto solo alla stretta fascia costiera orientale, chiamata Pale, che circondava Dublino. Il resto dell'Irlanda era ancora territorio selvaggio e le incursioni da parte degli indomiti guerrieri irlandesi accampati più a sud, sui monti Wicklow, costituivano una minaccia costante alle roccaforti anglo-normanne di Dublino.
Nel XIV secolo ci fu un tentativo di invasione da parte degli scozzesi e nel 1348 il paese fu devastato da un'epidemia di peste. La città fu duramente scossa dal fallimento dell'insurrezione contro Enrico VIII, capeggiata da Silken Thomas Fitzgerald nel 1534 e, nel 1537, dalla distruzione dei monasteri voluta dallo stesso Enrico. Nel 1592, tuttavia, con la fondazione del Trinity College da parte di Elisabetta I, Dublino si guadagnò una tradizione culturale che tuttora mantiene. Nel 1649 Oliver Cromwell conquistò la città (che aveva appoggiato Carlo I) e occupò i migliori territori irlandesi distribuendoli ai suoi soldati. Nel 1690, durante la battaglia di Boyne, l'Irlanda si schierò dalla parte di Giacomo II che però venne sconfitto da Guglielmo d'Orange. La fuga di Giacomo II costò ai suoi sostenitori l'esclusione dal Parlamento e la negazione di molti diritti fondamentali, sancita dalle vendicative leggi penali anticattoliche. Fu nel XVIII secolo, durante il predominio della cultura protestante, che le sorti della città si risollevarono: Dublino divenne la seconda città dell'impero britannico e la quinta d'Europa. I nuovi ricchi abbandonarono i confini della città medievale e si trasferirono più a nord, nella nuova Dublino, caratterizzata da maestose piazze circondate da pregevoli edifici in stile georgiano; i quartieri più degradati, tuttavia, non erano lontani.
Al boom georgiano del XVIII secolo seguirono più di cento anni di disordini e malcontento. I problemi erano sorti ancor prima della fine del XVIII secolo, con la fallita invasione da parte di Wolfe Tone, aiutato dalla Francia, nel 1796, e con la ribellione del 1798. Cinque anni più tardi, nel 1803, scoppiò una nuova rivolta ma, tanto per cambiare, fu ideata e concepita in maniera assai maldestra, anche se romantica. Robert Emmet, il capo dell'insurrezione, fu giustiziato davanti alla chiesa di St Catherine in the Liberties, andando ad aggiungersi a quella che sarebbe diventata una sempre più nutrita schiera di martiri immolatisi per la lotta contro il dominio britannico. L'Act of Union, entrato in vigore il primo gennaio 1801, che sanciva la creazione del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda, abolì di fatto il parlamento irlandese e provocò il trasferimento dei suoi deputati al parlamento inglese di Westminster. L'imponente crescita che Dublino aveva registrato nel secolo precedente subì una brusca frenata e la città precipitò in un lento e inesorabile declino. Nel 1823 Daniel O'Connell lanciò una campagna volta al recupero dei diritti fondamentali della popolazione cattolica irlandese. Almeno per una volta, questo tentativo si rivelò un reale successo, cosa che fece guadagnare a O'Connell il soprannome di “Liberatore”. Tuttavia, animato dal desiderio di agitare le acque rispettando comunque le leggi, perse la stima e l'appoggio dei suoi sostenitori quando a Clontarf, intorno al 1840, decise di sciogliere uno dei suoi comizi dopo aver ricevuto il divieto delle autorità britanniche.
A metà del XIX secolo l'Irlanda fu colpita da un enorme disastro. Il fabbisogno alimentare della popolazione rurale dipendeva in misura sempre maggiore dalla coltivazione di patate; la terribile malattia che rovinò completamente i raccolti del paese provocò un altissimo tributo in termini di vite umane, esacerbato dal comportamento sciagurato della Gran Bretagna che si rifiutò di prestare il suo aiuto. Anche se tra il 1845 e il 1851 Dublino fu risparmiata dalle conseguenze peggiori provocate dalla carestia, le strade e le piazze della città traboccavano di profughi in fuga dalle campagne. Il declino di Dublino subì una forte accelerazione. Al contempo, la richiesta di autogoverno (home rule) si faceva sempre più pressante. Charles Stewart Parnell (1846-1891), eletto al parlamento inglese di Westminster nel 1875, lanciò un'infaticabile campagna per la creazione di un parlamento irlandese. Tuttavia, la legge sull'autogoverno irlandese fu più volte respinta. Parnell, soprannominato 'Re d'Irlanda' all'apice del suo successo, subì una pesante caduta di popolarità quando venne alla luce la sua relazione con una donna sposata, Kitty O'Shea. La chiesa cattolica ritenne Parnell moralmente inadatto a rivestire i panni del leader. È questa una delle cause per cui molti irlandesi guardano ancor oggi con sfiducia alla chiesa cattolica e alla sua morale conservatrice. Il risentimento contro il potere britannico assunse forme violente e, nel 1882, uno dei suoi maggiori rappresentanti fu ucciso da un gruppo chiamato gli Invincibili.
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