i viaggiatori di nazionalità italiana, così come quelli della maggior parte dei paesi, devono essere muniti di visto d'ingresso, che a seconda della tipologia consente una permanenza che varia da uno a tre mesi, e che sarà necessario richiedere prima della partenza, poichè non vengono rilasciati visti all'arrivo. Ai fini del rilascio occorre presentare, fra gli altri documenti, il passaporto con una validità residua di almeno sei mesi. Per maggiori informazioni sui tempi, costi e procedure di rilascio dei visti contattate la sezione consolare dell'Ambasciata di Eritrea in Italia (tel. 06 4274 1293; fax 06 4208 6806; Via Boncompagni 16/b, 00187 Roma).
TimezoneTre ore in più rispetto al meridiano di Greenwich110V e 220V, 50Hz e 60Hz AC
sistema metrico decimale
Il prefisso per telefonare dall'Italia è 291. In Eritrea la teleselezione è possibile solo dalle città principali, nel resto del paese è necessario rivolgersi a un operatore.
Se prima della guerra con l’Etiopia le infrastrutture turistiche erano poche, dopo il conflitto si può dire che sono quasi inesistenti. Ma nonostante la scelta ridotta, i prezzi dei servizi turistici sono alla portata dei budget più ridotti: l’Eritrea è il luogo adatto per fare vacanze economiche ed interressanti. Per quanto riguarda il pernottamento, le camere degli alberghi a prezzi modici (senza bagno) costano circa US$3-4, mentre le camere a prezzi medi vanno da US$12 a US$20. Le bevande e i pasti nelle zone rurali hanno prezzi più elevati che nei centri abitati, a causa dei costi di trasporto. Se un pasto medio (senza bevande alcoliche) in area rurale può costare intorno a US$3, in città bisogna prevedere US$1,50. Una birra costa US$0,30. In Eritrea i costi più elevati per un turista riguardano in genere il noleggio di auto, i circuiti turistici organizzati e le escursioni all’Arcipelago Dahlak. È consigliabile portare dei dollari (contanti o travellers’ cheque), che sono richiesti soprattutto per pagare il conto negli alberghi di stato, per l’estensione del visto o per ottenere il permesso per visitare le isole. Per il servizio di cambio, rivolgetevi alle banche o ai grandi alberghi delle città; sconsigliamo di avvalersi dei servizi di cambiavalute non ufficiali, anche se offrono tassi interessanti: sono sovente illegali e potreste avere brutte sorprese. Nelle zone rurali eritree non è usuale elargire mance, ma in città, specialmente nei grandi alberghi e nei ristoranti per turisti, sono bene accette. Come regola generale, nei grandi ristoranti potete lasciare una mancia equivalente al 10% del conto, mentre bisogna contare circa US$0,50-1 negli alberghi. In città, nei ristoranti più modesti, potrete comportarvi come la maggior parte degli eritrei e lasciare una mancia (US$0,20-0,50) solo se il servizio è stato di vostro gradimento. Al mercato e nei negozi, dove i prezzi non sono quasi mai esposti, potrete permettervi di contrattare, ma in modo gentile ed educato, senza aggressività o insistenze.
I mesi dell’anno meno adatti per visitare l’Eritrea sono giugno, luglio e agosto, quando nella regione degli altipiani e nei bassipiani occidentali la stagione delle piogge è al culmine e nei bassipiani orientali il caldo è torrido. Le condizioni climatiche migliori si hanno a marzo, aprile, settembre e ottobre. Se intendete far coincidere il vostro viaggio con una delle festività religiose del paese i mesi più adatti sono gennaio (Timkat) e settembre (Meskel).
Le manifestazioni religiose più importanti e più pittoresche sono concentrate intorno alle festività cristiane copte. Segnaliamo il Timkat (Epifania) che si festeggia il 19 gennaio, e il Meskel (Ritrovamento della Vera Croce) il 27 settembre. Tra le altre festività citiamo il Kiddus Yohannes (Capodanno copto) l’11 settembre e il Leddet (Natale) il 7 gennaio. Le feste nazionali includono la Festa del Lavoro (1° maggio), il Giorno dei Martiri (20 giugno) e l’Inizio della Lotta Armata (1° settembre).
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