L'idea di visitare le colline e le catene montuose situate a oriente del paese, o la foresta tropicale che circonda Filfil, potrebbe essere affascinante, ma non dimenticate il rovescio della medaglia: vi è ovunque una grande quantità di mine inesplose lasciate dall'ultimo conflitto con l'Etiopia. Chi volesse avventurarsi dovrebbe consultare le autorità locali per avere una mappa precisa dei luoghi sicuri della regione che intende visitare e considerare seriamente l'eventualità di farsi accompagnare da una guida locale. Se l'idea del trekking vi seduce ma siete poco inclini a camminare, esistono escursioni in cammello, che si possono organizzare attraverso una delle agenzie di viaggi di Asmara.
Gli amanti del mare e delle attività acquatiche possono fare bagni nel Mar Rosso, snorkelling e immersioni nelle acque che circondano l'Arcipelago Dahlak, dove si può ammirare una delle barriere coralline più belle del Mar Rosso. Le acque dell'arcipelago sono anche custodi di interessanti relitti, tra cui dhow egiziani, navi da guerra italiane della seconda guerra mondiale e uno o due carri armati russi. Nella zona è possibile anche partecipare a varie battute di pesca. Sulle rive della città meridionale di Assab si può praticare il nuoto subacqueo e si può fare sci nautico nei pressi di Massaua.
Arroccata sul lato orientale dell’altopiano eritreo, Asmara offre ai visitatori un clima ideale. Dotata di un’architettura interessante e di grandi vie pulite, gode di un’ottima reputazione: è infatti considerata una delle città più gradevoli dell’intero continente africano. Formata in origine da quattro villaggi, da cui deriva il suo nome d’origine Arbate Esmere, Asmara fu fondata dai pastori che si stabilirono in questo luogo perché l’acqua vi era abbondante. I viaggiatori che percorrevano le lunghe strade tra le montagne e il mare, sostavano volentieri in questo villaggio che si trasformò ben presto in un centro commerciale di una certa importanza. Alla fine dell’Ottocento, gli italiani decisero di fare di Asmara la punta di diamante del loro impero coloniale e durante i 50 anni della loro permanenza nella colonia prodigarono forze e ricchezze per trasformare la città in un centro di cultura italiana. In città, le tracce dell’architettura italiana sono presenti ovunque, dalla zona residenziale situata a sud, in cui ancora si possono ammirare le numerose ville in stile liberty, fino alle costruzioni di ciò che un tempo era (ed è ancora oggi) il quartiere amministrativo, situato a nord. Liberation Ave, che si estende sull’asse est-ovest, è l’arteria principale della città. Percorrendola da ovest a est, si oltrepassano le colonne corinzie del neoclassico Palazzo del Governatore, il portico romanico dell’Opera, degli anni ‘20, una cattedrale cattolica in stile romanico lombardo, considerata una delle migliori opere di questo stile erette fuori dall’Italia, e l’imponente facciata del Cinema Impero. Non sono presenti opere in questo stile nella zona nordorientale della città, dove la popolazione locale era relegata durante il periodo coloniale e dove vivono ancora oggi le classi meno abbienti. Il Museo Nazionale, di notevole interesse, è ancora in attesa di un completo rinnovamento della nuova sede, accoglie reperti e testimonianze sulle nove etnie presenti in Eritrea e sui principali siti archeologici del paese. Al mercato più importante della città si trova in vendita ogni genere di merci, dagli alimentari agli oggetti per la casa, frutta e verdura, spezie, ceramiche, strumenti musicali, abiti di seconda mano, scarpe, mobili in legno e in metallo e molte altre cose. Dopo gli acquisti potrete riposarvi nel tranquillo quartiere del Parco o dirigervi fuori città, verso l’aeroporto, al cimitero dei carri armati, dove giacciono abbandonati carri armati, autoblindo e ferraglie di origine militare.
KerenSe Asmara vi sembra una città dal ritmo rilassato, dovete visitare Keren. La terza città eritrea per ordine di grandezza, è situata in una bella regione a nord della capitale, su un piccolo altopiano circondato da montagne. Nonostante la sua importanza commerciale, questo centro ha mantenuto un carattere riservato e il piacevole ritmo delle piccole città. Gli abitanti di Keren non hanno sempre avuto la vita facile: durante la seconda guerra mondiale la città fu testimone di scontri armati tra gli italiani e gli inglesi. Durante i vent’anni in cui la lotta armata imperversò, Keren fu il teatro di violenti scontri tra le forze indipendentiste e le truppe etiopiche. Numerose testimonianze di guerra sono conservate al cimitero britannico e al cimitero italiano. Nei pressi del mercato cittadino si trova il Santuario di St Maryam Dearit, al cui interno si trova un vecchio baobab al quale sono attribuiti poteri di fecondità. Tradizionalmente si crede che il baobab eserciti una mistica influenza sulle donne che preparano del caffè all’ombra dei suoi rami, le quali sarebbero invase dalla fertilità nel momento in cui un viaggiatore di passaggio ne accettasse una tazza. L’antico quartiere residenziale è pervaso dall’architettura di stile italiano. Il Tigu, il forte egiziano, offre un bel panorama sulla parte nordorientale della città.
MassauaIl porto di Massaua si trova 100 km a nord-est di Asmara ed è da secoli un importante centro di commercio sul Mar Rosso, meta non solo dei mercanti, ma anche di invasori di diversa origine, tra cui i turchi che restarono nella città per circa 300 anni, gli egiziani e gli italiani, popoli che lasciarono a Massaua diverse testimonianze architettoniche. Gran parte della città, quasi completamente distrutta dai bombardamenti delle truppe etiopiche durante la lotta per l’indipendenza, fu ricostruita, tra una guerra e l’altra, dal 1980 al 1990, seguendo un progetto urbanistico che limitava l’altezza degli edifici e lo sviluppo non pianificato e che in pratica tentava di ritrovare un ambiente il più possibile simile a quello della città prima della guerra. Malgrado abbia perso oggi l'appellativo di ‘Perla del Mar Rosso’, Massaua resta tuttavia un luogo piacevole e tranquillo. La città è composta da due isole, Massaua e Taulud (il centro amministrativo), oltre a una striscia di terraferma che ospita il quartiere residenziale. L’isola di Massaua, con strade labirintiche e una grande quantità di belle case, alberghi, piazze ed edifici religiosi, è ideale da girare a piedi. Di fronte al porto, in una stradina laterale, sorge una casa del Seicento costruita con blocchi di corallo, che un tempo costituiva uno dei principali materiali da costruzione della città. Nella stessa strada vi sono le case in stile ottomano di Mammub Mohammed Nahari e di Abu Hamdum. Nello stesso quartiere si trovano diversi mercati coperti, la moschea dello sceicco Hanafi, costruita 500 anni fa, con bellissimi stucchi e un sontuoso lampadario proveniente dalle vetrerie di Murano, e l’imponente Campo, una vasta piazza circondata da case in stile turco e egiziano con facciate in legno scolpito.
QohaitoUn dibattito che appassiona gli storici di questo paese riguarda le rovine di Qoahito, situata 120 km a sud di Asmara. Potrebbero essere infatti le mura dell’antica città di Koloe, centro commerciale di rilievo durante l’epoca di maggior espansione del grande regno degli aksumiti. Ma anche se non appartenessero a Koloe, queste rovine che si estendono su una vastissima zona (2,5 km per 15 km), sono la testimonianza del ruolo che ebbe questo luogo nell’antichità. Sebbene per ora solo il 20% del sito sia stato portato alla luce dagli scavi, la visita delle rovine richiede più di una giornata. Si pensa che le quattro colonne del Tempio di Mariam Wakiro, circondate dalle polverose rovine di almeno mezza dozzina di templi, appartenessero in origine a una chiesa cristiana. A nord di questo sito si trova una Tomba Egiziana sotterranea scavata nell’arenaria, che deve il suo nome (Meqabir Ghibtsi) non tanto alla provata appartenenza a questa civiltà, quanto alle sue vaste dimensioni. Il monumento più significativo di Quhaito, per dimensioni e per importanza storica, è la grandiosa Diga di Saphira, una diga in muratura lunga oltre 60 m, costruita con ogni probabilità intorno all’anno Mille. In diversi siti, tra i quali la grotta di Adi Alauti, sono visibili incisioni e pitture rupestri. Sui muri di uno di questi ripari sono dipinte oltre 100 figure.
NafkaSituata 220 km a nord di Asmara, Nafka che a prima vista può sembrare un ammasso di baracche in lamiera ondulata lontano da ogni centro abitato, ha in realtà segnato profondamente la vita degli eritrei. Durante la lotta per l’indipendenza, questa cittadina montana servì per lungo tempo da quartier generale ai resistenti eritrei e fu uno dei siti più bombardati dagli etiopi dell’intera Eritrea. Per gli eritrei questa città è il simbolo della loro dura battaglia per l’indipendenza e questo è il motivo per il quale Nafka è stata scelta per dare il nome alla moneta del paese. La strada per Nafka non è delle migliori e un viaggio fino a questa cittadina può rivelarsi arduo, ma interessante perché vi porterà nel cuore dell’autodeterminazione del popolo eritreo e vi aiuterà a capire ciò che successe sui campi di battaglia. Durante la guerra, i soldati eritrei scavarono città sotterranee dove si fabbricavano armi, si stampavano volantini di propaganda per l’indipendenza e si curavano i feriti senza esporsi al pericolo di essere scoperti dai militari etiopi. Questi rifugi sotterranei sono tuttora accessibili. Nei pressi di Nafka sorgono i due picchi di Den Den, un monte dove fu installato il trasmettitore radio che servì ai ribelli durante la guerra e da cui si gode di una magnifica vista della regione e si vedono le numerose testimonianze lasciate dalla guerra. L’unico edificio che si è salvato dai più violenti bombardamenti degli etiopi è la Moschea di Nafka, sulla cui cupola si vede ancora oggi lo squarcio provocato da una bomba.
Arcipelago DahlakAl largo delle coste dell’Eritrea affiorano le oltre 350 isole dell’Arcipelago Dahlak, che in verità non sono altro che aridi e sterili lembi di terra. Se ne visitano più di una ventina, partendo dal porto di Massaua. Se le isole in sé non hanno alcun fascino, il mare che le circonda è semplicemente meraviglioso. Le acque incontaminate e poco sfruttate – a causa della guerra l’industria della pesca è stata totalmente sospesa – sono un ecosistema raro in cui vivono indisturbati pesci e coralli. I siti d’immersione, ricchi di formazioni coralline e di relitti, richiamano i sub di ogni parte del mondo. Dahlak Kebir è l’isola più grande dell’arcipelago e accoglie nove villaggi etnici e un gran numero di rovine archeologiche di notevole importanza di origine locale e araba. Sull’isola, la quale potrebbe entrare a far parte del patrimonio dell’umanità tutelato dall’UNESCO, sorge (purtroppo, dicono alcuni) un vasto complesso turistico, con albergo e casinò. L’isola di Nokra servì da penitenziario italiano e più tardi diventò una base militare russa. Può valere la pena di chiedere all’ufficio marittimo di Massaua se una visita è possibile. Il miglior momento dell’anno per fare immersioni nell’arcipelago è da luglio ad agosto, periodo in cui la visibilità sott’acqua non è ostacolata dalle alghe o limitata da altri problemi di origine naturale.
MeteraL’Eritrea ha avuto un ruolo molto importante per le antiche popolazioni aksumite vissute circa 2000 anni fa e in particolare la zona che circonda il villaggio di Metera, situata 20 km a sud di Qohaito, dove in quel tempo abitava la classe media, costituita dai borghesi dell’alta società. Il sito, molto vasto, è il terzo per importanza della civiltà aksumita del paese. Alcune delle rovine, scoperte da un francese verso il 1860, sembra risalgano al V secolo a.C., data precedente all’espansione di Aksum. Moltissimi oggetti di varie dimensioni sono già stati riportati alla luce dal sottosuolo di Metera, ma la maggior parte del sito è ancora in attesa di lavori di scavo. Questo sito non colpisce a prima vista, ed è consigliabile visitarlo con una guida esperta. La Stele di Metera (una enigmatica tavola in pietra in posizione verticale sulla quale sono visibili delle iscrizioni) è il ritrovamento più importante degli scavi locali: alta 2,5 m, la stele era infissa ai piedi della collina di Amba Saim. È sicuramente di origine pre-cristiana, poiché sul lato orientale, in alto, vi è scolpito il simbolo pagano del sole sopra la luna crescente. Tra le altre scoperte archeologiche di Metera vi sono un palazzo reale, o villa, una camera funeraria (che quando fu trovata era stranamente vuota) e i resti di una galleria sotterranea che, secondo le leggende locali, un tempo correva per diverse centinaia di chilometri e sbucava a sud di Aksum.
AdulisLe rovine della civiltà aksumita di Adulis giacciono a circa 60 km da Massaua, verso sud, in una località remota a settentrione dell’inospitale deserto vulcanico conosciuto con il nome di Dancalia. Il primo insediamento, risalente al VI secolo a.C., è il più antico sito della civiltà eritrea. Fu il più grande porto degli aksumiti, dal quale transitavano merci che dal Mediterraneo giungevano fino al subcontinente indiano. Ma malgrado la sua importanza storica, una visita al sito di Adulis può lasciare perplessi poiché il 98% delle rovine è ancora in attesa di essere riportato alla luce. Con molta pazienza, una buona dose di immaginazione e una guida locale esperta che sappia spiegarvi esattamente cosa sono le pietre che si ergono dal suolo e cosa si può trovare sotto, la visita può avere un certo fascino.
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