Cultura

L’Eritrea conta circa 4 milioni di abitanti, dei quali un terzo nomadi o semi-nomadi, etnicamente divisi in nove gruppi: tigrini (il gruppo etnico più numeroso), afar, bilen, hedareb, cunama, nara, rashaida, saho e tigré. Solo il 20% della popolazione risiede nelle aree urbane e solo un misero 3% ha accesso alle reti di fognatura e di scarico. Sebbene moltissimi passi avanti siano stati fatti verso il riconoscimento dei diritti delle donne, nel paese vi è ancora una forte tendenza conservatrice che impedisce l’accettazione dell’uguaglianza tra i sessi.

La lingua degli zigrini, il tigrino o tigrignà, è parlata principalmente sulle montagne, l’arabo invece si è sviluppato lungo le coste e vicino al confine con il Sudan, mentre nelle città si parla prevalentemente inglese. Nelle altre parti del paese, la lingua dipende dal gruppo etnico dominante (e ogni gruppo ha la propria lingua). L’amarico, la lingua che gli etiopi cercarono di istituire come lingua nazionale negli anni ‘50 è ancora molto usata in tutto il paese. I cristiani e gli islamici si dividono equamente la supremazia religiosa. I cristiani sono principalmente di confessione copta, ma vi è una sparuta minoranza di cattolici e di protestanti. I musulmani sono principalmente sunniti, con una minoranza di sufiti.
Gli eritrei amano la danza, che praticano particolarmente durante la celebrazione di feste familiari, nascite, matrimoni e durante le feste religiose e culturali. In queste occasioni si suonano anche strumenti tradizionali a corde come il krar e il wata, entrambi derivati dagli strumenti tradizionali etiopici. Vi è una grande varietà tra le musiche tradizionali delle diverse regioni eritree poiché ogni gruppo etnico ha ritmi, suoni e danze diverse. Tra i cantanti e i musicisti tradizionali più rinomati del paese citiamo Osman Abdel Rahin, Samuel Berhane e Berekhet Mangisteab.
Una delle cose che etiopi e eritrei condividono è l’amore per la cucina tradizionale. La mattina, potete assaggiare il silsi, pomodori fritti pepati con salsa di cipolle che normalmente viene servito a colazione. Oppure potete comprare un 'legamat' (pasta di pane fritta in molto grasso) nelle città della pianura occidentale. Non potrete non assaggiare lo 'tsebhi', l’onnipresente salsa piccante, ma potrete invece decidere se assaggiare o meno il capretto (arrosto di capretto). I vegetariani possono scegliere tra i nai tsom, diversi piatti senza carne. Tra le bevande assaggiate il forte gin di Asmara, la birra locale Melotti, e il mies, vino di miele.

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