Attrazioni

Le Faeroer sono il luogo ideale per escursioni a piedi e il trekking. Prima che venisse realizzata l'attuale rete stradale caratteristici cumuli di pietre indicavano ai viandanti la via da seguire; alcuni di essi sono ancora visibili in tutto il paese. Oltre all'indispensabile equipaggiamento caldo e a un impermeabile, gli escursionisti dovrebbero portare con sé una bussola e, se possibile, le cartine topografiche della zona. La pesca è meno soggetta a restrizioni rispetto all'Islanda e, per chi effettua percorsi di trekking attraverso gli altipiani delle isole dormendo in tenda, potrebbe essere una buona idea equipaggiarsi con il necessario per la pesca, in modo da avere una possibilità di arricchimento della dieta. Benché le isole non siano il paradiso delle immersioni subacquee, l'esplorazione dei relitti marini e la pesca all'arpione sono praticabili sotto la guida di un istruttore qualificato.

Tórshavn Tórshavn

Tórshavn è una città ricca di fascino pittoresco locale, ma certamente destinata a deludere chi è alla ricerca di divertimenti e di una turbinosa vita notturna; tuttavia una passeggiata lungo la piccola penisola di Tinganes, il luogo in cui Tórshavn nacque circa mille anni fa, è sufficiente a conquistare chiunque si lasci andare all'incanto di questi posti. La cittadina, caratterizzata da strette viuzze molto animate, fa pensare alla bella Copenhagen dei tempi andati, quando la capitale danese era al culmine della sua potenza mercantile marittima. Il moderno centro cittadino si concentra tra Tinganes e Wintersgøta, la zona che dal porto si arrampica sulla collina lungo entrambi i lati della penisola. All'estremità di Tinganes si erge lo Skansapakkúsid, un imponente edificio un tempo utilizzato come deposito dell'artiglieria. Durante la guerra del 1808 con la Gran Bretagna gli inglesi lo svuotarono minacciando di distruggere Tórshavn se la città non si fosse arresa. Munkastovan, un antico monastero risalente al XV secolo e circondato da spesse mura, è una delle poche costruzioni scampate a un furioso incendio scatenatosi nel 1673. L'altro edificio sfuggito alle fiamme è il Leigubúdin, il magazzino reale nel quale venivano conservati i prodotti agricoli pagati come tasse alla corona prima di essere imbarcati per il continente. Il più importante museo della città è senz'altro il Museo Storico che raccoglie manufatti religiosi e marittimi, imbarcazioni e attrezzature per la pesca, la navigazione e utensili agricoli dall'epoca vichinga ai giorni nostri. La Casa Nordica è un edificio dal tipico tetto di torba molto interessante dal punto di vista architettonico; l'interno è utilizzato come teatro e sala per conferenze, concerti ed esposizioni. Nella Nordic House, dotata di una biblioteca e di una caffetteria, vengono allestite mostre temporanee provenienti da tutta la Scandinavia e d'estate, il martedì sera, vi si tengono le 'serate faeroesi' per i turisti. All'estremità settentrionale del Vidarlin Park si trova il Listaskálin, il Museo di Belle Arti, che contiene una interessante collezione di opere di pittori e scultori locali. Anche in questo museo si svolgono manifestazioni teatrali e musicali e si tengono mostre d'arte interessanti.

Kirkjubøur Kirkjubøur

Kirkjubøur è situata sulla costa meridionale dell'isola di Streymoy che occupa il 25% del territorio delle Faeroer e ospita il 40% della popolazione totale. Kirkjubøur non è tanto una città quanto un complesso di imponenti rovine: sede vescovile dell'isola in epoca medievale, il più grande e spettacolare dei suoi ruderi è la Cattedrale di Magnus, iniziata nel XIII secolo e mai terminata a causa dei metodi senza scrupoli del vescovo Erlendur e di una valanga che ne distrusse il muro occidentale nel 1772. Nelle vicinanze si trova la chiesa di san Olav, costruita nel 1111 e dedicata al re che nel secolo precedente aveva redatto il codice cristiano della Norvegia. Utilizzata fino alla Riforma come centro religioso delle Faeroer, in seguito alle opere di restauro effettuate nel XIX e XX secolo è stata privata del suo carattere originale. Tutto ciò che rimane della chiesa di san Brendano sono una montagnola di pietre e un muro diroccato con un recinto per i cavalli, a circa 100 m dalla Cattedrale di Magnus verso sud. La chiesa originale fu costruita nell'XI secolo, ma intorno al 1100 ne prese possesso la chiesa cattolica. Intorno al 1420 fu eretta nello stesso luogo una nuova chiesa dedicata a san Brendano e al vescovo Erlendur, ma l'assalto continuo del mare nel corso dei secoli ha fatto crollare anche il nuovo edificio. Roykstovan, una fattoria ricoperta da un tetto di torba che risale a 900 anni fa, ha una storia bizzarra. il legname con cui fu costruita arrivò accidentalmente dalla Norvegia, poiché la nave su cui era caricato, diretta verso tutt'altra destinazione, andò a picco e il suo carico fu trasportato dalla Corrente del Golfo in questo punto naturale di raccolta. L'edificio è stato abitato dalla stessa famiglia faeroese per 18 generazioni e il Museo della Fattoria d'estate è aperto tutti i giorni. Dal minuscolo villaggio di Sydradalur, situato in riva al mare 12 km a nord di Kirkjubøur, si gode la vista migliore sulla vicina isola di Koltur.

Saksun Saksun

Situata nella zona nord dell'isola di Stremoy, Saksun è una delle mete preferite dai turisti data l'insolita disposizione. Si tratta di un villaggio formato da un gruppo di tipiche fattorie locali diviso in due dal fiume Dalsá. A valle del villaggio si stende l'ameno e pressoché perfettamente rotondo lago di Pollur ('stagno'), un bacino di marea ottimo per la pesca. Partendo da sopra la sua sponda meridionale una stupenda passeggiata porta a "sin, nel punto in cui il fiume sfocia nel mare. La chiesa di Saksun, che domina il lago, fu trasportata da Tjørnuvík in questo luogo nel 1858. Al termine della strada settentrionale si trova la fattoria ottocentesca di Dúvuvardur dal tipico tetto di torba; al suo interno ospita un Museo del folclore popolare che illustra la dura vita degli abitanti delle Faeroer dall'epoca medievale al secolo XIX. Procedendo lungo il Dalsá per circa un km al di sopra del villaggio si raggiunge il lago Saksunarvatn, località eccellente per chi desidera cimentarsi nella pesca alla trota e al salmone.

Skálafjørdur Skálafjørdur

Il nome di Skálafjør*dur identifica sia il lungo fiordo riparato e delimitato dalle estreme penisole meridionali di Eysturoy sia il villaggio situato all'inizio del fiordo che vanta il migliore porto dell'arcipelago. I centri abitati sulla sponda occidentale stanno espandendosi a vista d'occhio dando vita a una sorta di megalopoli in stile locale, ma la zona non manca di attrattive. Il Museo del folclore popolare (Folk Museum) di Glyvrar è arredato come una casa faeroese del XIX secolo; con una piacevole passeggiata di mezz'ora dal vicino villaggio di Runavík si sale al lago Toftavatn, una meta molto frequentata dai pescatori dove anche voi potrete tentare la sorte con canna e mulinello.

Mykines Mykines

Il villaggio di Mykines, unico centro abitato dell'isola omonima, è un delizioso paesino caratterizzato da case dipinte a vivaci colori ricoperte da tetti di torba. Abitato da sole diciotto persone, il villaggio in sé non offre granché, ma i dintorni si prestano a bellissime passeggiate a piedi. Lundaland ('terra delle pulcinelle di mare') è situata su Mykineshólmur, un'isoletta collegata alla terraferma da una passerella che attraversa una gola profonda 24 m chiamata Hólmgjógv. La passeggiata, uno dei più spettacolari itinerari a piedi delle isole Faeroer, offre alla vista del visitatore panorami stupendi e all'occhio del naturalista alcune delle più numerose colonie di uccelli esistenti al mondo. Se avete tempo a disposizione vi consigliamo di salire sulla cima più alta dell'isola, il Knúkur (560 m), per ammirare la meravigliosa vista dall'alto oppure visitare Steinskógurin (la foresta di pietra), vicino alla costa settentrionale di Korkadalur. A est di Knúkur il terreno si fa scosceso e proseguire a piedi verso l'estremità orientale dell'isola diventa pericoloso.

Sandoy Sandoy

Sandoy, l'isola meno aspra e accidentata, vanta le uniche dune sabbiose del paese, ideali per magnifiche passeggiate soprattutto lungo la costa occidentale e la zona di nord-est, totalmente priva di strade. Sul passo che sovrasta la cittadina di Skopun ci sono due splendidi laghi, il Nordara Hálsavatn e l'Heimara Hálsavatn, molto frequentati dai pescatori di trote. Da Skopun vi suggeriamo una splendida passeggiata alle scogliere di Djúpaberg, mentre un'escursione più lunga e impegnativa si snoda lungo la scogliera della costa meridionale e raggiunge prima Søltuvík e poi Sandur, un villaggio ubicato su una piccola penisola tra due laghi, il Sandsvatn e il Gróthúsvatn e due baie, Sandsvágur e Grótvik. Tra il villaggio e la montagna, all'inizio dell'insenatura di Sandsvágur, s'incontrano un'area di dune sabbiose e una spiaggia di sabbia di basalto nero. La chiesa di Sandur, centro parrocchiale fin dall'XI secolo, ha una storia molto interessante: gli scavi archeologici hanno rivelato che almeno sei chiese si sono succedute nello stesso luogo da quell'epoca a oggi. Il 'dito della donna troll' o Trøllkonufingur, un faraglione preso di mira dai fotografi e ubicato a nord del minuscolo insediamento di Skarvanes, non è raggiungibile con i mezzi pubblici, ma con una piacevole passeggiata di 4 km da Skarvanes. Skálavík è conosciuto per essere il luogo d'origine del più famoso scrittore delle Faeroer, Hedin Brú, oltre che il punto di partenza di un itinerario panoramico percorribile a piedi che sale al monte Heidafjall per scendere poi su Húsavík, uno dei più antichi e incantevoli villaggi delle Faeroer, che tuttavia non godette mai di grande importanza a causa della pestilenza che nel XIV secolo decimò la sua popolazione. Le sue attrattive principali sono costituite da una graziosa spiaggia di sabbia scura e dalle rovine di un edificio del XIV secolo adibito ad abitazione comune immediatamente a nord dell'abitato. I traghetti collegano sei o sette volte la settimana Gamlarætt, nel sud di Streymoy, con Skópun, nel nord di Sandoy, da dove numerosi autobus fanno servizio per i diversi centri abitati di Sandoy.

Klaksvík Klaksvík

Klaksvík è il capoluogo dell'isola di Bordoy, la più grande delle isole nord-occidentali, tutte caratterizzate da scarsità di popolazione e bellezza del paesaggio. La cittadina ha 5.000 abitanti e il suo porto è affollato dalle imbarcazioni da pesca tecnologicamente più avanzate che sia dato vedere al mondo; circa il 13% delle esportazioni di pesce delle Faroer viene da Klaksvík. La Christianskirkja merita di essere visitata: la sua struttura architettonica presenta diversi elementi della vita locale, mentre il tetto a spioventi fa pensare alle antiche costruzioni vichinghe. Le mura di pietra ricordano quelle della Magnus Cathedral di Kirkjubøur e le finestre dei frontoni si ispirano a quelle delle rimesse delle barche che si vedono comunemente nelle isole. La chiesa venne costruita intorno alla pala d'altare intitolata The Great Supper (la grande cena), un'opera imponente originariamente realizzata come un affresco dal pittore danese Joakim Skovgård per una chiesa della Danimarca.

Kalsoy Kalsoy

Kalsoy, forse la più accidentata delle isole Faeroer, offre la possibilità di bellissime escursioni a piedi. La costa occidentale è costituita esclusivamente da scogliere molto scoscese, mentre sui versanti esposti a oriente sono ubicati quattro piccoli villaggi: Sydradalur, Húsar, Mikladalur e Trøllanes, con una popolazione totale di 130 abitanti. L'isola è fantasiosamente chiamata 'il flauto' per il fatto che i villaggi sono collegati tra loro da una serie di gallerie e che il suo territorio è quindi costellato da un gran numero di buchi. Da Sydradalur si possono salire i 740 m che portano alla cima del monte Botnstindur, oppure scegliere il percorso che dal punto di attracco dei traghetti di Sydradalur o di Húsar porta a Trøllanes attraverso gallerie prive di illuminazione. L'esperienza di una passeggiata attraverso le fredde e umide viscere della montagna è un po' inquietante: portatevi una pila. Un altro bell'itinerario porta da Trøllanes al faro di Kallur sulla punta settentrionale dell'isola. Il capo offre la possibilità di osservare numerose pulcinelle di mare, mentre da un arco marino naturale sotto la punta settentrionale dell'isola si ha una spettacolare vista della scogliera e si nota la presenza di una grotta blu scuro nascosta tra le rocce sottostanti. Nei giorni limpidi lo sguardo spazia fino al faraglione di Risin og Kellingin che si trova all'estremità settentrionale di Eysturoy.

Fugloy Fugloy

Fugloy ('l'isola degli uccelli') può essere esplorata quasi per intero nell'arco di una giornata. La visita comprende la salita alle scogliere di Eystfelli (450 m) e di Klubbin (620 m). Entrambe di una bellezza da togliere il fiato, brulicano di uccelli che scelgono di nidificare in quest'isola. La scogliera di Klubbin digrada da una catena simile a un plateau sufficientemente alto da essere ricoperto da una vegetazione più simile a quella della tundra e della zona boreale piuttosto che a un normale prato erboso. A Eystfelli, sulla punta nord-orientale dell'isola, un ampio anfiteatro naturale spazia verso l'alto, si direbbe verso il nulla, mentre vicino al faro si vede un arco naturale di pietra scavato nella roccia; non lontano si riconosce - con un leggero sforzo di immaginazione - il profilo di un faraone egiziano, evidentemente l'unico dei suoi simili ad aver raggiunto le Faeroer.

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