Le Isole Fiji sono situate nel Pacifico meridionale, a metà strada tra la Melanesia (Salomone, Vanuatu, Nuova Caledonia e Papua Nuova Guinea) e la Polinesia (Tonga, Samoa, le Isole Cook e la Polinesia francese) e a sud dell'Equatore, immediatamente a nord del Tropico del Capricorno e a ovest dell'International Dateline (la linea internazionale di cambiamento di data). I confini territoriali dello stato racchiudono una superficie di 1.300.000 kmq, di cui soltanto l'1,5% è formato da terre emerse. L'arcipelago è costituito da circa trecento isole.
Viti Levu, con una superficie di 10.390 kmq, e Vanua Levu, con 5538 kmq, sono le isole principali dell'arcipelago. Suva, la capitale, è situata sulla costa sud-occidentale di Viti Levu, l'isola su cui si trova anche la cima più elevata delle Fiji - il Monte Tomanivi (Mt Victoria), alto 1323 m. Tavenui e Kadavu sono altre isole importanti, mentre il resto del paese è composto da isolette raggruppate nei gruppi di Lomaiviti, Lau, Moala, Yasawa, Mamanuca e Rotuma, molte delle quali sono rimaste relativamente intatte e ospitano splendidi fondali corallini, lagune, baie, e un tripudio di vegetazione.
A partire dagli anni '60 di questo secolo, è stato eliminato il 15% circa del manto boschivo del paese e l'erosione è diventata un problema serio. Inoltre, non si è dedicata molta attenzione alle problematiche ambientali e i rifiuti continuano a inquinare i corsi d'acqua e i terreni attorno alle zone urbane, soprattutto nei pressi di Suva. In alcune regioni dell'arcipelago, inoltre, la distruzione del patrimonio ittico mette a repentaglio anche il benessere della popolazione.
Delle oltre tremila specie di piante individuate in queste isole, un terzo circa sono endemiche. La popolazione locale ha imparato nei millenni a utilizzare la flora nativa nella preparazione del cibo, delle medicine, delle tinture per tessuti, degli utensili e dei materiali da costruzione. Circa 3500 anni anni fa i primi abitanti dell'arcipelago portarono con sé pollame, cani e maiali, causando l'estinzione di alcune delle specie indigene di avifauna. I pipistrelli sono stati gli unici a sopravvivere tra i mammiferi originari, mentre le specie introdotte si sono perfettamente adattate al nuovo habitat, per esempio i cani selvatici, i gatti, i maiali, le capre e i topi. Nelle venti specie di rettili di terra sono incluse le tartarughe e i serpenti di mare. Esistono inoltre circa un centinaio di specie di avifauna, ventitré delle quali originarie dell'arcipelago. Anche la fauna marina è varia e abbondante e nelle acque delle Fiji vivono (o sostano durante le loro migrazioni) molte specie di coralli, spugne, pesci dei banchi corallini, razze, squali, delfini e balene.
Le Fiji beneficiano di un clima mite e costante per la maggior parte dell'anno, grazie alle vaste distese oceaniche che circondano le isole. I venti prevalenti nell'arcipelago soffiano da est e sud-est, mentre le catene montuose delle isole maggiori causano nuvolosità e piogge intense sui versanti sopravento. La stagione umida vera e propria va da novembre ad aprile, anche se in realtà piove tutto l'anno. Le temperature diurne si attestano sulla media dei 25°C e il tasso di umidità è generalmente elevato. I cicloni tropicali possono verificarsi tra novembre e aprile, ma raramente sono pericolosi.
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