Attrazioni

Il terreno montuoso della Grecia è perfetto per il trekking e le campagne sono attraversate dai sentieri percorsi da asini e muli; la maggior parte dei centri abitati, inoltre, è collegata da viottoli acciottolati di epoca bizantina. Alcuni sentieri di montagna sono invasi dalla vegetazione, ma la maggior parte degli itinerari più battuti viene mantenuta in buone condizioni. I boscosi monti del Pindo, situati nell'Epiro, il Peloponneso e la parte sud-occidentale di Creta sono alcune delle zone migliori per il trekking, mentre il meltemi (il vento del nord) e le acque tranquille dell'Egeo offrono condizioni perfette per il windsurf, lo sport acquatico più popolare in Grecia. Lo snorkelling è molto pubblicizzato e si può praticare in qualunque località della costa, ma le immersioni subacquee sono assolutamente proibite senza la supervisione di un istruttore autorizzato: una norma volta a tutelare il patrimonio archeologico sommerso. La Grecia ha alcune delle stazioni sciistiche più economiche d'Europa, una ventina in tutto, dove ci si può dedicare allo sci in alternativa alle più prestigiose località delle Alpi. La stazione più importante è quella del Monte Parnaso, vicino a Delfi.

Atene Atene

Atene può competere con Roma e Gerusalemme per il suo glorioso passato, ma ciò nonostante sono pochi i turisti che si innamorano della città moderna. La maggior parte infatti non vede altro che 'nefos' (smog) e altissimi edifici residenziali costruiti in tutta fretta per ospitare i profughi giunti dall'Asia Minore nel 1922 in seguito allo scambio di popolazione con la Turchia. Ma oltre alle poco invitanti distese di cemento, questa città può comunque vantare un certo qual fascino decadente. Quasi ogni casa e appartamento ha una cascata di gerani sul balcone e molte vie e piazze della città sono circondate da viali di aranci. Atene è un curioso miscuglio di Oriente e Occidente, di terzo mondo e civiltà evoluta: i suoi rauchi venditori ambulanti e i coloratissimi mercati ricordano i bazar turchi, mentre i cadenti palazzi neoclassici ricordano quel breve momento di gloria in cui la città fu definita la 'Parigi del Mediterraneo'. L'Acropoli, incoronata dal Partenone, si erge a sentinella della città ed è visibile da qualunque suo punto. Pericle iniziò a trasformarla in una vera e propria cittadella di templi dopo che l'oracolo di Delfi, nel 510 a.C., aveva sentenziato che questo luogo avrebbe dovuto essere dedicato agli dei. Atene divenne quindi una sorta di vetrina con edifici di proporzioni colossali, dipinti in colori vivaci e ornati da dorature, e statue gigantesche, alcune in bronzo, altre di marmo placcato d'oro e incrostato di pietre preziose. Anche se gli edifici sono ormai in rovina, la fredda grandiosità del nudo marmo è ancora tale da togliere il respiro. Oltre al Partenone, modello insuperato di grazia e armonia, sull'Acropoli sorge l'Eretteo, facilmente riconoscibile dalle sue cariatidi: le sei fanciulle che sorreggono l'edificio in luogo delle colonne, immortalate in innumerevoli fotografie. L'antico Teatro di Dioniso, dove i cittadini ateniesi si esibivano a turno nel coro delle tragedie greche, è situato sulle pendici meridionali dell'Acropoli. Arroccato sul fianco nord-orientale dell'Acropoli, sorge il vecchio villaggio di Plaka, che era l'unico abitato esistente prima che Atene fosse dichiarata capitale della Grecia indipendente: questo labirinto di viuzze conserva gran parte del suo fascino, nonostante sia diventato molto turistico. Accanto a Plaka si trova l'antica Agorà (mercato), ovvero il fulcro della vita sociale e civile nell'antica Atene. Tra gli altri luoghi di interesse della città ricordiamo il Museo Archeologico Nazionale, che ospita gli splendidi manufatti d'oro rinvenuti a Micene e gli spettacolari affreschi minoici di Santorini (Thíra), oltre ad altri reperti e a opere d'arte di squisita fattura; e il Museo Goulandris di Arte Cicladica e Greca Antica, con una collezione di eleganti figurine in marmo che ispirarono artisti come Modigliani, Brancusi e Picasso. Plaka è il quartiere più popolare dove alloggiare e d'estate alcuni alberghi economici vi lasceranno dormire persino sul tetto. In luglio e agosto è meglio prenotare, perchÉ Atene è sovraffollata di turisti. Nel settembre 1999 la regione di Atene è stata colpita da un terremoto di intensità 5, 9 della scala Richter; il sisma, il più grave degli ultimi due secoli in Grecia, ha provocato decine di morti, migliaia di feriti e ingenti danni agli edifici.

Peloponneso Peloponneso

Il Peloponneso, la penisola meridionale della Grecia, è una regione ricca di storia e con una grande varietà di panorami. Nel suo angolo nord-orientale si trovano gli antichi siti archeologici di Epidauro, Corinto e Micene, che si raggiungono facilmente da Nauplia. La vasta e spettrale città bizantina di Mystrás si arrampica lungo le pendici del Monte Taigeto: i suoi sentieri tortuosi e le sue gradinate portano ai palazzi abbandonati e alle chiese adorne di affreschi. Più a sud c'è il Máni con le sue montagne brulle e i paesaggi spogli punteggiati da torri in pietra, austere e imponenti e quasi tutte abbandonate, che svettano ancora come sentinelle solitarie a guardia della regione. Tra le altre località interessanti del Peloponneso ricordiamo l'antica Olimpia, lo splendido borgo medievale di Monemvassía e l'impressionante linea ferroviaria a cremagliera Diakoftó-Kalávryta, che si addentra nella profonda gola di Vouraikós.

Meteore Meteore

I monasteri delle Meteore, nella Tessaglia, sono uno dei panorami più straordinari della Grecia continentale. Costruiti dentro e in cima a enormi pinnacoli di roccia liscia, pieni di buchi come il formaggio, i monasteri offrirono ai monaci un rifugio sicuro dai massacri che segnarono il tramonto dell'impero bizantino, verso la fine del XIV secolo. Gli edifici più antichi del complesso si raggiungevano per mezzo di scale a pioli articolate e mobili. Più tardi vennero introdotti gli argani per sollevare i monaci nelle reti, un metodo usato fino agli anni Venti di questo secolo. Pare che ad alcuni viaggiatori apprensivi, che s'informavano sulla frequenza con cui venivano sostituite le corde, fu risposto 'quando il Signore lascia che si rompano'. Oggi si accede ai monasteri dai gradini scavati nella roccia, e gli argani vengono usati soltanto per trasportare le provviste.

Cicladi Cicladi

L'arcipelago delle Cicladi rappresenta l'archetipo delle isole greche immortalate nelle cartoline: gli edifici di un bianco abbagliante si stagliano in netto contrasto con il blu intenso delle cupole delle chiese, mentre le spiagge di sabbia dorata sono lambite da acque cristalline. Alcune di queste isole, come Mykonos, Santorini, Páros e íos, hanno accolto con grande entusiasmo l'industria turistica, mentre altre, quali ándros, KÉa, Kythnos, SÉrifos e Sífnos, non sono molto frequentate dagli stranieri ma sono le predilette per le vacanze dagli Ateniesi. Mykonos è la più cara e la più visitata di tutte le isole greche: ha una vita notturna estremamente sofisticata ed è l'indiscussa capitale gay della Grecia. Certamente quest'isola brulla e piatta non è tra le più belle del paese, ma può comunque vantare delle spiagge superbe. Il capoluogo è un incantevole agglomerato di boutique eleganti e di case fantasiose con balconi dipinti in colori vivaci e avvolti da buganvillee e clematidi: troppo perfetta, insomma, per il gusto di alcuni. Santorini (detta anche Thíra) è ritenuta da molti una delle isole più spettacolari della Grecia: migliaia di turisti la visitano ogni anno per ammirare la caldera sommersa, unica traccia rimasta di quella che fu probabilmente la più grande eruzione vulcanica di tutti i tempi. Nonostante le folle estive, Santorini è unica nel suo genere, come potrete capire vedendo le spiagge di sabbia nera e le imponenti scogliere. Se volete sfuggire alle orde di turisti, rifugiatevi a Síkinos, Anáfi e nelle minuscole isolette a est di Náxos.

Creta Creta

Nonostante Creta, la più grande delle isole greche, abbia il dubbio vanto di accogliere un quarto dei turisti che visitano la Grecia, è comunque ancora possibile trovare qualche angolo tranquillo lungo la costa occidentale poco sviluppata dal punto di vista turistico, nell'entroterra aspro e montuoso, e nei villaggi dell'altopiano di Lassíthi. Creta fu la culla della prima civiltà evoluta d'Europa, quella minoica, che fiorì dal 2800 al 1450 a.C. Il palazzo di Knossós, alla periferia del capoluogo dell'isola, Iráklio, è il più bello dei siti minoici di Creta. Iráklio è poco invitante, mentre gli altri centri importanti dell'isola, Haniá e RÉthymno, vantano numerosi splendidi palazzi veneziani. Paleohóra, sulla costa sud-occidentale, fu scoperta dagli hippy negli anni Sessanta e da quel momento il sonnacchioso villaggio di pescatori diventò un ricordo; resta tuttavia un luogo rilassante, molto amato dai viaggiatori con lo zaino in spalla. Numerosi turisti compiono il trekking di un giorno nella Gola di Samariá, lunga 18 km, fino ad Agia Roúmeli sulla costa sud-occidentale. Più oltre sulla costa meridionale dell'isola, troppo ripida per ospitare dei grandi centri abitati, si trovano i villaggi di Loutró e Hóra Sfakíon, raggiungibili solo tramite imbarcazione. Il clima della costa meridionale di Creta è talmente mite che è possibile nuotare in queste acque da aprile a novembre.

Isole del Dodecanneso Isole del Dodecanneso

L'arcipelago del Dodecanneso, con le sue isole allineate lungo la costa occidentale della Turchia, è molto più vicino all'Asia minore che alla stessa Grecia continentale e questa sua posizione strategica e vulnerabile ha favorito un susseguirsi di invasioni e occupazioni sconosciute al resto del paese: Egizi, Cavalieri di San Giovanni, Turchi e Italiani lo conquistarono tutti. Rodi è l'isola più grande del Dodecanneso e il suo capoluogo è stato il più grande insediamento dell'Europa medievale. Lungo il Viale dei Cavalieri si affacciano splendidi edifici medievali, il più grandioso dei quali è il Palazzo dei Grandi Maestri, restaurato per diventare la residenza di villeggiatura di Mussolini ma mai abitato. Sullo sperone roccioso dove sorse l'imponente Acropoli di Líndos si trova anche un castello dei Crociati; nelle viuzze tortuose ai piedi della montagna si affacciano invece le case imbiancate a calce dagli elaborati motivi decorativi. Tra le altre isole celebri di questo arcipelago ricordiamo Kos, Symi e Pátmos. Le meno turistiche Lipsí e Tílos hanno spiagge fantastiche e poco frequentate, mentre le remote Agatoníssi, Kastelórizo e Kássos sono posti fantastici perchÉ intrisi dello stile di vita tradizionale. Kássos è un'isoletta rocciosa situata immediatamente a sud di Kárpathos, dove si trovano soltanto fichi d'India, qualche raro ulivo e fico, muretti a secco, pecore e capre.

Ionie Ionie

L'arcipelago delle Ionie, l'unico a non essere situato nell'Egeo, è formato da sette isole principali, ovvero Corfú (detta anche KÉrkyra), Paxí, Kefaloniá, Zákynthos (Zacinto), Itháki (Itaca), Lefkáda e Kythira, che si distendono lungo la costa occidentale della Grecia e ricordano per molti aspetti la vicina Italia. A eccezione della minuscola Meganíssi, tutte queste isole sono già state 'scoperte' dai turisti ma, come tutte le altre della Grecia, ripagano chi abbia voglia di spingersi nell'interno con le delizie dei loro villaggi intatti. Corfú, con il suo incantevole paesaggio di splendidi fiori selvatici e i cipressi slanciati che svettano sugli uliveti luccicanti, è considerata da molti viaggiatori la più bella isola della Grecia.

Isole dell'Egeo nordorientale Isole dell'Egeo nordorientale

Questo arcipelago comprende sette isole maggiori, Sámos, Chio, Ikaría, LÉsvos, Límnos, Samotracia e Thássos, tutte molto lontane tra loro: quindi gli spostamenti interni non sono facili come nelle Cicladi e nel Dodecanneso. Si tratta in maggioranza di isole di grandi dimensioni e con caratteristiche molto spiccate. Sámos, luogo natale del filosofo e matematico Pitagora, è lussureggiante e bordata di colline ammantate di pini, sicomori e querce. Samotracia ha la forma di un uovo e i suoi paesaggi incantevoli culminano nell'imponente cima del Monte Fengari (1611 metri) che incombe sulle valli dove crescono le grandi querce nodose, i platani, fitti uliveti e umide e buie radure dove le cascate si gettano in laghetti profondi e gelidi.

Sporadi Sporadi

In questo arcipelago settentrionale, montuoso e ammantato di pinete, le isole abitate sono quattro: Skiáthos, Skópelos, Alónnisos e Skyros, tutte sovraffollate di turisti e molto care. Skiáthos è una meta ambita per le sue bellissime spiagge e l'animata vita notturna, ma se cercate qualcos'altro probabilmente non ci resterete a lungo. Skópelos è meno commerciale di Skiáthos, ma sta comunque cambiando rapidamente: ha alcune deliziose spiagge riparate, molte delle quali a ciottoli. Alónnisos è ancora un'isola tranquilla, anche perchÉ il suo terreno roccioso non consente la costruzione di una pista di atterraggio. Le acque intorno all'isola sono state dichiarate parco marino e sono quindi le più pulite dell'Egeo; ogni abitazione ha il suo pozzo nero, perciò gli scarichi non finiscono in mare. Skyros ha meno infrastrutture turistiche delle altre tre ed è frequentata da snob più che da turisti dei viaggi organizzati.

Isole del Golfo Saronico Isole del Golfo Saronico

Le cinque isole del Golfo Saronico sono le più vicine ad Atene e Salamina è, in pratica, un sobborgo della capitale. ...gina, Hídra, SpÉtses e Póros, tutte sorprendentemente varie dal punto di vista architettonico e paesaggistico, sono frequentate da un numero incredibile di turisti e sono care. Hydra, dove un tempo si davano appuntamento artisti, scrittori e personaggi del jet-set, è ormai invasa da gente in vacanza ma riesce tuttavia a conservare una cert'aria di superiorità e di grandezza. Da quest'isola sono banditi tutti i veicoli a motore, compresi i motorini: si va a dorso d'asino.

Zagorohória Zagorohória

Nella regione di Zagorohória, a nord di Ioánina, si trovano quarantasei villaggi che, come molte altre zone montuose e inaccessibili della Grecia, riuscirono a conservare un alto grado di autonomia all'epoca della dominazione turca e a dare luogo a una fiorente cultura. Le case furono costruite esclusivamente con l'ardesia estratta dalle vicine montagne e questi villaggi, con le loro viuzze acciottolate e tortuose e le gradinate, sembrano essersi materializzati da una fiaba dei fratelli Grimm. Molti centri sono oggi tristemente abbandonati e ospitano soltanto qualche sparuto gruppetto di anziani. Questa regione è ammantata da un fitto manto boschivo di carpini, aceri, salici e querce, e abitata da orsi, lupi, cinghiali, gatti e capre selvatiche e dal raro quadrupede di Rissos, che vagano per le montagne. I pastori valacchi e sarakatsani conducono ancora un'esistenza seminomade, accompagnando i loro armenti negli alpeggi d'alta quota in estate e ritornando poi a valle d'autunno. Il Parco Nazionale di Vikos-AoÖs comprende una buona parte di questa zona che, nonostante la popolarità di cui gode tra gli amanti del trekking, non è ancora stata raggiunta dal turismo di massa.

Isole minori Isole minori

Nelle Cicladi, tra Náxos e Amorgós, si trova un gruppo di isolotti variamente noti come Isole Minori, Isole Secondarie o Isole Inferiori, di cui solo quattro, ossia Donoússa, Koufoníssi, Iráklia e Shinoússa hanno degli insediamenti stabili. Nell'antichità erano invece densamente popolate, come testimoniano le numerosissime tombe che vi sono state rinvenute, mentre oggi sono abitate soltanto da qualche gregge di capre e frequentate da un numero relativamente esiguo di turisti (in aumento, a dire il vero) che giungono fin qui attratti dalle spiagge intatte. Presso i porti di queste isole si trovano 'domatia (camere) e taverne, ma non aspettatevi delle sistemazioni di lusso.

Máni Máni

Le montagne di roccia grigia, chiazzata dal verde degli indomiti arbusti, sono la caratteristica peculiare di questa regione del Peloponneso. La gente del Mani si considera discendente diretta degli Spartani, i fieri guerrieri che scelsero di ritirarsi sulle montagne piuttosto che assoggettarsi a un padrone straniero. Fino all'indipendenza, i Manioti vissero in clan guidati da un capo e, data la scarsità di terra fertile, le sanguinose faide interne erano per loro un vero e proprio sistema di vita, tanto che le famiglie si costruivano delle torri dove rifugiarsi. Oggi gli abitanti di questa regione sono considerati dagli altri Greci come un popolo fiero della propria indipendenza, fedele al re e di destra. Areópoli, capoluogo del Mani, deriva il suo appropriato nome da Ares, il dio della guerra. Sulle anguste vie acciottolate della città vecchia vigilano le austere case-torri. Le grotte di Dirós, situate 8 km a sud di Areópoli, erano abitate già in epoca neolitica e pare che si estendano verso nord fino a Sparta. I turisti vengono condotti in barca lungo il fiume sotterraneo, attraverso strette gallerie e caverne immense e piene di una miriade di stalattiti e stalagmiti. Più a sud, si attraversa un paesaggio montuoso e brullo, inframmezzato da qualche villaggio deserto su cui svettano le possenti torri. Váthia, il più suggestivo di tutti i caratteristici abitati di questa regione, è formato da un gruppo di case-torre arroccate l'una sull'altra in cima a uno sperone roccioso.

Isola di Gavdos Isola di Gavdos

Situata nel lontano Mar Libico a sud di Creta, l'isola di Gavdos è la località più meridionale d'Europa. Si dice che qui la ninfa Calipso abbia tenuto prigioniero Odisseo, di ritorno dalla guerra di Troia. L'isola, con i suoi tre piccoli villaggi e le belle spiagge, è perfetta per chi adora la solitudine. Non ci sono alberghi, ma parecchie persone del posto affittano le camere e il campeggio libero è tollerato. I pescatori possono accompagnare i turisti alla remota isola disabitata di Gavdopoula.

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