Nonostante le repressioni subite in anni e anni di dominazione spagnola e di quasi-dominazione americana, nel cuore degli abitanti di Guam batte ancora un cuore chamorro. I recenti tentativi di far rivivere il dialetto locale di quest'antica civiltà non sono stati coronati da grande successo e ormai solo le persone molto anziane usano il chamorro come prima lingua. I chamorro costituiscono attualmente meno della metà della popolazione, ma la vita politica e sociale dell'isola è ancora in mano loro; il cristianesimo, soprattutto il cattolicesimo, è la religione di gran lunga dominante nell'isola, seguita da quella battista, dagli avventisti del settimo giorno, dai santi dell'ultimo giorno e dagli episcopali; sono presenti inoltre gruppi limitati di testimoni di Jeova, di ebrei, di buddhisti e di musulmani.
Nel costante sforzo di riaffermare le proprie origini la popolazione chamorro sta facendo pressioni perché vengano restituiti a tutti i villaggi di Guam i nomi pre-ispanici; in quest'ottica la capitale ha recentemente sostituito il nome di Agaña in quello antico di Hagatña e gli altri centri abitati dell'isola seguiranno presto il suo esempio.
A parte i fast-food, la cucina di Guam è frutto di una ricca commistione di piatti spagnoli, filippini e di quelli tipici delle isole del Pacifico. Tra le specialità locali ricordiamo il maiale intero arrosto, frutti tropicali, yam, granchi al cocco, riso rosso cucinato con semi di achiote e praticamente qualsiasi cosa si possa cuocere alla griglia. Per trasformare una pietanza in un tipico piatto chamorro, richiedete la finadene, una salsa piccante zeppa di peperoncino rosso, soia, sugo di limone e cipolla.
Cerca nel web per avere maggiori informazioni circa Guam