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Oggi Honolulu è abitata da gente proveniente da tutto il Pacifico, e non ha una maggioranza etnica; è inoltre il centro economico, culturale e politico dell'arcipelago, e una delle principali destinazioni turistiche del mondo.

Storia Moderna

La guerra ispano-americana del 1898 e l'acquisizione delle Filippine segnò l'arrivo dell'espansionismo americano nel Pacifico. Di lì a breve, le Hawaii furono annesse agli USA dal Congresso e nel 1900 il presidente americano McKinley nominò Sanford Dole primo governatore del Territorio delle Hawaii. Poco dopo l'annessione, la marina statunitense stabilì un enorme quartier generale a Pearl Harbor e nel centro di Oahu costruì Schofield Barracks, la più grande base americana del mondo. L'industria militare divenne presto il settore principale dell'economia dell'isola.

Il 7 dicembre 1941 i giapponesi bombardarono di sorpresa Pearl Harbor, affondando o danneggiando gravemente 21 navi, uccidendo più di 2300 persone e catapultando gli USA nel secondo conflitto mondiale. Dopo l'attacco le Hawaii furono poste sotto legge marziale e Oahu assunse l'aspetto di un accampamento militare. Già pesantemente militarizzati, vasti tratti di territorio furono consegnati all'esercito per aprirvi basi militari, campi di addestramento e di esercitazione. Molti territori non sono ancora stati restituiti.

Il 21 agosto 1959, dopo 61 anni di stato territoriale, e in seguito a un plebiscito, tuttora contestato, in cui il 90% degli hawaiani votava a favore, le Hawaii divennero il 50° stato degli USA, con Honolulu come capitale.

Stroria ante 20mo Secolo

Quando i primi europei posero gli occhi sull'arcipelago, le isole hawaiane erano sotto il controllo di un pugno di regni che si contendevano la supremazia. Uno di loro era Kamehameha il Grande, re dell'isola di Hawaii. Nel 1795 Kamehameha invase Maui e Molokai, le conquistò e attraversò il canale raggiungendo Oahu. Sbarcato con la sua flotta di canoe sulle spiagge tranquille di Waikiki, marciò verso la dimora del re di Oahu. Al comando di Kamehameha un manipolo di tiratori scelti occidentali uccise i generali nemici travolgendone le difese sulle alture. La conquista di Ohau da parte di Kamehameha segnò l'inizio del regno unito delle Hawaii.

Con l'arrivo delle navi straniere, il porto di Honolulu divenne un nodo importante nei traffici commerciali fra il Nord America e l'Asia. Nel 1809 Kamehameha trasferì la corte da Waikiki all'odierna area di Honolulu Harbor, che all'epoca era un villaggio di quasi 1800 abitanti. Impegnato a tenere d'occhio i traffici in entrata e in uscita dal porto, Kamehameha trasformò Honolulu nel fulcro commerciale delle Hawaii.

Intorno al 1820 le baleniere che solcavano il Pacifico iniziarono ad approdare a Honolulu per far rifornimento di viveri, alcol e donne: per soddisfare le loro richieste, intorno al porto spuntarono taverne e bordelli. Con grande disappunto dei cacciatori di balene, al loro arrivo seguì ben presto quello dei missionari cristiani, che si conquistarono l'amicizia dei reali hawaiani facendo rapidamente proseliti. Guarita da una grave malattia grazie alle cure di Sybil Bingham, moglie di un missionario, la regina Kaahumanu mostrò la propria gratitudine facendo approvare una legge che proibiva il lavoro e i viaggi durante le festività.

Col tempo, l'influenza dei missionari sui sovrani hawaiani si accrebbe, concretizzandosi in leggi più efficaci contro l'alcolismo e la prostituzione. Verso la metà del 1800, all'apice dei traffici delle baleniere, quasi tutte le navi avevano abbandonato Honolulu, preferendo attraccare nel porto di Lahaina, a Maui, dove la vita era meno irreprensibile. Tornato nelle mani dei missionari, il centro di Honolulu divenne presto il quartier generale delle compagnie emergenti, che avrebbero assunto il controllo del commercio hawaiano. Non a caso, i nomi dei membri delle società - Alexander, Baldwin, Cooke e Dole - sembrano presi dalle liste degli equipaggi delle prime navi missionarie.

Nel 1845 l'ultimo figlio di Kamehameha il Grande, Kamehameha III, trasferì la capitale del Regno delle Hawaii da Maui a Honolulu, dove emanò la prima legislazione nazionale, instaurò la prima corte suprema e promulgò il Great Mahele, una legge che garantiva la libertà religiosa e il diritto di voto a tutti i cittadini maschi. Al censimento del 1853 Honolulu contava 11.450 residenti, ossia un abbondante 15% della popolazione totale del regno.

Nei decenni seguenti, Honolulu iniziò ad assumere un aspetto moderno grazie alla costruzione di sontuosi edifici nel centro cittadino, fra cui la St Andrew's Cathedral, 'Iolani Palace e l'edificio della corte suprema, Aliiolani Hale. Entro la metà del XIX secolo, Honolulu ospitava una grossa comunità di stranieri composta principalmente da americani e britannici, che rilevarono gradualmente tutte le attività commerciali un tempo di proprietà degli autoctoni.

Il re David Kalakaua, che regnò dal 1874 al 1891, fu l'ultimo sovrano delle Hawaii e un grande promotore della cultura hawaiana. Reintrodusse l'hula, annullando decenni di repressione missionaria di questa 'danza pagana', e compose l'inno nazionale, Hawaii Ponoi, che ora è l'inno dello stato. Molti bianchi influenti però ritenevano il re solo un dissipatore troppo amante delle feste e dei luau pubblici. La sua popolarità cominciò a declinare a causa dei debiti contratti con i magnati dello zucchero, diventato ormai il settore portante dell'economia delle isole. Nel 1887 fondarono l'Hawaiian League allestendo un vero e proprio esercito, pronto a detronizzare il sovrano.

Nel gennaio 1893 la sorella di Kalakaua e sua erede al trono, la regina Liliuokalani, stava per proclamare una nuova costituzione che rafforzava il potere del sovrano, quando un gruppo di uomini d'affari statunitensi armati occupò la corte e dichiarò la caduta della monarchia. Fu instaurato un governo provvisorio, guidato da Sanford Dole, il figlio di uno dei primi missionari, e si rivolsero immediatamente a Washington chiedendo l'annessione; lo stesso fece la regina, chiedendo la restaurazione della monarchia. Il presidente democratico Grover Cleveland ordinò che la bandiera degli USA fosse ammainata e la regina riportata sul trono, ma il governo provvisorio fece finta di niente sostenendo che Cleveland si stava immischiando in affari 'hawaiani'.

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