è necessario il visto d'ingresso, sia per turismo sia per affari, che pu ò essere unicamente rilasciato dagli uffici diplomatico/consolari del Paese presenti in Italia. Le autorit à indiane non rilasciano visti all'arrivo in aeroporto. Il visto va richiesto all'Ambasciata d'India a Roma o al Consolato Generale indiano a Milano. Per il rilascio del visto è necessario: il passaporto con validit à minima residua di almeno sei mesi o pi ù lunga secondo la durata del viaggio, che abbia pagine libere per apporre il visto e due foto formato tessera. Il visto per turismo viene concesso per un periodo massimo di 6 mesi e costa 50 Euro. Il visto per affari viene concesso per un periodo massimo di un anno e costa 80 Euro. Il visto della durata di cinque anni, concesso occasionalmente, costa 160 Euro. Il visto di transito viene concesso per un periodo massimo di 3 giorni e costa 12 Euro. L'estensione del visto turistico in loco è molto difficile. Il rilascio del visto turistico all'arrivo in aeroporto non è possibile. Nel caso di voli in transito per l'India per destinazioni quali il Nepal, le Maldive o lo Sri Lanka, si consiglia di munirsi di un visto di transito per l'India, in assenza del quale non è possibile lasciare la zona aeroportuale in caso ad esempio di ritardi nelle coincidenze. Con l'intento di prevenire qualsiasi traffico illegale di stupefacenti, sono stati rafforzati i controlli doganali al momento della partenza. Per ulteriori informazioni si consiglia di consultare il seguente sito web: www.ieport.com.
Timezonecinque ore e mezzo avanti rispetto al meridiano di Greenwich230-240V, 50 HZ
sistema metrico decimale; in alcuni settori commerciali viene ancora utilizzato il sistema britannico
2 milioni di visitatori l'anno
Se soggiornate in un albergo economico, viaggiate sempre in seconda classe e imparate a vivere di 'dhal' e riso, potete vedere l'India con soli US$10 al giorno. Se preferite qualche comodit à in pi ù, come una semplice camera con bagno, una dieta eterogenea e qualche viaggio in treno in prima classe sui tragitti pi ù lunghi, potete prevedere di spendere US$20-25 al giorno. Soggiornare in alberghi di categoria media, mangiare in ristoranti decorosi e noleggiare di quando in quando un'auto con autista vi coster à circa US$30-35 al giorno. Se non avete intenzione di spingervi oltre una ex residenza di 'maharaja' o un albergo internazionale a cinque stelle, calcolate di spendere la stessa cifra che spendereste viaggiando comodamente in un paese occidentale.
Non è consentito introdurre valuta indiana dall'estero n É esportarla quando si lascia il paese. La rupia si pu ò cambiare ovunque, quindi non esiste un gran mercato nero; sarete comunque costantemente perseguitati da offerte di 'cambiare soldi'. Nelle citt à si possono cambiare tutte le principali monete estere e travellers' cheque, ma se vi limitate a dollari statunitensi e sterline inglesi e a travellers' cheque Thomas Cook o American Express, avrete un maggior numero di opzioni e vi risparmierete impicci. Infatti è consigliabile portare con s É travellers' cheque di un paio di banche diverse in valute diverse, dal momento che alcune agenzie di alcune banche hanno particolari idiosincrasie e magari non accettano il tale travellers' cheque in sterline o il talaltro in dollari.
Al momento di cambiare i soldi in banca dovrete avere pazienza da certosini e competenza da ragionieri, soprattutto nei centri pi ù piccoli. Il segreto sta nel cambiare grandi quantit à di denaro il pi ù raramente possibile e preferibilmente nelle grandi banche delle principali citt à. Quando cambiate denaro in banca o presso un cambiavalute autorizzato, dovreste ricevere un certificato di avvenuto incasso. In alcuni alberghi dovrete mostrarlo, prima di effettuare il pagamento in rupie indiane. Se restate in India per pi ù di quattro mesi vi conviene conservare un po' di questi certificati per ottenere l'esenzione dall'imposta sul reddito.
Le carte di credito sono generalmente accettate nelle citt à, in particolare American Express, Diners Club, MasterCard e Visa e si possono utilizzare anche per prelevare contanti (in rupie). La banca di Baroda sembra essere la pi ù efficiente nel trattare questo genere di transazioni.
Le banconote indiane restano in corso molto pi ù a lungo che in Occidente e soprattutto i tagli pi ù piccoli diventano molto malridotti. A volte pu ò succedere che, quando cercate di pagare con una banconota strappata o sudicia, questa venga rifiutata. Potete cambiare le vecchie banconote con le nuove presso la maggior parte delle banche, oppure conservarle e usarle creativamente come mance. Non lasciatevi rifilare banconote sbrindellate come resto nei negozi: limitatevi a darle indietro e in genere ve ne daranno altre in uno stato leggermente pi ù accettabile.
Dare le mance è un'abitudine pressoch É sconosciuta in India, se non nei locali pi ù sfarzosi delle grandi citt à. Invece il 'baksheesh', termine che va ben al di l à della semplice mancia, è diffusissimo. La 'mancia' in India non è tanto una ricompensa per un buon servizio ottenuto, quanto un sistema per ottenerlo. Il baksheesh giudizioso apre le porte chiuse, trova lettere perdute e realizza una serie di altri piccoli miracoli. Negli alberghi e ristoranti turistici spesso viene aggiunto al conto un 10% per il servizio. Nei posti pi ù piccoli, in cui la mancia è facoltativa, potete lasciare qualche rupia senza preoccuparvi di calcolare una percentuale sul conto.
In India i fattori climatici sono talmente diversificati che è impossibile scegliere un periodo meteorologicamente migliore di altri per il viaggio, ma, in linea di massima, in buona parte del paese, i mesi pi ù piacevoli sono quelli che vanno da ottobre a marzo. Nell'estremo sud i monsoni fanno s ì che, tendenzialmente, il periodo migliore vada da gennaio a settembre, mentre il Sikkim e l'India nordorientale sono pi ù appetibili da marzo ad agosto e il Kashmir e le regioni montagnose dell'Himachal Pradesh sono pi ù praticabili tra maggio e settembre. I deserti del Rajasthan e la regione himalayana nordoccidentale offrono il meglio di s É nella stagione dei monsoni.
La stagione del trekking nell'Himalaya indiano dura pressappoco da aprile a novembre, anche se varia molto a seconda del percorso, dell'altitudine e della regione. La stagione sciistica è da gennaio a marzo. Le date delle feste particolari che possono aiutarvi a scegliere il periodo del viaggio sono elencate nel paragrafo 'Feste e manifestazioni'.
Le festivit à in India sono numerosissime, e molte di esse sono cos ì spettacolari che sarebbe una follia perderle. Si comincia il 26 gennaio con la festa laica del Republic Day a Delhi: qui vedrete elefanti, una processione, parate militari e principesco splendore indiano in abbondanza. A febbraio, Holi è una delle feste hindu pi ù vivaci del nord dell'India: segna la fine dell'inverno e consiste essenzialmente nel gettare acqua colorata e polvere rossa sul maggior numero di persone possibile in un giorno.
La festa sciita Muharram, che dura 10 giorni, commemora il martirio del nipote di Maometto con una grandiosa parata, durante la quale i devoti penitenti si autoflagellano in preda a religioso fervore. Il posto migliore per assistervi è Lucknow, la principale citt à indiana sciita; per i prossimi due o tre anni si celebrer à in aprile/maggio. La grande festa di Kumbh Mela commemora un'antica battaglia tra dei e demoni per il possesso di un vaso (kumbh). Durante questa battaglia, dal vaso caddero quattro gocce di nettare che finirono su Allahabad, Haridwar, Nasik e Ujjain. Si tiene ogni tre anni e a rotazione in una delle quattro citt à, l'ultima volta si è svolta a Haridwar dal 1 ° febbraio all'11 maggio 1998.
La grande parata del carro Rath Yatra non è un rally, ma uno spettacolo cui si assiste a Puri in maggio/giugno: il gigantesco carro-tempio del dio Jagannath fa il suo viaggio annuale, trainato da migliaia di devoti ferventi. Uno dei grandi eventi dell'anno nel Kerala è la Nehru Cup Snake Boat Races, una gara di imbarcazioni che ha luogo il secondo sabato di agosto sulle acque stagnanti di Alappuzha (Alleppey).
La festa di Ganesh Chaturthi, in agosto/settembre, è dedicata al popolare dio Ganesh dalla testa di elefante. Viene celebrata un po' dappertutto, ma con particolare entusiasmo a Maharashtra. Vengono eretti santuari, fatti esplodere petardi, idoli di creta vengono immersi nei fiumi o nel mare e tutti cercano di non guardare la luna poich É si ritiene che porti sfortuna. A settembre/ottobre è tempo di incamminarsi verso le colline per assistere al delizioso Festival of the Gods nel Kullu, che fa parte del Dussehra Festival, particolarmente spettacolare a Mysore e Ahmedabad.
A novembre ha luogo la variopinta e grande Camel Festival a Pushkar nel Rajasthan. Diwali (o Deepavali) è la festa pi ù allegra del calendario hindu e le celebrazioni, sempre a novembre, durano 5 giorni. Dolci, lampade a olio e mortaretti sono i protagonisti di questi riti in onore di diverse divinit à. Sar à forse una scena fin troppo conosciuta, ma l'unico posto in cui vale la pena trovarsi a Natale è una spiaggia di Goa.
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