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Storia Recente

Negli ultimi anni il turismo organizzato ha costituito l'attività economica prevalente dell'isola. Molti stranieri (a volte in vere e proprie "invasioni") hanno fatto delle isole la meta prediletta per il loro soggiorno, soprattutto a Corfù, Zacinto, Cefalonia e, in misura minore, a Lefkáda.

Storia Moderna

Corfù e Kefaloniá furono invase dalle truppe italiane durante la seconda guerra mondiale, in ossequio al grandioso piano che Mussolini aveva concepito per riportare in vita il possente impero romano. Quando l’Italia si arrese agli alleati nel 1943, i tedeschi massacrarono le migliaia di soldati italiani che occupavano le isole e inviarono circa 5000 abitanti ebrei di Corfù ad Auschwitz.

L’arcipelago venne in seguito colpito dal terremoto che devastò Lefkáda nel 1948 e Kefaloniá, Itháki e Zacinto nel 1953: i danni furono talmente ingenti da rendere impossibile una ricostruzione e gli isolani vennero incoraggiati a emigrare, soprattutto in Australia.

Stroria ante 20mo Secolo

Ai bei tempi in cui gli dei e le dee della Grecia se ne andavano a spasso sulla terra, la splendida fanciulla Io fu trasformata in una bianca giovenca dal suo amante Zeus. Il civettuolo animale attraversò lo Ionio con la moglie di Zeus, Hera, alle calcagna e da tale fuga prese appunto il nome questo braccio del Mediterraneo.

Omero era probabilmente più vicino alla realtà quando scrisse che il regno di Odisseo (Ulisse) era formato dalle isole di Itháki, Kefaloniá, Zacinto e Lefkáda. Il leggendario eroe omerico lasciò la sua amata casa di Itháki per combattere nella guerra di Troia, per cui l’isola è diventata il simbolo del termine di un lungo viaggio. Omero scrisse inoltre che le Isole Ionie erano molto importanti in epoca micenea; i reperti archeologici che risalgono a tale periodo, però, sono rappresentati soltanto da un paio di tombe, ma nessun magnifico palazzo e nemmeno un umile villaggio sono finora emersi dalle profondità della terra. Tuttavia, dato che i terremoti sono stati un problema costante per la popolazione di queste isole, non è detto che sotto le fondamenta degli odierni centri abitati non si nasconda qualche sorpresa.

Quel che è certo, è il fatto che le Isole Ionie sono state soggette a numerosi dominatori stranieri. Nell’VIII secolo a.C. l’arcipelago era governato dalla potente città-stato di Corinto, che lo considerava una base importante sulla rotta verso la Sicilia e l’Italia. Un secolo dopo Corfù era ormai abbastanza forte da organizzare una rivolta contro i corinti, ma la successiva guerra del Peloponneso (431-404 a.C.) lasciò l’isola spopolata e impoverita.

Alla fine del III secolo a.C. le Isole Ionie erano diventate romane e in seguito entrarono a far parte dell’impero romano d’Oriente, cadendo in mano ai bizantini. Durante il dominio di Bisanzio la vita non fu certo stabile nelle zone più periferiche dell'impero, e le nostre isole subirono ripetuti attacchi da parte dei vandali, dei goti, dei saraceni e dei normanni di passaggio.

Fu poi la volta di Venezia, che fece piazza pulita delle insistenti pretese dei normanni e degli Angioini sull’arcipelago per i quattro secoli seguenti. Se si eccettua Lefkáda, governata dai turchi per duecento anni, le Isole Ionie furono l’unica parte della Grecia a sfuggire al giogo dell’impero ottomano. Venezia sfruttò il vino, la frutta, la seta e il cotone dell’arcipelago, trasformandone le città di Corfù, Argostoli, Lefkáda e Zacinto grazie all’originale bellezza dell’architettura veneziana. I veneziani, inoltre, introdussero nelle isole gli olivi, soprattutto su Corfù e Paxí.

Nel 1350 Venezia era l’indiscussa potenza marinara del Mediterraneo, ma nel 1716 le Isole Ionie erano rimaste i suoi unici possedimenti d’oltremare. Venezia fu infine conquistata da Napoleone nel 1797 e le isole furono annesse alla Francia. Nel 1815, quando la stella del piccolo generale era ormai tramontata, le Ionie divennero un protettorato inglese sotto la giurisdizione di successivi Alti Commissari.

Gli inglesi, com’erano soliti fare nei loro domini, dotarono l’arcipelago di strade e ponti, scuole e ospedali, ma esercitarono una forma di governo oppressiva che stimolò negli isolani il desiderio dell’unione politica con la Grecia, destinato a realizzarsi nel 1864. Oggi le isole celebrano il loro Anniversario dell’Unificazione il 21 maggio.

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