Con un'area di 2,7 milioni di kmq, il Kazakistan è il nono paese al mondo per superficie. Le sue dimensioni corrispondono più o meno a quelle dell'Europa occidentale e a metà del territorio degli Stati Uniti. Confina con la Russia a nord, con il Mar Caspio a ovest, con il Turkmenistan, l'Uzbekistan e il Kirghizistan a sud e con la Cina a est. Il territorio è quasi tutto arido e pianeggiante, se si escludono le zone montuose al confine orientale e sud orientale, che si estendono lungo l'estremità settentrionale della vasta catena del Tian Shan. Il monte Khan Tengri, con i suoi 6995 m di altitudine, si trova al confine con il Kirghizisan ed è la vetta più alta del paese. Il Lago Balqash nella zona centro-orientale del paese è molto grande, ma le sue acque non sono profonde e la sua parte orientale ha acqua salata mentre la parte occidentale ha acqua dolce. Il sottosuolo del Kazakistan è ricco di ferro, carbone, petrolio, gas, piombo, bismuto, cadmio e tallio (gli ultimi tre sono essenziali per l'elettronica). Tutti questi minerali, tra le poche risorse interessanti, hanno attirato consistenti, se non equivoci, investimenti esteri nel paese.
In superficie il territorio del Kazakistan è stato danneggiato brutalmente dai piani sovietici, che lo hanno inquinato, spogliato e prosciugato. Negli anni '60 il paese venne destinato alla coltivazione estensiva del grano e fu proprio questo progetto a causare una serie di disastri ecologici. Il corso dei fiumi Syr-Darya e Amu-Darya, affluenti del Lago d'Aral, venne deviato per l'irrigazione dei campi, e di conseguenza le acque del lago si abbassarono notevolmente. Il porto di Aralsk si ritrovò lontano dal lago e la cittadina si spopolò. I pesci morirono a causa dell'aumento della quantità di sale nell'acqua, le piogge scomparvero, la sabbia, il sale e la polvere si alzarono provocando tempeste di centinaia di chilometri. Gli uccelli e gli animali lasciarono il delta del fiume. I residui chimici dell'agricoltura, intanto, si infiltravano nei fiumi e raggiungevano le acque potabili del Kazakistan, mentre la steppa kazaka si consumava e diventava arida e salinizzata a causa dell'eccessivo sfruttamento agricolo. Come se questo non fosse abbastanza, Mosca si servì della zona tra Semey e Pavlodar per le sperimentazioni delle armi nucleari tra il 1949 e il 1989. Circa 40 milioni di persone sono state colpite dalle radiazioni.
Sembra incredibile, ma nonostante tutto questo ci sono ancora delle buone possibilità, una volta usciti dalle zone morte, di vedere piante e animali interessanti. Intanto ci sono milioni di corvi che vivono nelle cittadine e la Cannabis indica cresce folta ai bordi delle strade. Sulle montagne del Kazakistan si possono inoltre vedere antilopi, orsi bruni, cinghiali, linci e aquile, mentre potrebbe essere un po' più difficile vedere il timido leopardo delle nevi. I papaveri e i tulipani crescono spontaneamente nelle steppe erbose, frequentate da caprioli, lupi, volpi e tassi.
Le estati sono caldissime e le temperature diurne nel deserto arrivano fino ai 40°C, ma spesso di notte si abbassano anche di 20°C. La neve comincia a cadere verso la metà di novembre e i passi di montagna sono innevati fino alla metà di aprile e a volte fino a maggio. Gli inverni sono molto freddi, anche nel deserto. Le precipitazioni annuali vanno da meno di 100 mm nel deserto a 1500 mm sulle montagne. Molta della pioggia estiva che cade sulla steppa arriva sotto forma di violenti temporali e spesso causa inondazioni.
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