Il nome più importante nella storia culturale del Kazakistan è Abay Qunanbaev, un poeta e letterato del XIX secolo che lanciò il kazako come lingua letteraria e tradusse alcune opere russe in questa lingua. Prima di Abay la letteratura kazaka consisteva principalmente in lunghi poemi orali. Le recite dei bardi (aqin) e le loro dispute conosciute con il nome di aity sono ancora oggi importanti e popolari. I tessuti più notevoli vengono fabbricati nel nord-est del paese, nella regione dei 'quattro angoli', tra Kazakistan, Russia, Cina e Mongolia. Le varie influenze sono visibili soprattutto negli arazzi, ineguagliabili per i loro colori brillanti e per gli intricati disegni geometrici.
Sebbene i kazaki siano musulmani (sunniti), essi non hanno alcuna tendenza all'integralismo, e l'Islam non rappresenta una forza politica. Questo perché il Kazakistan è situato ai limiti del mondo musulmano e il tradizionale stile di vita nomade non si addice all'autorità religiosa centrale. Le donne kazake appaiono le più emancipate dell'Asia centrale, nonostante la pratica ancora utilizzata dagli uomini di rapirle (a volte con qualche collutazione), lasciando ai genitori la sola possibilità di contrattare il prezzo della sposa.
Molti kazaki vivono ancora in maniera semi-nomade spostandosi tutti gli anni dagli allevamenti collettivi ai pascoli estivi con greggi, mandrie e iurte. La loro dimestichezza con i cavalli è evidenziata dagli sport come il kökpar, un antesignano del polo, selvaggio e aperto a tutti (in cui una carcassa di capra senza testa viene usata al posto della palla) e il qyz quu, un inseguimento a cavallo tra ragazzo e ragazza, durante il quale entrambi cavalcano come pazzi: se il ragazzo prende la ragazza può baciarla, se invece è la ragazza a prendere il ragazzo può picchiarlo con il suo frustino.
La cucina kazaka è piuttosto simile a quella del Medio Oriente e a quella mediterranea per l'uso del riso, dei condimenti saporiti, di verdure e legumi, yogurt e carni grigliate. Altri piatti derivano dalla dieta povera dei nomadi, che include principalmente montone (anche le interiora), latticini e pane; nelle città settentrionali invece, largamente popolate da russi, la cucina dominante è proprio quella russa. Nel Kazakistan rurale si prepara un buon qazy, salsiccia di carne di cavallo affumicata che a volte viene servita a fette accompagnata da taglierini freddi. Se questo piatto vi sembra un po' troppo pesante potete provare il plov (pilaf) dolce, preparato con albicocche essiccate, uva sultanina e prugne o mele del Kazakistan, famose in tutta l'Asia centrale (Alma-ata significa letteralmente 'padre delle mele').
Il kazako è una lingua turca che utilizza un alfabeto cirillico di 42 caratteri. Molte persone in Kazakistan parlano bene anche il russo, per cui il kazako è la lingua ufficiale, mentre il russo è la lingua delle 'comunicazioni inter-etniche'.
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