Il Kiribati non offre molto per quanto riguarda le attività organizzate, quindi la soluzione migliore è attrezzarsi in anticipo per le immersioni o la pesca. La visibilità subacquea è generalmente ottima e la fauna marina molto ricca, sia che vogliate ammirarla attraverso una maschera da sub sia che preferiate vederla abboccare all'amo. Ci sono diverse agenzie che noleggiano l'equipaggiamento e le imbarcazioni. Una importante ha sede a South Tarawa. Sembra che l'isola di Tabuaeran offra fantastiche opportunità per il surf.
ButaritariButaritari è un'isola umida e verdeggiante, dove si registrano circa 4 m di pioggia l'anno. Il suo nome si può tradurre approssimativamente con 'profumo del mare'. È situata nelle Isole Gilbert settentrionali, dunque appena sopra la linea dell'Equatore, nel Pacifico del nord. Definita 'la terra che il tempo raccolse ma poi lasciò cadere', Butaritari non è lontana da Tarawa, ma sembra tutto un altro mondo. Una delle principali caratteristiche dell'isola è il frutto dell'albero del pane, che si consuma fritto ed è di una varietà diversa da quella che si trova nel resto del Kiribati. Attraversando un bellissimo passaggio nella barriera corallina si può raggiungere in canoa la vicina isola di Makin. Butaritari è disseminata di residuati bellici, tra cui alcuni velivoli abbattuti. L'isola fu infatti teatro di aspri scontri nel 1942, quando un gruppo di marines americani sgusciò dietro le linee giapponesi lanciando un finto attacco allo scopo di distogliere l'attenzione dal fronte principale delle Isole Salomone. In seguito Hollywood immortalò l'operazione in un film intitolato Gung Ho, interpretato da Ronald Reagan e che poco aveva a che fare con i fatti reali. Il villaggio principale, nonché il quarto centro più grande di Kiribati, è Butaritari, con una popolazione di 3.500 abitanti. L'isola di Butaritari si trova approssimativamente 100 km a nord-ovest di Tarawa ed è raggiungibile in nave da Betio o Tarawa, oppure in aereo soltanto dalla capitale.
TarawaTarawa non è un'unica isola, ma un gruppo di isole circondate da un atollo corallino; a parte la zona meridionale, dove le isolette sono collegate da strade rialzate, è necessario spostarsi in barca per visitare i principali siti d'interesse. L'aeroporto internazionale si trova a Bonriki, nell'angolo sud-orientale che ospita anche il nuovo ospedale e vivai di pesci. Gli uffici governativi, il palazzo del parlamento, l'ufficio e la residenza del presidente, la posta centrale, la banca, la biblioteca e gli archivi e molti altri edifici pubblici, tra cui l'Air Kiribati Travel Agency si trovano tutti sull'isola di Bairiki. Sull'isola di Betio, probabilmente la più popolata del Kiribati, si trovano il porto, il cantiere navale e la principale centrale elettrica. Sull'isola è presente la prigione. Betio possiede anche numerosi cimeli di guerra, frutto dei feroci combattimenti del novembre del 1943. Sull'isola di Ambo c'è un campo da golf di sabbia. Tarawa è una delle località più popolose del Pacifico, con una densità di abitanti paragonabile a quella di Hong Kong.
TabiteueaSbagliate se pensate che le Crociate siano soltanto un ricordo dell'XI secolo e riguardino esclusivamente la Terrasanta. Intorno al 1880 un'armata di cristiani guidata da pastori hawaiani si spostò verso sud 'nel nome della Bibbia' e uccise circa 1000 non credenti (impadronendosi anche di diverse terre). Il nome 'Tabiteuea' significa 'i capi sono proibiti'; la società delle isole è infatti egualitaria e non ha un'aristocrazia. Tabiteuea è la più grande e più densamente popolata delle isole esterne. Alcune zone di Tabiteuea South sono tra le più belle del Kiribati. Gli abitanti dell'isola sono fortemente legati alla cultura tradizionale, pertanto la danza, il canto e la magia conservano un ruolo importante nella loro vita. A Tabiteuea non vi sono strutture turistiche, ma se non si sa dove dormire si può contattare la missione cattolica. L'isola si trova a circa 400 km da Tarawa ed è raggiungibile dalla capitale con un volo dell'Air Kiribati, oppure con un'imbarcazione della Kiribati Shipping Corporation.
AbemamaLo scrittore Robert Louis Stevenson giunse ad Abemama nel 1889. Sua moglie disegnò una bandiera per l'isola (sulla quale era raffigurato anche uno squalo con una corona in testa) che, comprensibilmente, non venne mai adottata. Gli inglesi misero il Regno di Abemama sotto la loro protezione nel 1892 e dichiararono l'isola Colonia della Corona nel 1911. Dopo la guerra, Abemama fu quasi scelta come capitale, ma Tarawa alla fine la spuntò perché più facilmente raggiungibile attraverso la circostante barriera corallina. Sull'isola si trovano ancora relitti di guerra e vi sono molti villaggi che vale la pena di visitare, sebbene nessuno possieda strutture di accoglienza per i turisti. Ad Abemama vive una singolare specie di rana 'abbaiante', minuscola e di colore giallo, molto probabilmente introdotta da Tuvalu per tenere sotto controllo la popolazione di zanzare. Abemama si trova circa 80 km a sud-ovest di Tarawa e si può raggiungere in aereo o in nave dalla capitale.
TabuaeranQuest'isola era disabitata quando gli europei la videro per la prima volta, ma gli archeologi hanno trovato tracce della permanenza di una popolazione 'locale' (probabilmente proveniente dalle Tonga) risalenti a un periodo precedente l'arrivo degli europei. Durante il XIX secolo la Fanning Island Plantations Ltd Company decise che l'isola era di sua proprietà e iniziò a sfruttarne le piantagioni di cocco per produrre la copra. Oggi Tabuaeran è abitata da una piccola e tranquilla comunità di 1900 anime. Lungo gran parte della costa ci si può dedicare al nuoto, allo snorkelling e alle immersioni. Tabuaeran è situata 3130 km a nord-est di Tarawa ed è difficile da raggiungere, a meno che non possediate uno yacht o riusciate a ottenere un passaggio.
Kiritimati (Isola di Natale)L'isola di Kiritimati è il più grande atollo corallino del mondo ed è disseminata di oltre 100 laghi o stagni che offrono nutrimento a un enorme numero di uccelli. Sulla costa orientale vi è una grande baia chiamata Bay of Wrecks ('baia dei relitti'), per via delle numerose navi qui affondate. I villaggi principali sono London, Paris e Banana. Le estese piantagioni di palme da cocco forniscono la materia prima per l'industria della copra, mentre in alcuni dei laghi sono stati creati dei vivai; l'isola ha anche un impianto a energia solare per la produzione del sale e per dissalare l'acqua. A Kiritimati vi sono inoltre strutture per la pesca e un albergo. È opinione comune che le bombe all'idrogeno testate nella zona dalla Gran Bretagna, negli anni '50 e '60, non rappresentino un rischio per la salute. L'isola ha una superficie pari alla metà di quella dell'intero Kiribati ed è possibile che in futuro venga sviluppata come centro economico alternativo a Tarawa, che si trova 3260 km a ovest. Kiritimati è collegata alla capitale da aerei e navi.
Sporadi Equatoriali MeridionaliMalden, Starbuck, Vostok, Caroline e Flint sono basse isole coralline disabitate che hanno una storia comune. Furono scoperte da vari visitatori europei, riscoperte da altri europei, battezzate con nomi differenti per tutto il XIX secolo e quindi sfruttate per l'estrazione di fosfato o coltivate a palma da cocco, alcune con successo altre no. Tutte queste isole, con l'eccezione di Vostok, recano i segni dell'industria mineraria. Le piattaforme con la parte anteriore in pietra e le tombe rinvenute a Malden e Caroline indicano che queste due isole erano un tempo abitate da polinesiani. Negli anni '50 e '60, quando la Gran Bretagna compiva i suoi test nucleari nella zona, i soldati inglesi erano di stanza a Malden. Il mezzo più comodo per raggiungere oggi le isole, che si trovano rispettivamente 3521 km e 4043 km a sud-est di Tarawa, è uno yacht privato.
BanabaBanaba si trova a ovest dell'Arcipelago delle Gilbert e immediatamente a sud dell'Equatore. L'isola è stata quasi completamente deturpata dagli scavi per l'estrazione del fosfato, che hanno lasciato uno strano paesaggio fatto di desolati pinnacoli di corallo che sporgono dalla roccia bianca infuocata e di macchinari arrugginiti. Gli abitanti, 270 nella cittadina di Ooma, vivono in una zona al margine della vegetazione risparmiata dagli scavi. Sono i pochi rimasti nella madrepatria dopo che la maggioranza della popolazione è emigrata sull'isola di Rabi, nelle Fiji (dove ha dovuto acquistare lotti di terreno), alla fine della seconda guerra mondiale. Gli isolani sono ancora molto attaccati alla loro cultura tradizionale e mantengono i legami con i parenti trasferitisi a Rabi. Banaba (640 abitanti nel distretto amministrativo) è una curiosità ecologica, un'isola unica con straordinarie tradizioni devastata dall'industria mineraria; poiché le strutture sono limitate, dovrete ottenere l'autorizzazione del consiglio locale per poterla visitare. Non ci sono servizi passeggeri regolari per l'isola, ma potete provare a chiedere un passaggio a bordo di qualche yacht privato. Banaba si trova 600 km a sud-ovest di Tarawa.
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