Storia

Nel 1606, durante un tumultuoso viaggio nel Pacifico, l'esploratore spagnolo de Quiros giunse a Butaritari, che battezzò Buen Viaje ('buon viaggio'). I reperti archeologici indicano che gli antenati della popolazione raccolta sulla riva a cantare 'Olé olé olé' a de Quiros erano austronesiani, arrivati sulle isole almeno 2000 anni prima. La gente delle Tonga e delle Fiji giunse intorno al XIV secolo d.C. e, all'inizio del XIX secolo, dopo i matrimoni tra i membri dei diversi gruppi la popolazione aveva ormai un aspetto abbastanza omogeneo.
L'8 aprile 1841 si verificò un episodio particolarmente efferato: 80 tra ufficiali e militari della nave americana Peacock si scatenarono nel villaggio di Utiroa, sull'isola di Tabiteuea. Convinti che la gente del luogo avesse ucciso uno dei loro il giorno precedente, per ritorsione, diedero fuoco a 300 abitazioni e lasciarono la casa di riunione della comunità, detta maneaba, 'completamente in cenere'. Il resoconto ufficiale parlò di 12 isolani uccisi, ma il comandante della spedizione punitiva, presumibilmente compiaciuto per quanto aveva fatto, descrisse l'impresa come una 'salutare lezione'. Ciò che il rapporto non dice è se gli isolani abbiano imparato la lezione e iniziato improvvisamente ad apprezzare gli invasori.
Altri europei cominciarono ad arrivare e intorno al 1826 tutte le isole erano ormai segnate sulle loro carte nautiche. Il famoso idrografo russo Krusenstern battezzò le isole Gilbert verso il 1820 e da allora, fino agli anni '70 dell'Ottocento, i balenieri americani e inglesi che cacciavano capodogli furono i visitatori più assidui dell'area. Ci fu anche qualche scambio: alcuni marinai disertarono e trascorsero il resto dei loro giorni danzando sotto le palme da cocco, mentre alcuni isolani abbandonarono la loro terra per una vita di scorbuto e di mal di mare trascorsa a sventrare capodogli in mezzo all'oceano. L'olio di cocco e poi la copra divennero i principali prodotti di scambio e iniziò anche il cosiddetto 'blackbirding', ossia il rapimento di indigeni da destinare al mercato degli schiavi da parte di peruviani, inglesi e australiani. La maggior parte degli isolani rapiti finì a lavorare sulle isole Fiji, Samoa, Hawaii, a Tahiti e in America centrale.
I missionari giunsero intorno al 1850 e iniziarono a salvare le anime della gente delle Gilbert mettendo al bando le loro danze oscene e ordinando loro di smettere di fornicare e di indulgere in altre forme di piacere. Americani e inglesi erano interessati alla regione (il primo missionario, il reverendo Hiram Bingham, era uno yankee), ma nel 1917 l'American Board of Commissioners for Foreign Missions decise per la rinuncia di fronte ai successi ottenuti nelle conversioni dalla London Missionary Society e all'aggressiva politica coloniale della Corona. Nel 1892 gli inglesi proclamarono l'arcipelago protettorato britannico e quattro anni dopo stabilirono il loro quartier generale a Tarawa. Essi aggiunsero Banaba nel 1900, dopo avervi scoperto i giacimenti di fosfato, e iniziarono un'opera di estrazione su vasta scala. Dopo che l'isola fu rovinata (il terriccio locale venne esportato e cosparso sui campi in Australia e Nuova Zelanda), gran parte degli abitanti di Banaba alla fine della seconda guerra mondiale fu trasferita sull'isola di Rabi, nelle Fiji, dove ancora risiedono.
All'inizio del 1916 gli inglesi avevano ormai legittimato la loro appropriazione delle isole Gilbert ed Ellice con un'ordinanza del sovrano fatta sottoscrivere ai capi locali. Altre isole furono poi aggiunte al gruppo, tra cui Teraina, Tabuaeran, Kiritimati (dove il capitano James Cook mangiò il suo pudding il giorno di Natale), l'arcipelago delle Tokelau (che passò alla Nuova Zelanda nel 1925) e Banaba. Le disabitate Isole della Fenice, due delle quali erano amministrate congiuntamente con gli Stati Uniti, furono annesse nel 1937. Alcune isole oggi appartenenti al Kiribati erano nelle mani di compagnie straniere che le sfruttavano per il fosfato o i prodotti delle palme da cocco, ma alla fine furono unite alle altre.
Quando il Giappone iniziò le azioni di guerra nel Pacifico, il Kiribati venne inevitabilmente coinvolto. I giapponesi bombardarono Banaba, quindi sbarcarono a Tarawa e Butaritari poco dopo aver attaccato Pearl Harbour, ma nel novembre del 1943 gli americani li avevano ormai cacciati da gran parte delle isole con una serie di battaglie campali. Quando gli Alleati ripresero Banaba scoprirono che i giapponesi avevano massacrato tutti i lavoratori qui trasferiti, a eccezione di uno, dopo aver ricevuto la notizia della fine della guerra. Un tribunale militare in seguito diede la pena di morte agli ufficiali comandanti. Nel 1957 e nel 1962 l'Inghilterra fece un ulteriore affronto al Kiribati decidendo di far esplodere delle bombe all'idrogeno vicino all'isola di Kiritimati, come parte dei test durante il periodo culminante della Guerra Fredda.
Nel 1963 gli isolani ottennero un ruolo 'consultivo' nel proprio governo e il 12 luglio del 1979 fu loro concessa la piena indipendenza. Due mesi dopo gli americani rinunciarono a tutte le rivendicazioni accampate su 14 delle Sporadi Equatoriali e delle isole della Fenice con il Guano Act del 1856. Nel 1975 la popolazione di Banaba intraprese un'azione legale presso l'Alta Corte di giustizia britannica per ottenere un risarcimento per i danni causati alla loro patria dall'estrazione del fosfato, chiedendo più di sette milioni di sterline per i diritti di sfruttamento arretrati (oltre all'indipendenza dal Kiribati). Ottennero la considerevole cifra di 9,04 milioni di dollari di risarcimento, un seggio assicurato dalla costituzione nella House of Assembly e la restituzione delle terre a coloro che ne erano stati privati dall'industria mineraria; ma non ebbero l'indipendenza.
In questi ultimi anni cinque delle Isole della Fenice sono state destinate allo sviluppo edilizio con una sovvenzione di US$0,4 milioni concessa dall'Asian Development Bank. Gli isolani saranno trasferiti qui dalla sovrappopolata South Tarawa.
A Kiribati l'effetto serra è osservabile a occhio nudo. Qui, come attorno alle altre isole fra Equatore e Tropico del Capricorno, sono installate dal 1992 le stazione del Seaframe (Sea Level Fine Resolution Acoustic Measuring Equipment). Si tratta di un insieme di strumenti con cui gli scienziati australiani misurano venti, livelli del mare, pressione atmosferica e temperatura. Dal 1999 interi atolli di Kiribati sono stati definitivamente ingoiati dal mare e si prevede che per il 2005 il livello delle sue acque possa innalzarsi da 20 a 50 centimetri.

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