i viaggiatori di nazionalità italiana e dei restanti paesi UE, così come i visitatori di molti altri paesi, possono ottenere un visto turistico all'arrivo (direttamente in aeroporto oppure ai posti di confine marittimi e terrestri), che consente una permanenza di 30 giorni. Occorre presentare il passaporto con una validità di almeno sei mesi al momento dell'ingresso nel paese ed è consigliabile avere il biglietto aereo di andata e ritorno o di proseguimento del viaggio o in alternativa la conferma della prenotazione alberghiera.
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Il Kuwait è un paese caro. Calcolate una cifra minima indispensabile di US$65 al giorno, ma vi troverete senz'altro a spendere una somma più elevata; chi desidera qualche comodità in più dovrà mettere in programma circa US$80 al giorno, mentre chi ama il lusso non potrà evitare di spendere da US$175 in su.
Per essere un paese che vanta un sistema finanziario altamente sofisticato, cambiare denaro in Kuwait può rivelarsi un'operazione molto frustrante. Le banche chiedono commissioni eccessive e i cambiavalute spesso rifiutano di cambiare i travellers' cheque. Il lato positivo della faccenda è che le carte di credito sono accettate praticamente ovunque.
Le mance non sono di uso comune, a eccezione dei ristoranti di lusso; tenete comunque presente che nei locali di questo tipo la cifra relativa al servizio indicata sul conto non va nelle tasche dei camerieri, ma alla cassa. La contrattazione non è una pratica diffusa, salvo che nei suq (bazar).
I mesi migliori per visitare il Kuwait sono maggio e ottobre - immediatamente prima o immediatamente dopo la stagione estiva, quando la temperatura rimane a un livello sopportabile.
Poiché durante le festività islamiche praticamente tutto chiude, è importante farsi un'idea dei giorni in cui queste cadono. Il calendario religioso del Kuwait segue quello lunare musulmano e le date corrispondenti del calendario occidentale variano quindi da un anno all'altro. Tra le manifestazioni principali ricordiamo prima di tutto il Ramadan, il mese durante il quale i musulmani sono tenuti a osservare il digiuno dall'alba al tramonto; l'Eid Al-Fitr, i tre giorni di festeggiamenti che celebrano la fine del Ramadan; il Ghadir-é Kom che commemora il giorno in cui il profeta Maometto nominò l'imam Alì suo successore; e il Rabi-ol-Avval, la nascita di Maometto. Il 26 febbraio, Giorno della Liberazione, non è una festività ufficiale, ma tutti sembrano considerarla tale.
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