Storia

I primi abitanti degni di nota di quello che è l'attuale Kirghizistan furono i Saci, una tribù di guerrieri (noti anche come Sciti) che occuparono la zona all'incirca dal VI secolo a.C. al V secolo d.C.. Durante la sua avanzata attraverso l'Asia centrale, nel IV secolo a.C., Alessandro Magno incontrò nei Saci la resistenza più ostinata. Nelle tombe scite presso il Lago Issyk-Kul e in Kazakistan meridionale sono state rinvenute preziose reliquie di bronzo e d'oro.
La regione rimase sotto il controllo di varie alleanze altaiche dal VI al X secolo; all'epoca un considerevole numero di abitanti viveva sulle coste del Lago Issyk-Kul. Nel 751 il Kirghizistan fu teatro di una battaglia cruciale, durante la quale i turchi e i loro alleati arabi e tibetani respinsero dall'Asia centrale un nutrito esercito cinese tang. Probabilmente gli antenati dell'odierno popolo kirghiso vissero nel bacino dello Yenisey superiore, in Siberia, almeno fino al X secolo, quando a causa di incursioni mongole iniziarono a spostarsi più a sud, nel Tian Shan. L'emigrazione venne accelerata dall'ascesa di Gengis Khan, nel XIII secolo. L'odierno Kirghizistan faceva parte dell'eredità del secondo figlio di Gengis Khan, Chagatai.
Nel 1685 la pace fu turbata dall'arrivo degli spietati mongoli oirati dell'impero di Zungaria, che spinsero buona parte dei kirghisi verso sud, nell'attuale Tagikistan. Quando gli oirati furono sconfitti dai manciù (Qing), i kirghisi divennero sudditi de facto dei cinesi, che li lasciarono alle loro tradizioni nomadi. Nel XVIII secolo i tentacoli feudali del khanato Kokand iniziarono ad accerchiarli, ma gli energici kirghisi non smisero di causare problemi dai loro rifugi del Tian Shan. Quando i russi si avvicinarono nel XIX secolo, vari leader delle tribù kirghise siglarono la pace con la Russia o con il khanato Kokand. L'esercito russo conquistò lentamente diverse città del Kokand, ma la sua avanzata culminò nella vittoria di Tashkent del 1865. Gradatamente i kirghisi vennero spostati nelle province russe di Ferghana e Semireche.
A questo punto i nuovi padroni iniziarono a distribuire la terra ai coloni russi, cosa che i kirghizi tollerarono fino al 1916, quando scoppiò una rivolta energicamente sedata dall'esercito russo. Nel 1918 il territorio kirghiso fu assorbito dalla Repubblica Socialista Sovietica Autonoma del Turkestan all'interno della Federazione Russa; nel 1924 venne separato nella Oblast Autonoma dei Kara-Kirghisi e infine nel 1936 divenne una Repubblica Socialista Sovietica a pieno titolo. Molti nomadi furono costretti a prendere dimora fissa con le riforme fondiarie degli anni '20, altri durante la crudele campagna di collettivizzazione degli anni '30.
All'epoca della perestrojka di Mikhail Gorbaciov, nonostante un governo kirghiso conservatore, sorsero diversi gruppi determinati a combattere la disoccupazione e la miseria; alcuni attivisti arrivarono persino ad appropriarsi di appezzamenti di terra vacanti e a costruirvi delle case. La questione della terra e degli alloggi fu in effetti la causa scatenante del più cruento conflitto interetnico dell'Asia centrale, quello tra kirghisi e uzbeki nei dintorni di Osh nel 1990. Alle elezioni del Soviet Supremo kirghiso del febbraio 1990, tenutesi in pieno spirito sovietico, il Partito Comunista Kirghiso ottenne quasi tutti i seggi. Dopo molteplici votazioni si raggiunse il compromesso e venne eletto presidente il fisico Askar Akayev.
Akayev si dimostrò da subito un ostinato riformatore: ristrutturò l'apparato esecutivo per adattarlo al proprio liberismo politico ed economico e intraprese riforme che furono considerate le più radicali tra tutte le repubbliche dell'Asia centrale. Nell'agosto 1991 il Soviet Supremo Kirghiso proclamò con riluttanza l'indipendenza del Kirghizistan. Sei settimane dopo, non essendovi altri candidati, Akayev fu rieletto presidente. Entro la fine del 1991 il Kirghizistan entrò a far parte della Comunità degli Stati Indipendenti. Nel maggio 1993 una nuova costituzione si liberò delle ultime vestigia dell'era sovietica. Nel 1994 Akayev e il suo programma economico ottennero mediante referendum la piena fiducia popolare, riconfermata alle elezioni svoltesi all'inizio del 1995. L'anno seguente il Kirghizistan firmò un accordo di non aggressione con la Russia, la Cina, il Kazakistan e il Tagikistan.
Nel marzo del 1997 il paese ha intensificato il controllo lungo il confine con la Russia per contrastare il traffico di narcotici.
A partire dal 1999, diversi gruppi armati di radicali islamici (provenienti, si presume, dall'Uzbekistan o dal Tagikistan), hanno assaltato accampamenti situati sulle montagne del Kirghizistan, effettuando anche rapimenti.
Nelle elezioni tenutesi il 30 ottobre del 2000, il presidente Askar Akayev è stato rieletto con quasi il 75% dei voti ma il suo successo è stato offuscato dall'accusa di brogli, che non è stata tuttavia accompagnata da prove.
L'anno seguente il Kirghizistan ha dato appoggio logistico all'operazione contro i talebani del vicino Afghanistan e nel 2002 è stata costruita una grande base aerea degli USA nei pressi di Bishkek. I presidenti di Russia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan stanno istituendo un esercito congiunto in grado di contenere l'instabilità che affligge l'Asia Centrale e i paesi del Caucaso.
Nell'aprile 2005, le violente proteste scoppiate nel sud del paese, che denunciavano l'illegalità del parlamento uscente dalle elezioni, hanno toccato anche la capitale Bishkek, dove i rivoltosi hanno occupato i palazzi governativi. L'ex presidente Askar Akayev è fuggito all'estero. Il potere sembra ora essere nelle mani del leader dell'opposizione Bakiev.

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