Storia

Macao prende il nome dal porto di A-Ma-Gau, che a sua volta deriva da A-Ma, dea protettrice dei navigatori. Nel XVI secolo i poteri di A-Ma si erano estesi anche ai navigatori dell 'altra met à del globo, ovvero i celebri esploratori portoghesi che misero piede per la prima volta sul suolo cinese nel 1513, avendo sentito parlare dell ' 'Impero dei Chin ' dagli abitanti dei loro avamposti commerciali in India e Malacca. Intorno al 1550 venne siglato un documento ufficiale che regolamentava gli scambi commerciali tra i due paesi e i portoghesi decisero di insediarsi nella penisola, che aveva spesso offerto loro un ancoraggio sicuro grazie agli approdi e alle isole riparate situati a sud. Le due parti si accordarono per l 'affitto di questi territori e in cambio i portoghesi promisero che avrebbero liberato la zona dalle incursioni dei pirati.
Ben presto il porto inizi ò a prosperare, grazie alla sua posizione strategica a met à strada della redditizia via commerciale che collegava la costa occidentale dell 'India alla Malacca e al Giappone. Ai mercanti cinesi era proibito recarsi all 'estero per fare affari, pena la morte, perci ò approfittarono entusiasticamente dell 'occasione di servirsi dei portoghesi come agenti (a pagamento). La ricchezza prodotta dal monopolio dei portoghesi sui commerci con la Cina e il Giappone serv ì a costruire nella colonia lussuose case in stile europeo e chiese barocche: Macao divenne quindi il fulcro non soltanto del commercio ma anche del cristianesimo nell 'Estremo Oriente, e la Basilica de S ão Paulo costruita dai missionari gesuiti svolse il ruolo di pi ù importante monumento di questa religione in Oriente.
Ma le fortune del Portogallo non si potevano dire altrettanto floride in patria e le ambizioni colonialiste di nazioni come l 'Olanda rappresentavano ormai una minaccia seria, tanto che Macao fu attaccata per due volte dagli olandesi nel 1607 e nel 1627. L 'epoca d 'oro di Macao giunse quindi bruscamente al termine intorno al 1630, quando il Giappone chiuse le proprie frontiere ai mercanti stranieri, gli olandesi si impadronirono con la forza di Malacca, e il porto Guangzhou fu vietato ai portoghesi, e di conseguenza il suo porto un tempo celebre divenne una degradata localit à di provincia.
Le restrizioni che regolavano le attivit à dei residenti non portoghesi furono soppresse alla met à del XVIII secolo e Macao rivisse per qualche tempo i suoi fasti passati quale avamposto cinese dei commercianti europei; tale situazione, per ò, doveva durare soltanto fino al 1841, quando gli inglesi conquistarono Hong Kong. I problemi economici di Macao furono infine risolti con l 'introduzione ufficiale del gioco d 'azzardo negli anni '50 del XIX secolo e con l 'arrivo di successive ondate di rifugiati che fecero lievitare la scarsa popolazione di questa piccola enclave.
Nel XX secolo il Portogallo tent ò pi ù volte di liberarsi della sua colonia in Estremo Oriente ma la Cina non sembrava affatto interessata a prenderne possesso, forse temendo di perdere i vantaggi che le derivavano dagli scambi con l 'estero. Quando nel 1984 Gran Bretagna e Cina siglarono l 'accordo per la riconsegna di Hong Kong, la Cina cerc ò inevitabilmente di portare avanti una politica analoga con il Portogallo. Il patto sino-portoghese venne firmato nel marzo 1987, ma il ritorno della colonia alla Cina il 20 dicembre 1999 non fu caratterizzato dalla situazione di incertezza e panico che visse invece Hong Kong. Infatti, se l 'Hong Kong britannica era stata amministrata secondo una legge coloniale indipendente, Macao era sempre stata vista come un territorio sotto la temporanea gestione del Portogallo, un 'enclave che si ispirava alla Cina e aveva un atteggiamento meno aggressivo rispetto a Hong Kong. Le influenze europee, del resto, non sono mai state diffuse capillarmente a Macao, per cui pochi suoi abitanti parlano portoghese o provano nostalgia nei confronti del loro passato coloniale.
Oggi Macao è una Regione Amministrativa Speciale (SAR) della Repubblica Popolare Cinese. Secondo la formula cinese 'un paese, due sistemi ', l 'ex enclave portoghese conserva un alto grado di autonomia in tutte le questioni amministrative, esclusi la difesa e gli affari esteri, e manterr à le leggi vigenti e l 'attuale sistema economico per un periodo di cinquant 'anni dopo la cessione alla Cina. L 'economia locale continua dunque a basarsi sul gioco d 'azzardo, monopolizzato dal miliardario Stanley Ho sin dall 'inizio degli anni '60. I proventi del gioco d 'azzardo corrispondono a ben il 40% delle entrate del governo, e quest 'attivit à richiama a Macao buona parte dei suoi otto milioni di visitatori annuali. Anche il turismo è un 'importante fonte di reddito, ma insieme ai casin ò è stato messo in crisi nel 1997 e nel 1998 quando i vari gruppi della mafia cinese si sono contesi il ricco bottino dei giocatori cinesi e hanno provocato una diminuzione del 13% del turismo. Dopo la cessione di Macao alla Cina, gli episodi di violenza provocati dalle gang mafiose sono diminuiti, ma resta alta la tensione tra la polizia cinese e i membri della curiosa setta di meditazione Falun Gong. Nel frattempo i gangster continuano a condurre i loro affari, che spaziano dal riciclaggio di denaro sporco, il commercio di armi e le contraffazioni, alla delinquenza organizzata e all 'usura.
Il futuro vedr à probabilmente una Macao pi ù profondamente legata a Hong Kong e all 'entroterra del Guangdong, dal momento che si stanno costruendo numerosi ponti (non solo in senso fisico) e che l 'ex colonia perde rapidamente il suo aspetto provinciale grazie al vasto programma di bonifica dei terreni e al boom dell 'edilizia; senza parlare dei numerosi progetti in corso per attirare investimenti, commerci e turisti. Un ambiziosissimo programma di restauri ha rimesso a nuovo gli edifici storici di Macao, perci ò si spera che il massiccio sviluppo turistico previsto per gli anni a venire non metta in ombra le meno appariscenti attrattive culturali che questa regione ha da offrire. Macao cerca di inserirsi anche sul mercato dei convegni, ma fino a quando le linee aeree europee non inizieranno a fare scalo nel suo aeroporto è assai probabile che la maggior parte dei turisti occidentali continui a visitarla nel corso di una breve gita da Hong Kong.

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