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Storia Recente

Gli ultimi anni hanno visto la rinascita dell’attività culturale e artistica cittadina, il restauro del centro storico e il miglioramento dei trasporti pubblici e delle case popolari. Purtroppo nel marzo del 2004 la città è stata scossa da una serie di attentati terroristici, che hanno colpito la rete ferroviaria provocando la morte di 200 persone.

Nonostante la sua storia travagliata e i problemi tuttora presenti, Madrid resta una città vivace e ricca di atmosfera.

Storia Moderna

All’inizio del XX secolo furono apportati alcuni miglioramenti a Madrid: da segnalare l’elettrificazione delle linee tranviarie, la creazione della Gran Vía e l’inaugurazione della metropolitana. Le migrazioni interne portarono al raddoppiamento degli abitanti, passati da mezzo milione (1900) a quasi un milione (1931). A causa della cronica mancanza di alloggi, la politica madrilena si fece più radicale. L’opposizione alla Corona cresceva insieme alle richieste di una riforma costituzionale da parte dei socialisti, riuniti nel Partito Socialista dei Lavoratori Spagnoli (PSOE) e nel Sindacato Generale dei Lavoratori (UGT).

Nel 1930 con Alfonso XIII terminò finalmente un periodo di repressione durato sei anni, e le successive elezioni videro la vittoria di una coalizione di repubblicani e socialisti. Tre giorni dopo fu proclamata la seconda repubblica e venne introdotto il suffragio universale. Alfonso XIII lasciò il paese e Madrid fu ufficialmente proclamata capitale dello stato spagnolo. L’euforia derivata da questi mutamenti ebbe però vita breve perché le lotte interne ai partiti, le aspirazioni rivoluzionarie, una rovinosa serie di scioperi e la sanguinosa repressione di una rivolta di minatori condotta dalla truppe del generale Francisco Franco lasciarono il paese in un precario equilibrio tra destra e sinistra. La situazione giunse a un punto di rottura con le elezioni del febbraio 1936, quando il Frente Nacional (Fronte Nazionale) fu battuto sul filo di lana dal progressista Frente Popular (Fronte Popolare). Nel luglio di quello stesso anno, con la ribellione di alcune guarnigioni in Nord Africa, guidate da Franco, iniziarono tre anni di inevitabile guerra civile. Madrid tenne a bada i nazionalisti fino alla resa, avvenuta nel marzo del 1939, dopo una serie di combattimenti concentrati nella zona nord-occidentale della città.

Dopo la vittoria, Franco fece di Madrid la sua residenza, condannandola a decenni di povertà, repressione e sovraffollamento cronico. La situazione economica migliorò negli anni ‘60 grazie all’aumento degli investimenti stranieri, ma il malcontento era palpabile. Franco morì nel 1975, dopo aver scelto come successore Juan Carlos, nipote di Alfonso XIII. Il sovrano, con la nomina di un governo moderatamente conservatore, favorì la transizione della Spagna dalla dittatura alla democrazia. I partiti di opposizione e i sindacati furono legalizzati, e venne redatta una nuova costituzione. Le prime elezioni municipali libere di Madrid si tennero nel 1979, e da allora il governo ha sempre oscillato tra la sinistra e il centrodestra.

Stroria ante 20mo Secolo

Molti pensano che Madrid sia stata fondata dai romani, ma sembra più probabile che in origine fosse una fortezza islamica, fatta costruire nell’854 dall’emiro di Córdoba. Nota come Magerit, faceva parte di una serie di fortificazioni situate lungo il confine tra Al-Andalus a sud e i regni cristiani a nord.

La dominazione musulmana di Madrid si concluse nel 1085, quando il dominio sulla regione passò al re Alfonso VI di Castiglia. Sebbene la popolazione a quell’epoca raggiungesse più o meno le 12.000 unità, il ruolo della città rimase solo marginale. Il potere locale era concentrato nelle mani di un ristretto gruppo di famiglie, che riuscirono a mantenere la loro posizione privilegiata anche quando, nel 1348, i governatori nominati dal re tentarono di impadronirsi del potere.

Mentre Madrid rimaneva defilata, nel 1474 il matrimonio di Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona portò all’unione dei due regni. Granada, ultima roccaforte musulmana della penisola, cadde nel 1492, e quello stesso anno Cristoforo Colombo iniziò il viaggio che avrebbe portato alla Spagna ricchezze inimmaginabili. Carlo V, nipote di Isabella e Ferdinando, succedette non solo al trono di Spagna ma anche a quello asburgico del Sacro Romano Impero, divenendo sovrano di un territorio che si estendeva dall’Austria all’Olanda e dalla Spagna alle colonie americane.

Il figlio e successore di Carlo V, Filippo II, scelse Madrid come sede permanente della corte reale nel 1561. La città, ancora poco sviluppata, offriva ampi spazi, come si addiceva alla capitale di un impero; gli abitanti della sua principale rivale, Toledo, si offesero terribilmente. Tuttavia, preso dagli affari dell’impero, Filippo trascurò la nuova capitale, che rimase un caotico agglomerato medievale in cui vivevano 25.000 persone. Nel secolo successivo la Spagna attraversò una fase di decadenza, sfiancata da un susseguirsi di guerre e dall’inflazione dilagante causata dall’arrivo di immensi tesori dalle colonie. I governanti si ritirarono nella capitale, creando una sorta di regno fantastico fatto di palazzi e chiese sontuosi. Lo squallore in cui viveva la massa degli abitanti strideva con il lusso della vita di corte. Madrid divenne una città di immigrati e la sua popolazione nel 1656 raggiunse le 150.000 unità, ma solo grazie alla presenza della corte.

La dominazione degli Asburgo in Spagna si concluse senza gloria nel 1700 con la morte del malaticcio Carlo II. Una serie di governatori riformisti fece finalmente perdere a Madrid la fama di città più sporca d’Europa, ma il paese rimase essenzialmente povero e governato da una corte spendacciona. C’erano tutti i presupposti per la disfatta finale: la sconfitta della Spagna nella leggendaria battaglia di Trafalgar del 1805, la perdita delle colonie americane, l’occupazione napoleonica e la Guerra d’Indipendenza spagnola, fortemente voluta dalla popolazione di Madrid, che lasciò la città stremata e affamata.

Nel XIX secolo la società madrilena continuò a essere dominata dall’aristocrazia terriera, mentre le classi più povere vivevano ammassate in un quartiere di baracche e un quarto della popolazione lavorava al servizio delle famiglie nobili. A partire dal 1837, quando i possedimenti della Chiesa furono espropriati dal governo, iniziò a emergere una fiorente classe media. Si calcola che nei primi quarant’anni del XIX secolo, nella sola area di Madrid, furono distrutte oltre 1600 proprietà ecclesiastiche, lasciando alla borghesia emergente i pezzi più pregevoli e agli storici dell’arte il rimpianto per questi tesori perduti. Grazie a un flusso di capitale straniero (principalmente francese), le condizioni di vita furono migliorate con l’introduzione della pavimentazione delle strade, dell’illuminazione a gas, della rete fognaria e del sistema di raccolta della spazzatura.

A livello politico la situazione era estremamente caotica: il paese assistette a un’alternanza di colpi di stato da parte delle fazioni conservatrici e liberali dell’esercito, alla proclamazione della repubblica nel 1873 e alla restaurazione della monarchia borbonica nel 1875. Il secolo si concluse con la piena decadenza della Spagna, che perse la sua flotta e cedette agli Stati Uniti le poche colonie che ancora le restavano (Cuba, Puerto Rico e Filippine).

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