Mercato di Coyoacán
È uno dei posti in cui fare scorta di artigianato indigeno e tessuti tie-dye, graziose ceramiche e belle borse e cinture di pelle. I banchi spuntano nel fine settimana, quando viene allestito un pittoresco mercato in cui figurano, fra le varie cose, bigiotteria, articoli d'artigianato messicano, pelletterie e stoffe tinte con i nodi.
Reforma
Il negozio di artigianato gestito dal governo vende prodotti di qualità provenienti da tutto il paese, dalle scatole laccate di Olinalá alle coperte di Teotitlán del Valle, nonché ceramiche e articoli in vetro. I prezzi sono fissi e non sono esagerati. La rivendita più grande è a Mixcoác.
Tianguis Cultural del Chopo
Ritrovo controculturale densamente popolato: due file di banchi vendono CD, video e oggetti vari, con particolare attenzione per l'heavy metal e l'hardcore. I concerti sono tenuti all'estremità settentrionale.
Nacional Monte de Piedad
Accanto al lato occidentale della cattedrale è situato il monte dei pegni nazionale del Messico. Fondato nel 1775, ora è uno dei negozi di oggetti usati più grandi del mondo e in realtà consiste in un insieme di bancarelle che vendono articoli di seconda mano di ogni tipo, dai libri ai gioielli. Alcuni sono alquanto malridotti, mentre altri valgono una fortuna.
Centro de Artesanías La Ciudadela
Uno dei posti migliori in cui acquistare merce di pregio proveniente da tutto il Messico. Particolarmente interessanti sono gli alebrijes di Oaxaca, fantasiose rappresentazioni di animali in legno (local 6, la fila più settentrionale, vicino all'entrata di Balderas); le chitarre di Paracho (local 64, vicino al patio centrale); e i prodotti in perle di Huichol (local 163, nei pressi di Dondé all'entrata del parcheggio). I prezzi in genere sono equi anche prima di iniziare a contrattare.
Fonart
Probabilmente il negozio di artigianato più bello e più grande della città è il Fonart, il Fondo Nazionale per la Promozione dell'Artigianato, a gestione statale. Ci sono molti begli articoli provenienti da tutto il paese, dalle scatole laccate di Olinalá agli alebrijes di Oaxacan, oltre alle coperte di Teotitlán del Valle, molte belle ceramiche e una grande varietà di articoli di vetro.
La Europea
I vostri amici non avranno nessun rispetto nei vostri confronti se tornate da un viaggio in Messico senza una valigia piena di tequila. Fortunatamente, La Europea ha un grande assortimento di tequile e vini messicani a prezzi ragionevoli per garantirvi il buonumore.
Dulcería de Celaya
Se vi piacciono i delicati dolci messicani, come la frutta candita, le mandorle zuccherate e le fragole cristallizzate, oltre al miele e alle conserve di frutta, andate subito alla Dulcería de Celaya, vicino a El Zócalo. Queste ghiottonerie non costano poco, ma meritano una piccola follia.
Bazar Sábado
Questo negozio situato nel sobborgo meridionale di San Ángel vende articoli di produzione artigianale che sono fra i più belli di tutto il Messico, in particolare gioielli fatti a mano, prodotti intagliati nel legno, ceramiche e tessuti. I prezzi sono elevati, ma lo stesso vale per la qualità. Artisti e artigiani espongono le loro opere in Plaza San Jacinto, nelle vie circostanti e nella vicina Plaza del Carmen.
Palacio de las Máscaras
Nascosto nelle vie secondarie, il Palacio de las Máscaras merita di essere visto: contiene più di 500 maschere provenienti da tutto il paese. Si trova nella zona del mercato Lagunilla.
Gran Hotel Ciudad de México
Realizzato nell'era prerivoluzionaria per ospitare un centro commerciale per messicani facoltosi, il Gran Hotel fu costruito secondo i dettami dello stile Liberty francese in voga a quell'epoca. Vedendo la grande bandiera messicana che sventola dalla vostra junior suite con vista dello Zócalo, potrebbe venirvi voglia di esclamare 'Viva México!'
Sormontato da una grande volta di vetrate policrome realizzata da Tiffany nel 1908, il vasto atrio è in tipico stile di fine secolo, con balconi curvilinei, ascensori in ferro battuto e uccellini che cinguettano in grandi voliere; le camere, una volta tanto, non deludono e reggono egregiamente il confronto. Le tende frangiate, le morbide poltrone e i grandi letti a baldacchino fanno pensare a un'opulenza da belle époque. Soltanto le suite sono rivolte verso lo Zócalo, ma le camere standard sono altrettanto belle, con le loro finestre affacciate sul solenne Calle 16 de Septiembre. Dopo un anno e mezzo di ristrutturazioni, il Gran Hotel è più in forma che mai, ma purtroppo i lavori sono anche stati un pretesto per aumentare i prezzi. Con le opere di ammodernamento sono stati aggiunti un elegante ristorante all'ultimo piano che serve piatti di alta cucina messicana e un'ampia terrazza che sfrutta pienamente la vista dello Zócalo.
Hotel Roosevelt
Ciò che gli manca in personalità è compensato dalla posizione: situato al margine orientale di Colonia Condesa, è l'unica opzione di categoria media vicina alla zona notturna più 'in'. Comodo anche per il quartiere delle discoteche di Cuban, questo albergo è un'ottima scelta per gli amanti della vita notturna.
Questo grande edificio grigio ha 74 camere bene illuminate, quasi tutte rivolte su Av Yucatán o su Av Insurgentes, più trafficata (è una delle principali arterie di traffico fra il nord e il sud della città). Fortunatamente, le stanze sono tutte dotate di finestre ben sigillate che tengono lontano il rumore del traffico. Se avete già pernottato in altri alberghi messicani di categoria media, saprete cosa aspettarvi. Al di là di una soglia di marmo grigio si estendono un pavimento rivestito di moquette e uno spazio blandamente decorato in toni verde lime e rosa, con quadri di gigli appesi alle pareti. Non preoccupatevi: con Condesa appena fuori dalla porta e il Metrobus, recentemente inaugurato, che passa in Insurgentes fornendo un veloce collegamento con il centro storico o i quartieri meridionali, non passerete molto tempo in albergo. Comunque, nel caso abbiate bisogno di qualcosa, Carlos, Roberto, Alfredo e il barista Pablo sono molto gentili e solerti.
Hotel Montecarlo
Questa autentica reliquia situata in pieno centro non sembra molto cambiata dai tempi in cui vi soggiornarono D.H. Lawrence e W. Somerset Maugham negli anni '20 e il suo fascino ineffabile sta proprio in questo. Se qualcuno decidesse di restaurarlo, diventerebbe un posto magnifico.
Un eventuale ristrutturazione, però, farebbe lievitare i prezzi e toglierebbe all'edificio il suo carattere d'altri tempi. Un'elegante scalinata sale a un arioso e soleggiato cortile, con felci in vaso e divani marroni appoggiati sul pavimento di marmo. Sotto c'è una sala TV con molte superfici imbottite rosse che sarebbero perfette in un film di Hitchcock degli anni '40. Vecchi personaggi in giacca e cravatta si aggirano per gli spazi dell'hotel, apparentemente indifferenti ai viaggiatori stranieri. Nelle camere, la qualità dei materassi e degli arredi è piuttosto varia; ci è stato riferito che le stanze migliori sono quelle sul retro, più illuminate e meno disturbate dal rumore della lobby. Il servizio ci è sembrato come minimo indifferente, ma i clienti abituali sostengono che il personale fa di tutto per compiacere i clienti; tiene anche i bagagli in custodia per lunghi periodi e fa credito agli ospiti che aspettano un invio di denaro da casa.
Condesa
Visto il successo dell'Habita nel quartiere di Polanco, il suo proprietario ha aperto un albergo di lusso altrettanto bello in un angolo tranquillo della zona di Condesa. Adiacente al rigoglioso Parque España, questa struttura degli anni '20 è stata ristrutturata in modo bizzarro, in uno stile che fonde l'ambiente di un ritiro zen con quello di un negozio newyorchese di roba usata.
Questo formidabile edificio sembra una freccia puntata dritta verso il parco. Il bell'esterno è stato riportato al suo splendore originale e l'interno, rifatto dall'architetto parigino India Mahdavi, rispecchia perfettamente lo stile elegante della 'nuova Condesa'. Quaranta camere e suite sono disposte attorno a un atrio/ristorante centrale, dove gli ospiti possono gustare un sontuoso brunch a 280 pesos. Gli arredi sono di gusto minimalista, con morbidi letti addossati a pannelli di legno d'acero e molta luce che entra dalle finestre originali ad arco. L'insieme è completato da eccellenti dotazioni tecnologiche: tutte le camere, infatti, sono munite di lettore di DVD e iPod carico. Tutto è curato in ogni minimo dettaglio, dai tavoli a forma di arachide ai divani di vimini della terrazza, già diventata un rinomato ritrovo notturno di Condesa. Lo stesso concetto è ripreso nella grande discoteca, che durante il fine settimana funge da cinema (con spettacoli per bambini alle 14.00).
Villa H
È uno dei numerosi ostelli nuovi della Zona Rosa, il quartiere dei divertimenti frequentato dagli stranieri e il principale centro dello scenario gay. Informale ma tenuto con cura meticolosa, è adatto tanto ai viaggiatori che vogliono divertirsi quanto ai maniaci della pulizia. È frequentato dai gay, ma è aperto a tutti.
L''H' si trova in una fila di piccoli condomini disposti in ordine alfabetico lungo una cerrada (via senza uscita) che si dirama dal movimentato Calle Génova, una strada pedonale che pullula di locali, come il Boomers e lo Yuppie's Sports Café. Il rumore del traffico quindi non rappresenta un problema, ma la musica ad alto volume sì. Questa snella struttura verticale ha un design innovativo per ottimizzare gli spazi e colori vivaci per creare un ambiente gradevole. Le camerate sono ampie e sono rivolte verso un'apertura centrale con lucernario. Gli ospiti possono prepararsi la prima colazione approfittando della fornitissima dispensa oppure farsi da mangiare nella cucina all'ultimo piano e pranzare o cenare sulla terrazza annessa. Il soggiorno al piano terra è dotato di TV , giochi e un computer connesso a internet, ma a volte affollato.
Four Seasons Hotel México DF
Il Four Seasons è uno degli alberghi più eleganti della città, con un esercito di dipendenti in divisa grigia che si fanno in quattro per soddisfare ogni esigenza dei clienti. Costruito poco più di dieci anni fa con l'idea di farlo assomigliare a una struttura franco-messicana di fine Ottocento, rappresenta una vera e propria anomalia fra i monoliti di vetro e acciaio di Paseo de la Reforma.
Invece di flirtare con la modernità, questo albergo ha scelto una classica opulenza, come risulta subito evidente dai saloni della lobby, con le loro poltrone e i divani Luigi XV; lo stesso stile è ripreso nelle camere, elegantemente arredate e grandi in media 56 mq. La maggior parte delle stanze è rivolta verso un bel cortile centrale, che presenta un misto di vegetazione tropicale e Rinascimento francese, con terrazze tipo Versailles all'estremità settentrionale. Qui trovate il ristorante Reforma 500, di tema mediterraneo, ed El Bar, un accogliente salone fatto nello stile di un salotto inglese (dove non è raro sentire gente che chiacchiera proprio in inglese) che offre un'eccellente prima colazione a buffet. Il Four Seasons è un albergo per uomini d'affari che hanno del denaro da spendere e ospita sovente conferenze stampa, lanci di nuovi prodotti e riunioni di consigli d'amministrazione.
Hotel Isabel
Da tempo l'Isabel è uno dei posti del Centro Histórico prediletti da chi viaggia in economia ed è facile capire perché. Situato a qualche isolato dallo Zócalo, dispone di camere molto grandi e ben tenute, con arredi vecchi ma robusti, alti soffitti e splendidi balconi, più un ambiente tipo ostello.
La sovrana da cui prende il nome si erge sopra una vasca di pesci nel cortile centrale in stile coloniale, dove gli ospiti aggiornano i loro giornali di viaggio o pianificano gli itinerari. Lasciate perdere il ristorante annesso, che serve mediocri piatti messicani, ma trascorrete un po' di tempo al bar, frequentato dalla gente del posto; quando ci siamo stati noi, fra la clientela prevalentemente maschile c'era un ventriloquo. Le camere sono disposte in modo classico su tre piani attorno all'allegro patio, illuminato da un lucernario e decorato da molte piante. Evitate le camere rivolte verso l'interno, che tendono a essere buie e a odorare di chiuso. Le alte finestre e i balconi fanno un'enorme differenza e riescono a non far sembrare così tristi i vecchi mobili. Alcune persone preferiscono le camere all'ultimo piano (il 4°), che sono più piccole e danno su una terrazza che circonda il lucernario.
Casa Vieja
Questo albergo di spiccato stile coloniale situato vicino al parco di Chapultepec soddisfa ogni capriccio. Gli amanti dell'artesanía messicana saranno deliziati dalle 10 suite, splendidamente decorate. Vi state chiedendo se valga la pena di spendere questa cifra? Se avete mai desiderato ritrovarvi in una scena del film Frida, la risposta potrebbe essere sì.
Questa 'Casa Vecchia' è stata costruita nel 1994 nello stile di un palazzo coloniale ed è decorata da cima a fondo da vari oggetti artigianali provenienti da tutto il Messico. I decoratori hanno viaggiato in lungo e in largo per il Messico e sono tornati con arazzi del Guerrero, oggetti casalinghi di rame di Santa Clara del Cobre, ceramiche nere di San Bartolo, nell'Oaxaca, e così via. Ognuna delle 10 gigantesche suite è ispirata a un artista messicano, anche se le decorazioni a volte non hanno molto a che fare con l'artista in questione (per esempio, nella Siqueiros non c'è neanche un dipinto murale David Siqueiros). I soffitti a volta sono dipinti a colori pastello con pigmenti naturali per ottenere tonalità autentiche. Nelle camere, i copriletto sono stati fatti su misura e le lampade sono alloggiate in nicchie a forma di conchiglia. La lobby è un altro saggio di gusto coloniale e il ristorante sul tetto, coperto da una enramada, serve (indovinate un po') nouvelle cuisine alla messicana.
Hotel de Cortés
Un tempo ospizio per pellegrini appartenente all'ordine agostiniano, questo albergo della Best Western ha una lunga storia nel campo dell'accoglienza dei turisti e ha le camere disposte attorno a un grazioso patio circolare di fine Settecento. Se per voi il prezzo non è un problema, pernottando qui potrete avere un assaggio di genuino Messico coloniale.
Pietre scolpite in stile barocco sormontano l'entrata nell'imponente facciata di tezontle; la statuetta nella nicchia in alto rappresenta Santo Tomás de Villanueva, santo patrono dei bisognosi. Al di là della soglia, il cortile è un vero angolo di paradiso in questa zona così trafficata. Qui viene servita la prima colazione a buffet, con i tavoli disposti attorno a una fontana di pietra e le sedie equipal in pelle. Le camere standard, parcamente arredate, hanno mobili coloniali, finestre con infissi di ferro battuto e bei bagni piastrellati; vi sentirete come un hidalgo spagnolo. Le 'executive suite', recentemente ristrutturate, occupano il piano inferiore e sono molto più grandi e meglio illuminate, con le finestre rivolte verso l'Alameda. Il servizio però è di qualità variabile e alcuni membri del personale hanno un atteggiamento indifferente. Nonostante le numerose frecce all'arco di questo hotel, i prezzi appaiono esagerati rispetto alla qualità delle strutture.
Camino Real México
Con oltre 700 camere e mezza dozzina di ristoranti e caffè, il tutto distribuito su un terreno di 33.000 mq, il Camino Real è davvero monumentale. È anche l'emblema architettonico nazionale ed è stato progettato dal messicano Ricardo Legorreta, i cui caratteristici solidi di forma geometrica e i tocchi di colore sono di una semplicità molto gradevole.
Aperto nel 1968 in occasione delle Olimpiadi, questo albergo si rivolge principalmente a chi viaggia per affari e panciuti businessmen si aggirano per i suoi spazi e le sue sale conferenze. I dipinti murali di Rufino Tamayo e le sculture di Mathías Goeritz aggiungono un tocco di distinzione, ma il concetto originale di 'hotel-museo' ideato da Legorreta appare un po' esagerato. Dall'ampio arco della reception si estende il giardino con la piscina, circondato dalle strutture che contengono le camere (alcuni sostengono che gli edifici sono sopravvissuti a tre terremoti grazie alla loro forma piramidale). La sistemazione è indubbiamente lussuosa, ma a parte i colori abbastanza arditi, le stanze hanno il design e le strutture tipici degli alberghi per uomini d'affari. Fra i suoi ristoranti di cucina internazionale c'è una succursale del Le Cirque di New York che forse è il posto più esclusivo di Città del Messico. Il Blue Lounge, il locale notturno più recente dell'hotel, ha un ambiente all'ultimo grido, con i tavoli su una superficie di plastica sull'acqua.
ambasciata italiana
Librería Sama
La Librería Sama vende i principali quotidiani e riviste inglesi e americani, nonché qualche giornale francese, spagnolo e tedesco.
Ministerial Especializada Para Atención al Turista
I viaggiatori che devono denunciare un reato devono rivolgersi all'Unidad Ministerial Especializada Para Atención al Turista. Bisogna compilare un modulo, in teoria distribuito dagli alberghi e dalle ambasciate, in cui si descrive l'accaduto; lo si consegna poi all'agenzia, che lo trasmetterà alle autorità competenti.
Hospital ABC
Uno degli ospedali migliori di tutto il Messico è l'Hospital ABC (American British Cowdray Hospital). Ha una sezione ambulatoriale e molti membri del personale parlano inglese, ma è costoso, quindi è opportuno avere una copertura assicurativa adeguata.
Basílica de Guadalupe
Il Ministero del Turismo di Città del Messico ha diversi chioschi di informazioni turistiche in luoghi chiave della città, fra cui uno molto comodo alla Basílica de Guadalupe. L'ufficio fornisce soltanto informazioni sulla capitale; ha anche una cartina di qualità discreta e una pratica 'Guía General.' Almeno uno dei dipendenti di solito parla l'inglese.
Mexcambios
Antropología
Altro ufficio del Ministero del Turismo di Città del Messico, situato all'entrata del Museo Nacional de Antropología.
Biblioteca Benjamín Franklin
Connessione gratuita a internet per 30 minuti; prenotate il computer al banco. Ha anche alcuni periodici in inglese.
Instituto Nacional de Migración
È il posto in cui venire per far prorogare il visto. È meglio telefonare per chiedere quali documenti bisogna presentare.
Basílica de Guadalupe
Dedicata a Nuestra Señora de Guadalupe, un'apparizione della Vergine in Spagna il cui culto era molto diffuso all'inizio dell'era coloniale, la vasta Basílica de Guadalupe fu costruita a metà del XVI secolo dopo che un indigeno convertito al cristianesimo ebbe una visione della Madonna sul Cerro del Tepeyac (Collina di Tepeyac).
Museo De Arte Moderno
Il Museo d'Arte Moderna espone le opere dei più eminenti artisti messicani del XX secolo. Quattro rotonde con lucernario contengono le tele di Dr Atl, Rivera, Siqueiros, Orozco, Kahlo, Tamayo e O'Gorman, soltanto per citarne alcuni. Qui potete vedere Las Dos Fridas, il dipinto forse più famoso di Frida Kahlo; vengono anche allestite mostre temporanee dedicate ad altri importanti artisti messicani e stranieri.
Tlatelolco - Plaza de las Tres Culturas
In procinto di essere trasformato in centro culturale, questo luogo è stato chiamato così per simboleggiare la fusione delle radici preispaniche e spagnole nell'identità mestizo messicana.
La Piazza delle Tre Culture rappresenta il retaggio architettonico di questi tre elementi culturali con la piramide azteca di Tlatelolco, il seicentesco tempio spagnolo detto Templo de Santiago e la moderna Secretaría de Relaciones Exteriores (Ministero degli Esteri). È un'oasi di pace nel traffico della città, ma risuona ancora degli echi della sua tragica storia. Fondata dagli aztechi nel XIV secolo, Tlatelolco era governata da una dinastia diversa da quella di Tenochtitlán e sorgeva su un'isola separata del Lago de Texcoco. In epoca preispanica qui si svolgeva il mercato più grande della Valle de México. In questo luogo, nel 1521 Cortés sconfisse i difensori aztechi di Tlatelolco, guidati da Cuauhtémoc, ma la piazza è anche il simbolo di tragedie più recenti, precisamente del massacro di centinaia di dimostranti da parte dell'esercito alla vigilia dei Giochi Olimpici di Città del Messico, nel 1968.
Oggi, seguendo il percorso pedonale si vedono i resti del principale tempio- piramide di Tlatelolco e di altri edifici aztechi. Gli spagnoli, consci del significato religioso del luogo, vi costruirono un monastero e, nel 1609, il Templo de Santiago. Vicino al muro settentrionale della chiesa sorge un monumento dedicato alle vittime del massacro del 1968, una vicenda sulla quale non è mai stata fatta piena luce; le sue tracce furono infatti rapidamente fatte scomparire e i testi scolastici messicani non ne fanno cenno.
Palacio Nacional
Il Palazzo Nazionale contiene gli uffici del presidente messicano, la Tesoreria Federale e alcuni intensi murales di Diego Rivera. Fatto costruire in origine dall'imperatore azteco Montezuma II, fu distrutto da Cortés e ricostruito con un grande cortile per le corride. Dietro il patio principale c'è un placido giardino botanico con piante provenienti da tutto il Messico.
Museo Franz Mayer
Oasi di pace e bellezza a nord dell'Alameda, Il Museo Franz Mayer è frutto degli sforzi dell'uomo da cui prende nome, nato nel 1824 a Mannheim, in Germania. Soprannominato Don Pancho in Messico, sua patria d'adozione, Mayer mise insieme la collezione di argenti, tessuti, ceramiche e mobili che oggi vedete esposti nel museo.
Alameda Central
L'Alameda Central è l'unico parco di dimensioni accettabili del centro di Città del Messico ed è circondata da alcuni degli edifici e musei più interessanti della città. Creata alla fine del Cinquecento dall'allora viceré Luis de Velasco, l'Alameda fu così chiamata per gli álamos (pioppi) piantati sulla sua superficie rettangolare. È particolarmente frequentata la domenica, quando diventa meta di molte famiglie.
Sotto l'amministrazione del sindaco López Obrador, l'Alameda e l'adiacente Avenida Juárez sono state sottoposte ad ambiziosi lavori di ristrutturazione. Le torri della Segreteria per i Rapporti con l'Estero, progettati dall'eminente architetto Ricardo Legorreta, e lo Sheraton Centro Histórico hanno trasformato l'aspetto del viale principale, gran parte del quale fu distrutto dal terremoto del 1985. Quando aprirà i battenti nel 2006, il Museo de Arte Popular, allestito nella struttura in stile art déco all'angolo fra Independencia e Revillagigedo, dovrebbe ravvivare notevolmente l'anonima zona a sud di Juárez.
Centro Histórico
Il Centro Histórico pullula di edifici coloniali di bella fattura e siti storici. Il suo centro nevralgico, nonché il cuore di Città del Messico, è lo Zócalo ovvero la Plaza de la Constitución, sede delle autorità costituite.
Sul lato orientale sorge il Palacio Nacional, che fu costruito sul sito di un antico palazzo azteco e in passato ospitò i viceré della Nuova Spagna. Ora contiene gli uffici presidenziali, un museo e i murales storici di Diego Rivera. Nella parte settentrionale della piazza si trova la Catedral Metropolitana (costruita dagli spagnoli negli anni '20 del Cinquecento nel luogo dove sorgeva lo Tzompantli azteco), mentre in quella settentrionale ci sono gli uffici del governo del Distrito Federal. La piazza è anche il luogo dove si svolgono le proteste politiche: spesso ci sono gli accampamenti improvvisati di scioperanti o dimostranti.
Nelle vicinanze ci sono anche gli scavi del Templo Mayor (Tempio Principale) della Tenochtitlán azteca. Le rovine furono scoperte nel 1978 da alcuni operai della società elettrica, che si imbatterono casualmente in un disco in pietra di otto tonnellate sul quale era raffigurata la dea azteca Coyolxauhqui. Pare che il tempio sorgesse nel luogo esatto in cui gli aztechi videro appollaiata su un cactus l'aquila con il serpente nel becco che è ancora oggi il simbolo del Messico. Per gli aztechi questo era letteralmente il centro dell'universo. Al pari di molti altri edifici sacri di Tenochtitlán, il tempio, iniziato nel 1375, fu ingrandito diverse volte e ogni ricostruzione fu accompagnata dal sacrificio dei guerrieri catturati in battaglia. Oggi si vedono le sezioni delle varie fasi di edificazione del tempio. L'eccellente Museo del Templo Mayor, all'interno del sito, contiene manufatti provenienti dal sito e illustra (in spagnolo) la civiltà azteca.
Il Museo Nacional de Arte (Museo Nazionale d'Arte) è uno dei musei più belli della zona, mentre i panorami offerti dal grattacielo della moderna Torre Latinoamericana sono davvero straordinari.
Bosque de Chapultepec
Chapultepec, che in lingua azteca (náhuatl) significa Collina delle Cavallette, in passato fu il rifugio degli aztechi nomadi prima di diventare la residenza estiva dei loro nobili. Nel XV secolo Nezahualcóyotl, sovrano della vicina Texcoco, concesse il permesso di trasformare questa zona in una riserva forestale.
Il Bosque de Chapultepec è ancora oggi il parco più grande di Città del Messico. Ora occupa più di 4 kmq e possiede alcuni laghi, uno zoo e diversi bei musei. Tuttora abitato dai cittadini più ricchi e potenti del Messico, contiene la residenza del presidente (Los Pinos) e un ex palazzo imperiale e presidenziale (il Castillo de Chapultepec).
Uno dei suoi musei, il Museo Nacional de Antropología (Museo Antropologico Nazionale), è uno dei più belli del suo genere al mondo: vastissimo (anche troppo), contiene più di quanto sia umanamente possibile vedere in una singola visita. Le sale al piano terra sono dedicate al Messico preispanico, mentre i piani superiori descrivono la vita attuale degli indigeni moderni, discendenti delle civiltà precedenti all'arrivo degli spagnoli. Tranne qualche eccezione, ciascuna sezione etnologica del piano superiore è dedicata al medesimo territorio della sezione archeologica sottostante, di modo che è possibile vedere la grande città maya di Palenque così com'era nel VII secolo e poi salire al piano superiore e vedere come vivono i maya oggi.
Nel parco vi sono altri musei, fra cui il Museo del Caracol, che illustra la lotta del popolo messicano per la libertà, il Museo de Arte Moderno, con una collezione permanente di importanti artisti messicani del XX secolo, l'eccellente Papalote Museo de Niño, per i bambini, e il Museo Nacional de Historia, situato nel sopra citato Castillo de Chapultepec.
Museo Nacional de Arte
Costruito attorno al 1900 nello stile di un palazzo rinascimentale italiano, il Museo Nazionale d'Arte contiene collezioni che rappresentano tutte le scuole dell'arte messicana fino ai primi del Novecento. Particolarmente pregevoli le opere di José María Velasco, raffiguranti la Valle de México di fine Ottocento, con Guadalupe e Chapultepec molto distanti dai confini cittadini.
Catedral Metropolitana
I lavori di costruzione di questa cattedrale iniziarono nel 1573 e proseguirono per due secoli e mezzo. Poiché è stato eretto sopra le rovine di un complesso religioso azteco, questo grande edificio ha iniziato a sprofondare poco dopo la sua realizzazione e continua a farlo tuttora, il che ha provocato crepe e spaccature nella struttura. Si può visitare liberamente, ma preferibilmente non durante la messa.
La Casa de las Sirenas
Situata in una casa del Settecento appena dietro la cattedrale, La Casa de las Sirenas è un ristorante e, soprattutto, un tempio della tequila, di cui serve più di 250 varietà nei suoi Salones Tequila.
Bar Milán
Nascosto in una tranquilla via secondaria, questo informale ritrovo offre un'esperienza non dissimile da una corsa in metropolitana nell'ora di punta, con la sua ressa di adolescenti che affollano le tre anguste sale. Fate lo scontrino per la birra, poi apritevi un varco alla volta del bar cosparso di cactus. La musica varia dal rock classico al Café Tacuba; non stupitevi se la clientela irrompe in un coro spontaneo.
Dada X
Giovani vestiti di nero gravitano in questo locale situato al primo piano di un magnifico edificio coloniale. Il suo vario programma comprende film culto, letture di poesie e musica dal vivo, che può andare dallo ska all'elettronica.
Palacio de Bellas Artes
L'Orquesta Sinfónica Nacional e prestigiose compagnie di opera e danza si esibiscono nell'elaborato teatro del palazzo, mentre i gruppi di musica da camera suonano nella sala da concerti. Questo luogo però è famoso soprattutto per il Ballet Folclórico de México, un allegro spettacolo di danza di due ore.
Salón Corona
Gli amanti della birra non dovrebbero perdersi questo locale privo di fronzoli, il cui simpatico personale serve tarros (boccali) di birra cerveza de barril (birra alla spina) chiara o scura e praticamente ogni tipo di birra messicana in bottiglia esistente. Questo bar fa ottimi affari sin dal 1928.
La Ópera Bar
Dopo essere stato per decenni un bastione del maschilismo, questo elaborato locale d'inizio Novecento ha deciso negli anni '70 di aprire le sue porte alle donne. I chioschi di legno scuro e il massiccio bancone sono originali e nel soffitto c'è un foro che si dice sia stato fatto da un proiettile sparato da Francisco Villa. I musicisti fanno la serenata alla clientela.
Cineteca Nacional
I suoi schermi proiettano serie di film a tema, di cui almeno una dedicata al cinema messicano. al centro del complesso, situato 700 m a est della fermata Coyoacán, ci sono caffè e librerie. A Novembre, la Cineteca ospita la Muestra Internacional de Cine, il festival cinematografico internazionale di Città del Messico.
El Nivel
La prima cantina del paese mette in mostra con orgoglio la propria licenza (la n. 1), risalente al 1855. Si trova nell'edificio che un tempo ospitò la prima università dell'emisfero, a un tiro di schioppo dal Palacio Nacional. Da quando è stata aperta, a parte Vicente Fox tutti i presidenti sono venuti a bere un trago.
El Colmillo
È un bel posto, con al piano terra musica a tutto volume, una pista da ballo e una bar-lounge, mentre il salone al piano terra ha un'atmosfera più tranquilla e ospita spettacoli di vario genere. Per entrare si fa la coda, ma non si impiega mai molto a varcare la soglia.
Butterflies
Situato vicino alla fermata della metropolitana Salto del Agua, il Butterflies è grande come l'hangar di un aeroporto, eppure riesce a essere affollato; ha cinque bar, uno snack bar e un palcoscenico dove vengono messi in scena spettacoli con coreografie elaborate. Va bene anche per gli eterosessuali, se non vi danno fastidio la ressa, il fumo e la musica ad alto volume.
Los Girasoles
Ubicato di fronte al Museo Nacional de Arte, è uno dei migliori fra i ristoranti specializzati in alta cucina messicana. Tutte le ricette sono spiccatamente messicane; potete iniziare con una crema de tres quesos (crema di tre formaggi), seguita da medaglioni di vitello del Sonora con chipotle.
Café de Tacuba
Tempo fa qui c'era un ristorante. Molto tempo fa. Questo locale con piastrelle colorate, lampade d'ottone e dipinti a olio serve antojitos sin dal 1912. La sua cucina è sopravvalutata, ma l'atmosfera è magnifica per gustare un piatto di pambazos o tamales con la cioccolata calda.
Hostería Santo Domingo
Questo ristorante molto rinomato (ma non troppo turistico) serve classici della cucina messicana sin dal 1860 e ha un'atmosfera allegra, ravvivata dalla musica da camera. È famoso per i suoi enormi chiles en nogada, una specialità consumata in occasione della Festa dell'Indipendenza e servita qui per tutto l'anno.
Churrería El Moro
El Moro offre un gradito sollievo dalla ressa dell'Eje Central e serve lunghi e sottili churros fatti apposta per essere immersi nella densa cioccolata calda. È molto frequentato la sera tardi ed è perfetto per rilassarsi a fine serata.
Les Moustaches
È uno dei ristoranti francesi più sofisticati e formali della città. Si trova soltanto a un isolato dalla Zona Rosa, immediatamente a nord di Reforma. Provate l'antipasto di pâté de foie gras e scegliete un secondo a base di pollo, anatra, manzo o pesce. Come dessert, lasciatevi tentare dalle crepes e dai soufflé. Molti tavoli sono situati in un elegante patio colmo di piante.
San Ángel Inn
Gustate una raffinata cena all'aperto in questa ex-hacienda con un grazioso cortile fiorito, fontane e giardini, ora trasformata in un ristorante di lusso che serve ottimi piatti di cucina tradizionale messicana ed europea.
La Fonda del Hotentote
Situato nel quartiere di vendita di carta all'ingrosso a sud-est del Palacio Nacional, questo comedor aperto soltanto all'ora di pranzo dà un tocco di classe ai piatti classici messicani senza per questo darsi troppe arie. Particolarmente pregevoli i tamales con dentice, i nopales in salsa di chile guajillo e il Pollo Tocotlán, pollo cotto a vapore in foglie d'agave con piante aromatiche. Altrettanto interessanti i dessert.
La Casa de las Sirenas
Nascosta in una casa del Seicento dietro la cattedrale, La Casa de las Sirenas serve ottima alta cocina mexicana. Le vostra cena in terrazza potrebbe iniziare con funghi con chipotle, seguiti da un succulento branzino al sesamo e flan de elote per dessert. E da bere? Il sottostante Salones Tequila serve 180 tipi di tequila.
La Hacienda de los Morales
Un tempo hacienda coloniale ubicata in campagna, questo ristorante ora è circondato dalla città e ciò rende ancora più allettanti le sue sale spaziose e i graziosi giardini. Nelle numerose sale da pranzo l'esperto personale serve ottimi piatti di cucina messicana e internazionale; è meglio prenotare. Per la cena è richiesto un abbigliamento formale (ma non per il pranzo).
Café El Popular
In questo minuscolo caffè disposto su due piani riesce a stiparsi una quantità incredibile di persone. Le paste fresche e le buone prime colazioni (frutta, uova, frijoles e caffè) sono i suoi cavalli di battaglia. Il café con leche è servito alla chino, ossia bisogna specificare quanto lo si vuole forte.
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