Storia Recente
Oggi si calcola che in città arrivino quotidianamente 600 nuovi abitanti. Città del Messico ha più che decuplicato la propria estensione dal 1940 a oggi, ma nonostante ciò è ancora una delle aree metropolitane più affollate del pianeta.
Nel 2000 è stato eletto sindaco Andrés Manuel López Obrador, membro del partito di sinistra PRD. I capitalinos in genere hanno approvato le sue iniziative populiste, fra cui l'ambiziosa ristrutturazione del Centro Histórico. Nel 2005, l'amministrazione Fox ha tentato di far rimuovere 'AMLO' dalla sua carica (e dalla vita politica) con inconsistenti accuse di disprezzo della corte, ma il piano contro di lui si è invece ritorto contro i suoi detrattori. Il sindaco poi ha passato le redini ad Alejandro Encinas, il suo capo di gabinetto, per avviare la propria campagna presidenziale, sfruttando la propria popolarità. Alle elezioni nazionali del 2006 'AMLO' è stato sconfitto per un pugno di voti da Felipe Calderon, candidato per il Partito d'azione nazionale, mentre le elezioni cittadine hanno visto la vittoria del candidato del partito PRD Marcelo Ebrard.
Storia Moderna
Città del Messico entrò nell'era moderna sotto la guida del dispotico Porfirio Díaz, che governò il Messico per buona parte degli anni compresi fra il 1877 al 1911, attirando molti investimenti stranieri. Durante la sua amministrazione del paese furono costruite le linee ferroviarie per le province e per gli Stati Uniti, l'industria crebbe e nel 1910 la città giunse ad avere 471.000 abitanti. Un canale e un tunnel di drenaggio prosciugarono quasi del tutto il Lago de Texcoco, permettendo un'ulteriore espansione della città.
Dopo la caduta di Díaz nel 1911, la rivoluzione messicana portò guerra e fame per le vie della città. Negli anni '20, Diego Rivera, David Alfaro Siqueiros, José Clemente Orozco e altri giovani artisti furono incaricati di decorare molti edifici pubblici con drammatici dipinti murali di grandi dimensioni, nei quali espressero un nuovo senso del passato e del futuro del Messico.
Nel 1940, la capitale messicana era abitata da 1,7 milioni di persone e ovunque iniziarono a sorgere fabbriche e grattacieli. L'offerta di alloggi, lavoro e servizi però non era in grado di fronteggiare la domanda e ai margini della città si svilupparono le baraccopoli. Nonostante la continua crescita economica degli anni '60, mancavano riforme politiche e sociali. Lo scontento, guidato dagli studenti, raggiunse il culmine proprio mentre Città del Messico si stava preparando alle Olimpiadi del 1968. Dieci giorni prima dell'inizio dei giochi, da 5000 a 10.000 persone radunate a Tlatelolco, a nord del centro, furono circondate dai soldati e dalla polizia. Ancora oggi non si sa con esattezza quante persone siano morte nel massacro che seguì, ma secondo le stime dovrebbero essere nell'ordine delle centinaia.
Negli anni '70 Città del Messico continuò a crescere a un ritmo spaventoso e iniziò a essere afflitta da gravissimi problemi di traffico e inquinamento, che furono soltanto leggermente alleviati dall'apertura della metropolitana nel 1969 e dai tentativi di limitare la circolazione dei veicoli negli anni '90. Nonostante un devastante terremoto nel 1985 che uccise oltre 10.000 persone, la gente continua ad affluire in città.
Miseria e sovraffollamento, che da sempre convivevano accanto alle ricchezze del paese, furono esacerbate dalla recessione di metà anni '90, che gettò migliaia di persone sul lastrico. Una conseguenza della crisi fu l'aumento della criminalità. La ripresa che seguì fu molto graduale.
Nel 1997, il Distrito Federal ottenne l'autonomia politica e nello stesso anno elesse il suo primo sindaco. La nuova amministrazione fu quasi universalmente giudicata onesta e bene intenzionata e compì i primi sforzi seri per combattere la corruzione della polizia, che contribuiva grandemente all'espansione della delinquenza.
Stroria ante 20mo Secolo
Già nel 10.000 a.C. uomini e animali vivevano attorno al Lago de Texcoco, il lago che allora ricopriva gran parte del fondo della Valle de México. Dopo il 7500 a.C. il lago iniziò a ritirarsi, la caccia diventò più difficile e gli abitanti iniziarono quindi a praticare l'agricoltura. Verso il 200 a.C. i villaggi situati sul lago si unirono in una federazione, ma il più grande, Cuicuilco, fu distrutto da un'eruzione vulcanica attorno al 100 d.C.
In seguito Teotihuacán, 25 km a nord-est del lago, si affermò quale centro più influente della zona e per secoli fu la capitale di un impero che si estese fino in Guatemala e oltre ma che crollò nel VII secolo. Delle numerose città-stato sviluppatesi nella regione nei secoli successivi, particolarmente importante fu l'impero tolteco, che aveva la propria capitale a Tula, 65 km a nord dell'odierna Città del Messico. Nel XIII secolo cadde anche l'impero di Tula, lasciando diversi staterelli sulle sponde del lago a contendersi il controllo della Valle de México. Da tali lotte uscirono vincitori gli aztechi.
Devastata durante e dopo la conquista spagnola, la capitale azteca Tenochtitlán fu ricostruita come città ispanica. La popolazione indigena della Valle de México si ridusse drasticamente, giungendo ad annoverare, secondo le stime di alcuni studiosi, meno di 100.000 persone un secolo dopo la conquista. La città, invece, nel 1550 era ormai diventata l'elegante e prospera (anche se malsana) capitale della Nueva España, con vie ampie e dritte ed edifici costruiti secondo le linee spagnole ma con materiali locali come il tezontle, una roccia vulcanica leggera che gli aztechi avevano usato per i loro templi. Sorsero ospedali, scuole, chiese, palazzi, parchi e università, ma alla fine del XIX secolo la città fu colpita da alcune alluvioni provocate dalla parziale distruzione dei canali aztechi all'inizio del Cinquecento. Il Lago de Texcoco spesso allagava la città, danneggiando edifici, causando malattie e costringendo migliaia di persone ad abbandonare le proprie case.
Il 30 ottobre 1810, circa 80.000 ribelli che chiedevano l'indipendenza si ritrovarono ad avere Città del Messico alla loro mercé dopo aver sconfitto le forze lealiste spagnole a Las Cruces, immediatamente a ovest della capitale, ma il loro leader Miguel Hidalgo decise di non marciare sulla città, errore che costò al Messico altri 11 anni di lotte prima di ottenere l'autonomia.
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