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Storia Recente

Miami è stata sulla cresta dell'onda per quasi tutti gli anni ‘90, diffondendo la moda dei nightclub a South Beach. Da allora, si sono tenute le elezioni del nuovo sindaco Manuel (Manny) Diaz, molto amato dalla gente, nuovi hotel e locali notturni sono spuntati come funghi e ha preso il via la costruzione infinita di condomini altissimi. L'uragano Andrew del 1992 ha colpito poco l'industria turistica, che rappresenta la spina dorsale della città. Nonostante i reati ampiamente pubblicizzati commessi ai danni di turisti nel 1993, Miami è oggi la terza città americana più popolare per il turismo internazionale, dopo Los Angeles e New York. La sua rinascita come meta turistica fu dovuta in gran parte a una massiccia campagna anti-crimine che dal 1992 al 1998 ridusse dell'80% i reati verso i turisti. Nonostante l'omicidio di Gianni Versace nel 1997 e il clamore generato dal caso di Elian Gonzales, il ragazzino cubano che fu salvato dal mare dopo che sua madre era annegata nel tentativo di condurlo in Florida, Miami continua a prosperare: questa allegra, esuberante città ha ancora molti assi nella manica.

Storia Moderna

I primi anni del XX secolo vedono ancora Miami intenta a sfruttare una congiuntura economica estremamente favorevole, che raggiunse l'apice durante la prima Guerra Mondiale, allorché l'esercito statunitense vi impiantò un campo di addestramento dell'aviazione militare. Dopo la prima guerra mondiale, il primo boom della maturità economica di Miami (1923-25) fu alimentato non solo dalla presenza di spiagge idilliache e dalle condizioni climatiche perfette della zona, ma anche dal gioco d'azzardo e dall'assenza di un atteggiamento proibizionista: sebbene fossero illegali, i superalcolici continuarono infatti a scorrere a fiumi per tutto il periodo del proibizionismo.

La crescita economica, tuttavia, fu interrotta da un devastante uragano, a cui fecero immediatamente seguito la grande recessione e la depressione che colpirono tutti gli Stati Uniti. Verso la metà degli anni ‘30, un mini-boom favorì la costruzione dei famosi edifici in stile art deco di Miami Beach, e questo periodo discretamente prospero continuò fino al 1942, quando un U-Boat tedesco affondò una nave cisterna americana al largo della costa della Florida. La confusione conseguente provocò una trasformazione completa della Florida meridionale, che venne convertita in una sorta di gigantesca base militare completa di campo d'addestramento e zona di raccolta.

Al termine della seconda Guerra Mondiale, molte delle reclute che erano state addestrate a Miami vi ritornarono e si stabilirono in città, che riuscì a conservare la prosperità del periodo precedente al conflitto. Negli anni ‘50, Miami Beach conobbe un altro boom, divenendo famosa come la "Cuba d'America": giocatori d'azzardo e gangster vi si trasferirono in massa, attratti dalle sale da gioco della città e dalla vicinanza dei luoghi di divertimento e dal sole della Cuba di Batista. Dopo la salita al potere di Castro a Cuba, nel 1959, la popolazione cubana di Miami aumentò notevolmente.

Nel 1965 i due "voli della libertà" che giornalmente facevano la spola tra Miami e l'Havana trasportarono oltre 100.000 profughi cubani. Crebbe la tensione tra cubani e afro-americani che già vivevano in città, relegati in un'area a nord del centro cittadino conosciuta come Colored Town. Scoppiarono sommosse e violenti scontri tra gangster. Alla fine degli anni ‘70, Fidel Castro aprì le frontiere, consentendo l'accesso al porto di Mariel a tutti coloro che volevano lasciare Cuba. La più grande flottiglia mai allestita per scopi non militari vide salpare praticamente qualunque cosa fosse in grado di percorrere i 145 km d'acqua che separano Cuba dalla Florida. Il Mariel Boatlift, come fu soprannominata, portò in Florida 150.000 cubani (fra cui 25.000 detenuti e malati di mente) e le conseguenti tensioni economiche, logistiche e infrastrutturali che ricaddero sulla Florida meridionale si aggiunsero alle tensioni razziali non ancora sopite. La situazione degenerò il 17 maggio 1980, quando quattro poliziotti bianchi, sotto processo con l'accusa di aver picchiato a morte un indiziato di colore in loro custodia, furono assolti da una giuria di soli bianchi. Quando fu reso pubblico il verdetto, in tutta Miami si scatenarono violenti tumulti che si protrassero per tre giorni.

Nei ruggenti anni ‘80 Miami si guadagnò un posto di primo piano nelle cronache quale principale porto d'ingresso della costa orientale per il traffico di droga e per le incredibili somme di denaro che i trafficanti introducevano nel Paese. In tutta Miami sorsero attività commerciali ed edifici e il centro della città fu completamente rimodellato. Tuttavia, tale rinascita stava avvenendo mentre la città si trovava nella morsa dei trafficanti di droga: sparatorie e omicidi tra bande di spacciatori di cocaina erano all'ordine del giorno. La polizia, la guardia costiera, la DEA (Drug Enforcement Agency), le pattuglie di confine e l'FBI non sapevano come fare a tenere tutto sotto controllo. Fu allora che in televisione cominciarono a trasmettere Miami Vice.

A metà degli anni ‘80, la serie televisiva che raccontava le avventure di due detective della narcotici che sfoggiavano costosissimi abiti firmati dalle tinte pastello e sfrecciavano a bordo di Ferrari e barche da milioni di dollari, portò Miami Beach all'attenzione internazionale. Lo stile patinato della serie, la colonna sonora e il montaggio stile video musicale mettevano in risalto la vita sfarzosa della Florida meridionale, e non passò molto tempo prima che la gente iniziasse ad affluire sul posto per verificare personalmente la veridicità del telefilm. Alla fine degli anni ‘80, Miami Beach era ormai diventata nell'immaginario collettivo un posto da favola. Le celebrità incominciarono a trasferirsi a Miami, i fotografi di tutto il mondo scelsero Miami per realizzare i loro servizi fotografici e il distretto Art Deco fu sottoposto a un restauro che trasformò la città in una vetrina della moda.

Stroria ante 20mo Secolo

Nel 1895 una insolita gelata avvolse nella sua morsa gran parte della Florida settentrionale, proprio mentre le ferrovie di Henry Flagler vi stavano scaricando migliaia di ricchi e potenti abitanti del nord giunti per soggiornare negli alberghi e nelle località di villeggiatura. Il gelo distrusse il raccolto degli agrumi e mise in fuga i villeggianti. Si racconta che Julia Tuttle (che possedeva vaste proprietà a Miami e aveva contattato Flagler offrendogli dei terreni per il prolungamento della ferrovia fino a Miami in cambio della comproprietà della linea, accordo che Flagler aveva rifiutato) si recasse nel suo giardino, cogliesse alcuni fiori e li inviasse a Flagler che si precipitò a Miami per controllare di persona.

Si trovò cosi dinnanzi un vero e proprio paradiso tropicale. Flagler e Tuttle raggiunsero un accordo e Flagler annunciò il prolungamento della ferrovia. A quell'annuncio, migliaia di persone ridotte sul lastrico dal grande gelo, compresi i coltivatori di agrumi e i lavoratori nel settore dei servizi come medici e commercianti, incominciarono a confluire su Miami in previsione dell'imminente boom economico. Il servizio di trasporto passeggeri per Miami prese il via il 22 aprile 1896; in quello stesso anno, la città di Miami si costituì come municipalità e diede inizio al suo sviluppo.

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